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Isab, contenzioso con Lukoil: debito da 80 milioni e stop all’esclusiva per salvare Priolo

Da quanto risulta a Energia Oltre, il debito di Lukoil nei confronti di Isab supererebbe gli 80 milioni di euro e continuerebbe a crescere di 5 milioni al giorno. Ciò potrebbe mettere a rischio dipendenti, indotto e fornitori. Le richieste di Isab

Lukoil avrebbe un debito superiore a 80 milioni di euro nei confronti di Isab. Cifra che aumenterebbe di 5 milioni per ogni giorno di caricamento di prodotto dalla raffineria. Un ritmo tale che – rivelano fonti vicine a Isab – potrebbe pregiudicare gravemente la stabilità finanziaria dell’azienda, mettendo a rischio dipendenti e indotto, nonché tutti i rapporti con i fornitori siciliani ed italiani. Per questa ragione, l’Azienda si sarebbe opposta al provvedimento del Tribunale di Siracusa che nei fatti ha ripristinato la clasusola di esclusività del contratto siglato nel 2022. È quanto si apprende da fonti di Energia Oltre vicine alla società, che hanno rivelato in esclusiva dettagli importanti riguardo il processo per la risoluzione del contratto.

PERCHE’ IL CONTRATTO TRA ISAB E LUKOIL FINISCE IN TRIBUNALE

La miccia che ha acceso la disputa giudiziaria è la firma dell’accordo tra Isab e Ludoil Energy per il caricamento e la vendita di prodotti petroliferi nella raffineria. Un’importante intesa siglata a metà gennaio che ha aperto al gruppo italiano la strada per il vero obiettivo: l’acquisizione della raffineria, come testimonia il processo di due diligence avviato a metà gennaio.

Tuttavia, Lukoil Italia ha poi chiesto e ottenuto dal Tribunale di Siracusa l’annullamento della rescissione del contratto con Isab di Priolo. Di conseguenza, l’emanazione italiana della ditta russa è tornata ad essere l’unico cliente di Isab. Un fatto che ha costretto Isab a rispondere, presentando ricorso contro il provvedimento cautelare disposto dal Tribunale di Siracusa.

ISAB: PIU’ DI 80 MILIONI DI CREDITO VERSO LUKOIL

La prima udienza del ricorso si è tenuta il 27 gennaio presso il Tribunale di Siracusa, ma il giudice non si è ancora pronunciato. Fonti di Energia Oltre rivelano che nel corso dell’udienza Isab avrebbe sostenuto che il debito dell’azienda russa nei suoi confronti. come detto, avrebbe superato gli 80 milioni di euro. Cifra che aumenterebbe di 5 milioni di euro per ogni giorno di caricamento, pari al valore delle caricazioni quotidiane di petrolio nella raffineria. Con tutte le conseguenze di stabilità finanziaria per ISAB, dipendenti e indotto.

COSA CHIEDE ISAB?

Le fonti interpellate da Energia Oltre rivelano che nel corso dell’udienza Isab avrebbe chiesto di revocare il provvedimento cautelare del giudice di Siracusa che ha imposto alla raffineria di riprendere il caricamento di prodotto da parte di Lukoil Italia. In alternativa, l’azienda avrebbe proposto di modificare il provvedimento cautelare in modo da consentire a ISAB di approvvigionarsi anche da soggetti terzi, senza esclusiva né vincoli quantitativi.

Inoltre, l’azienda avrebbe avanzato la richiesta di rigettare tutte le domande cautelari per incompetenza del Tribunale adito. Infatti, Isab avrebbe sottolineato la presenza nel contratto in questione di una clausola compromissoria che attribuisce alla Corte Arbitrale di Milano la competenza esclusiva su qualsiasi controversia tra le parti, inclusa la risoluzione del contratto. Al contrario, Lukoil Italia avrebbe deciso di proporre ricorso al Tribunale di Siracusa.

PERCHE’ ISAB HA RISOLTO IL CONTRATTO CON LUKOIL?

Ma perché Isab ha risolto il contratto con Lukoil Italia? La risposta è duplice, secondo fonti interpellate da Energia Oltre: innanzitutto il chiaro quadro sanzionatorio e la certezza di un gravissimo danno economico a carico di Isab. Le criticità finanziarie che derivano dagli ingenti crediti vantati nei confronti di Lukoil sono una delle motivazioni principali a supporto della richiesta di modifica del provvedimento cautelare.

La seconda ragione, invece, riguarderebbe appunto le sanzioni internazionali. Infatti, Isab avrebbe sottolineato che uno degli ostacoli al proseguimento del rapporto commerciale con Lukoil è il grave quadro sanzionatorio imposto dall’OFAC nei confronti delle società del Gruppo Litasco, a cui la società russa appartiene, che impedisce di stringere nuovi accordi con le aziende del gruppo.

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