Il Ministro per il PNRR Foti conferma il mantenimento dell’intera dotazione da 194,4 miliardi di euro e annuncia il via libera della task force UE. Il piano punta ora sulla rendicontazione dei traguardi qualitativi entro il 30 agosto.
L’Italia consolida il proprio primato europeo nella gestione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, distanziando nettamente la media dei partner continentali nell’attuazione delle riforme e nel raggiungimento degli obiettivi concordati. La dotazione finanziaria originale di 194,4 miliardi di euro resta integralmente confermata, segnando un percorso di continuità istituzionale che ha attraversato tre differenti esecutivi con l’unico scopo di onorare gli impegni assunti con Bruxelles. Con l’imminente sblocco della nona rata, il nostro Paese raggiungerà la quota di 165 miliardi di euro già attribuiti, una cifra che rappresenta l’85% del totale del piano, a fronte di una media europea che si attesta ancora al 58%. È quanto emerge dalle dichiarazioni rilasciate dal Ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR, Tommaso Foti, in risposta a una specifica interrogazione parlamentare svoltasi presso l’aula del Senato.
LA NONA RATA E IL RAPPORTO CON BRUXELLES
Il processo di valutazione per la nona tranche di finanziamenti è attualmente nella sua fase di “assessment”, ovvero il confronto tecnico serrato con la task force della Commissione Europea incaricata di verificare la veridicità dei traguardi dichiarati dall’Italia. “Proprio ieri la Commissione Europea, per il tramite della task force, ha lasciato l’Italia dicendoci semplicemente che non ci sono elementi tali da non poter prevedere anche la liquidazione della nona rata”, ha chiarito Foti durante il suo intervento a Palazzo Madama. Se l’iter si concluderà come previsto, l’Italia vanterebbe un vantaggio di circa 25 punti rispetto alla media di spesa e realizzazione degli altri Stati membri, un risultato che il Ministro ha rivendicato come segno tangibile di serietà e competenza amministrativa.
I TRAGUARDI RAGGIUNTI TRA SALUTE, SCUOLA E AMBIENTE
Gli obiettivi legati a questa specifica rata toccano settori vitali per la modernizzazione del Paese. Secondo quanto illustrato dal Ministro, sono stati compiuti passi avanti decisivi nel comparto della salute e nell’aggiornamento professionale del personale scolastico. Di rilievo anche gli interventi nel settore idrico, strategici per la sostenibilità ambientale. Foti ha inoltre citato con orgoglio i risultati ottenuti in ambito culturale: “Recuperare 100 parchi e giardini storici penso sia un obiettivo che dovrebbe essere venduto come un fiore all’occhiello”. Questi traguardi testimoniano come il piano stia agendo sulla riqualificazione del patrimonio nazionale oltre che sulle infrastrutture materiali.
OLTRE IL LIVELLO DI SPESA: LE RIFORME COME VALORE AGGIUNTO
Un passaggio centrale della relazione ministeriale ha riguardato la filosofia che sottende il PNRR, spesso oggetto di fraintendimenti legati alla mera capacità di spesa. Per il governo, la priorità non è il volume finanziario erogato in sé, ma la qualità della performance. “Probabilmente una demagogia diffusa aveva concentrato tutto sul livello di spesa”, ha osservato il Ministro, sottolineando che il vero cuore del programma risiede nei “target” e nelle “milestone”, ovvero in quelle riforme destinate a durare nel tempo e a modificare profondamente la situazione giuridica e strutturale dell’Italia. La scadenza del 30 agosto per la rendicontazione complessiva rappresenterà il banco di prova definitivo per dimostrare la solidità di questo approccio basato sul risultato.
IL CONFRONTO INTERNAZIONALE E IL DIBATTITO SUL MODELLO SPAGNOLO
In conclusione, il Ministro ha voluto replicare alle critiche delle opposizioni che, in fase di revisione del piano, avevano esortato l’Italia a seguire il modello di altre nazioni, con particolare riferimento alla Spagna. Foti ha respinto con forza questi suggerimenti, basandosi su dati di fatto e atti ufficiali. Secondo l’analisi del dicastero, mentre l’Italia ha difeso la propria dotazione e i relativi debiti per investire sulla crescita, Madrid ha effettuato tagli radicali al proprio PNRR, rinunciando a una parte consistente della quota prestiti. “La dotazione di 194,4 miliardi è stata totalmente mantenuta”, ha ribadito Foti, evidenziando come la scelta italiana sia stata quella di non retrocedere sugli obiettivi di sviluppo nazionale a lungo termine.

