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DAN JØRGENSEN COMMISSARIO EUROPEO DESIGNATO PER L'ENERGIA E L'EDILIZIA ABITATIVA

La ricetta di Dan Jørgensen per la competitività europea

Per ridurre i costi dell’energia che frenano la competitività delle imprese Ue, i governi devono investire sulle rinnovabili, “tagliare le tasse” sulle bollette elettriche e dare più poteri a Bruxelles. È la ricetta di Dan Jørgensen, commissario europeo all’Energia

Il Commissario europeo all’Energia definisce la sua ricetta per ridurre i costi dell’energia. Oggi Dan Jørgensen sarà alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza perché «non c’è sicurezza senza sicurezza energetica».

PERCHÈ PAESI HANNO COSTI DELL’ENERGIA ALTI E ALTRI NO

Jørgensen nell’intervista alla Stampa ribadisce che l’Europa deve agire su più fronti. “I costi dell’energia per le imprese europee sono il doppio o il triplo di quelli pagati dalle aziende americane o cinesi. La situazione tra gli Stati membri è estremamente eterogenea. In alcuni Paesi è addirittura inferiore, mentre in altri è molto più ampia” lo sottolinea il report di Draghi. Perché? È una questione di rinnovabili nel mix energetico ma anche di soluzioni da proporre. Il commissario ribadisce che occorre in primo luogo ridurre drasticamente i tempi delle autorizzazioni per avere più rinnovabili e poi migliorare le connessioni perché i Paesi più isolati pagano di più. Tutto questo attraverso il sostegno europeo e una leadership europea omogenea per i grandi progetti.

UNO SCENARIO COMUNE EUROPEO

La gestione delle politiche energetiche va centralizzata. “Vorremmo che il nostro sistema energetico sia pianificato dall’alto verso il basso”, dice Jørgensen. In questo, la Commissione ha il potere di elaborare scenari unici a livello europeo per progettare meglio piani per il sistema energetico. Per i finanziamenti il commissario ha proposto di destinare nel prossimo bilancio quasi 30 miliardi di euro per i progetti infrastrutturali energetici. Nel frattempo i singoli governi possono ridurre le tasse e questo “agevolerebbe, ma la tassazione è di competenza nazionale e per un’azione a livello Ue serve l’unanimità”, evidenzia.

INDIPENDENZA ENERGETICA

L’invasione in Ucraina è stata una sveglia all’Europa “ha fatto capire quanto fossimo vulnerabili e quanto sia importante essere resilienti dal punto di vista energetico” sostiene Jørgensen. Occorre diventare indipendenti e abbandonare i combustibili fossili: “ne importiamo per un valore pari a 380 miliardi di euro l’anno. E questo non fa bene né all’economia né alla sicurezza. Putin ci ha dimostrato che non è un bene dipendere da Paesi che da un giorno all’altro possono diventare nemici”. Il Gnl americano aiuta a ridurre la dipendenza europea dalla Russia, idem il nucleare. Però il punto resta: c’è il rischio di sostituire la dipendenza dal gas russo con quella dal gas americano. “Dobbiamo ridurre la nostra dipendenza dai prodotti energetici importati dall’estero”.

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