Il Governo schiera cacciamine, palombari e droni subacquei per proteggere il Trans Adriatic Pipeline (Tap). Ecco perché
Sale la temperatura nel Tap. Il Governo ha aumentato la sorveglianza sul gasdotto pugliese, dispiegando cacciamine, sommozzatori e il primo sistema integrato di droni subacquei. Ecco perché.
PERCHÉ IL GOVERNO ACCENDE UN FARO SUL TAP?
Il Ministero della Difesa ha intensificato la sorveglianza sul Tap. Perché? Teme un incidente “mirato” che potrebbe creare instabilità e paura. Attualmente la certezza non c’è, ma l’aumento delle tensioni geopolitiche nel Mediterraneo allargato, la maggiore esposizione italiana come hub energetico impongono prudenza. Infatti, il gasdotto è un bersaglio ad alto rischio in caso di guerra ibrida. Le ragioni sono tre: è un’infrastruttura lineare estesa, è politicamente sensibile e opera in un ambiente subacqueo. In altre parole, è razionalmente conveniente per un avversario perché avrebbe un impatto rilevante a fronte di un costo basso, andrebbe quasi sicuramente a segno e potrebbe essere negato grazie all’opacità dell’ambiente subacqueo.
CHI POTREBBE ATTACCARE IL GASDOTTO
Il Tap potrebbe essere bersaglio di Stati ostili all’Italia e all’Ue, contractor, gruppi paramilitari oppure associazioni ambientaliste estremiste. L’ipotesi di un danneggiamento su mandato di uno Stato ostile è la più probabile. Infatti, colpire il Tap indebolirebbe la sicurezza energetica italiana ed europea, aumenterebbe la volatilità dei prezzi del gas e manderebbe un segnale politico senza arrivare a uno scontro militare diretto. Mosca, ad esempio, potrebbe decidere di vendicarsi dello stop dell’Ue alle importazioni di gas russo sabotando il gasdotto. Ogni attacco infatti può aumentare i prezzi, indebolire la sicurezza energetica UE e rafforza la narrativa dell’“inaffidabilità delle alternative” alle forniture russe.
Un altro potenziale indiziato è la Turchia, che potrebbe decidere di partecipare in operazioni di sabotaggio del gasdotto al fine di diventare hub energetico dominante e mantenere una leva geopolitica sui corridoi energetici regionali. Anche l’Iran potrebbe decidere di supportare un attacco al Tap, per aumentare l’instabilità energetica dell’Europa e stringere i rapporti con gli attori anti-occidentali. Tuttavia, un eventuale attacco nasconderebbe un grande rischio geopolitico a fronte di benefici limitati.
LE FORZE DISPIEGATE PER DIFENDERE IL TAP
La Marina ha rafforzato la sorveglianza dei fondali. Uno degli obiettivi principali è ridurre l’opacità subacquea, una delle principali vulnerabilità sistemiche. Per difendere il gasdotto pugliese sono scesi in campo anche i palombari, addestrati per immersioni operative, lavori subacquei complessi e attività di bonifica di ordigni.
Aumentano anche le tecnologie per la sorveglianza del Tap. Infatti, si è unito all’Operazione Fondali Sicuri anche il cacciamine Numana, erede dell’omologo Alghero. Una scelta che rientra nell’alveo dell’Operazione Mediterraneo Sicuro. Il cacciamine Numana è affiancato da Rov Pluto Gigas di Gaymarine, mezzo che può svolgere missioni di controminamento in condizioni proibitive di corrente e di totale assenza di visibilità. Un dispiegamento di forze legato al valore strategico elevato e all’alta vulnerabilità fisica.
I POSSIBILI EFFETTI DI UN ATTACCO AL TAP
Il Trans Adriatic Pipeline è una delle dorsali energetiche del Paese. Il gasdotto che parte in Grecia e si conclude nel terminale di ricezione a Melendugno (Lecce) trasporta infatti oltre 50 miliardi di metri cubi di gas verso l’Europa, coprendo fino a circa il 10% del fabbisogno italiano di gas annuo.
Un’interruzione prolungata del Tap comporterebbe perdite fino a 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno, con effetti sui prezzi all’ingrosso e sulla sicurezza degli approvvigionamenti. I costi diretti per riparare un danno subacqueo complesso su un gasdotto offshore di questo tipo possono raggiungere le centinaia di milioni di euro. Per non parlare poi dei costi indiretti legati al fermo dell’infrastruttura, alle penali e agli effetti derivanti dalla riduzione dell’offerta di gas.

