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Semplificazione digitale automotive

ACEA e il Digital Omnibus: l’industria dell’auto preme per un’Europa più agile su dati e intelligenza artificiale

L’Associazione dei costruttori europei accoglie con favore l’iniziativa di Bruxelles ma chiede correzioni urgenti su AI, cybersicurezza e gestione dei dati per tutelare la competitività.

L’industria automobilistica europea si trova oggi a un bivio cruciale della sua trasformazione, in cui il veicolo non è più un semplice mezzo di trasporto ma una complessa piattaforma digitale interconnessa. In questo scenario, l’ACEA (l’Associazione dei costruttori automobilistici europei) ha preso una posizione netta rispetto alla proposta della Commissione Europea sul cosiddetto “Digital Omnibus”. Se da un lato i produttori plaudono alla volontà di semplificare il quadro normativo digitale dell’Unione, dall’altro avvertono che le misure attuali non sono sufficientemente incisive. Secondo i costruttori, l’eccessiva frammentazione burocratica e la sovrapposizione di requisiti amministrativi stanno drenando risorse vitali che dovrebbero essere destinate alla ricerca, mettendo a serio rischio la capacità competitiva dell’Europa sul palcoscenico globale.

È quanto emerge con forza dal nuovo position paper diffuso dall’Associazione, un documento che analizza nel dettaglio le criticità normative che pesano sul comparto. La fotografia scattata dai rappresentanti dell’industria mette in luce come l’attuale complessità legislativa rappresenti una sfida proibitiva, specialmente per le aziende che operano in più domini digitali e in diversi Stati membri.

PIÙ CHIAREZZA SU DATI E ACCESSO AL SETTORE PUBBLICO

Nel campo della gestione delle informazioni, l’industria automobilistica si dice favorevole a una semplificazione delle regole di condivisione e a una limitazione dell’accesso del settore pubblico ai dati privati. Tuttavia, secondo quanto evidenziato nel documento di ACEA, diverse proposte della Commissione necessitano di aggiustamenti strutturali per evitare una pericolosa incertezza giuridica. L’Associazione chiede una riduzione degli oneri sproporzionati e sollecita regole più limpide sull’uso dei dati non personali e sui trasferimenti internazionali. La richiesta è chiara: eliminare le disposizioni doppie e promuovere un quadro di governance più equilibrato, che garantisca una rappresentanza adeguata per gli attori industriali.

PROTEZIONE DELLA PRIVACY E BILANCIAMENTO CON L’INNOVAZIONE

Sul fronte della protezione dei dati personali, l’Associazione sostiene gli obiettivi degli emendamenti mirati al GDPR proposti dalla Commissione, ma ritiene che servano ulteriori modifiche. L’obiettivo deve essere un migliore equilibrio tra la tutela della privacy e la spinta all’innovazione. In particolare, è considerata essenziale la definizione di regole più trasparenti per la ricerca scientifica, per l’utilizzo delle categorie speciali di dati e per l’accesso alle informazioni a livello di dispositivo, oltre a una gestione più agile della pseudonimizzazione. I produttori raccomandano inoltre un’applicazione delle norme più proporzionata, basi giuridiche più ampie per il trattamento dei dati nell’Internet delle Cose (IoT) e garanzie che assicurino certezza legale, neutralità tecnologica e operatività pratica.

CYBERSICUREZZA: VERSO UN CANALE DI SEGNALAZIONE UNICO

La sicurezza informatica rappresenta un altro pilastro fondamentale per i veicoli moderni. I produttori di veicoli appoggiano il piano della Commissione che prevede un unico canale di segnalazione per gli incidenti di cybersicurezza. Tuttavia,ACEA sottolinea come sia indispensabile un’armonizzazione più profonda per eradicare i requisiti nazionali frammentati e standardizzare i criteri di rendicontazione. L’Associazione promuove inoltre un approccio basato sul rischio per gli obblighi previsti dalla direttiva NIS 2, concentrando i requisiti sui sistemi legati alle attività critiche ed esentando le piccole entità da carichi burocratici non necessari.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E NUOVE TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE

L’intelligenza artificiale (AI) sta assumendo un ruolo sempre più centrale nello sviluppo dei veicoli, nella produzione e nei servizi di mobilità. Per questo motivo, l’Associazione accoglie con favore il Digital Omnibus dedicato all’AI, apprezzando specialmente le proroghe proposte per le tempistiche di attuazione. Ciononostante, il rischio che alcune lacune normative creino oneri di conformità sproporzionati resta elevato. Secondo la posizione espressa da ACEA, per rendere realmente applicabile l’AI Act è necessario fare chiarezza sulle date di applicazione e allineare le definizioni dei dati biometrici a quelle del GDPR.

REGOLE SETTORIALI E APPROCCIO BASATO SUL RISCHIO

I costruttori chiedono inoltre un approccio autenticamente basato sul rischio per quanto riguarda i sistemi di riconoscimento delle emozioni e mettono in guardia contro l’introduzione di regole settoriali premature prima che siano disponibili standard armonizzati. Tra le altre raccomandazioni figurano la necessità di linee guida chiare sugli obblighi di copyright, un trattamento proporzionato per l’AI open source e l’introduzione di misure volte a facilitare la conformità all’interno dei gruppi aziendali. In definitiva, l’Associazione ribadisce che solo un ambiente normativo coerente e favorevole alle imprese potrà permettere all’Europa di mantenere la sua leadership mondiale nel settore automobilistico digitale.

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