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Ombre russe sui cavi sottomarini: Londra risponde con la Royal Navy

La sosta anomala della nave russa Sinegorsk nel Canale di Bristol ha acceso l’allarme sicurezza nel Regno Unito. L’episodio si inserisce in un contesto di crescente tensione geopolitica e sospetti sulle attività navali russe vicino alle dorsali delle comunicazioni globali

Una nave cargo battente bandiera russa ha destato allarme nel Canale di Bristol, rimanendo ancorata per ben quattordici ore sopra vitali cavi sottomarini che formano la spina dorsale delle comunicazioni digitali tra Regno Unito, Nord America ed Europa meridionale. L’episodio, riportato dal The Telegraph, ha sollevato interrogativi sulle vulnerabilità delle infrastrutture critiche sottomarine, attivando una risposta immediata da parte delle autorità britanniche.

LE OMBRE RUSSE

La Sinegorsk, una nave cargo russa, ha fatto ingresso nel Canale di Bristol martedì sera, fermandosi a circa due miglia nautiche da Minehead. Secondo i dati di tracciamento marittimo, l’imbarcazione è rimasta ferma fino alle 14 del giorno successivo, un comportamento che suggerisce un ancoraggio deliberato. Nella zona, si trovano almeno cinque cavi sottomarini ad alta capacità, tra cui due linee del sistema Tgn Atlantic, essenziali per le comunicazioni tra il Regno Unito e New York, e il cavo EXA Express, che collega il Regno Unito alla Nuova Scozia, nodo cruciale delle telecomunicazioni.

LA RISPOSTA DELL’UK ALLA RUSSIA

La presenza della Sinegorsk ha attivato un’operazione di sorveglianza aerea. Un aereo della Guardia Costiera britannica, identificato come G-HMGC, ha sorvolato l’area per circa mezz’ora, seguito da un elicottero Wildcat della Royal Navy, nominato “Talon 1”, decollato dalla base di Yeovilton. Sebbene non siano stati resi noti i dettagli sulla configurazione dell’elicottero, è noto che queste unità possono essere equipaggiate con missili antinave Sea Venom o siluri Sting Ray.

Non sono state fornite spiegazioni ufficiali riguardo alla sosta della Sinegorsk, ma fonti del ministero della Difesa britannico hanno suggerito che la nave potrebbe aver cercato riparo da condizioni meteo avverse. Il bollettino marittimo del Met Office segnalava venti di forza 6 e mare mosso, condizioni che potrebbero aver spinto l’imbarcazione a fermarsi.

UNA NUOVA SICUREZZA

Questo evento si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per le attività navali russe in prossimità delle infrastrutture sottomarine occidentali. Negli ultimi mesi, diverse unità russe sono state collegate a sospette operazioni di interferenza o di intelligence sui cavi per telecomunicazioni ed energia, considerati oggi uno dei punti più vulnerabili della sicurezza euro-atlantica. Non a caso, pochi giorni fa, il governo italiano ha aumentato la vigilanza sul TAP, gasdotto cruciale per la sicurezza energetica dell’Italia. Le autorità britanniche continuano a monitorare attentamente la situazione, consapevoli che la stabilità delle comunicazioni digitali è essenziale per la sicurezza nazionale e per le relazioni internazionali.

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