Oggi in Commissione Ambiente alla Camera si sono svolte le audizioni di rappresentanti di Anima Confindustria, RSE e EDF (Électricité de France) sul disegno di legge delega sul nucleare sostenibile
Proseguono le audizioni, in Commissione Ambiente alla Camera, nell’ambito dell’esame dei progetti di legge recanti delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile.
SUL NUCLEARE L’ITALIA DOVREBBE SEGUIRE IL MODELLO SPAGNOLO?
Un disegno di legge che viene accolto favorevolmente da ANIE Rinnovabili, in quanto “pone le basi per un programma nucleare italiano”, come ha spiegato Ludovica Zigon, vicepresidente di Federazione ANIE Rinnovabili. “Dal nostro punto di vista – ha aggiunto Zingon -, il nucleare può dare il proprio contributo al mix energetico nel lungo periodo, purché ne vengano esaminati a fondo gli aspetti essenziali, che riguardano la sicurezza, l’indipendenza e la resilienza della catena degli approvvigionamenti delle materie prime”.
Dopo aver ricordato che nel 2024 in Europa il nucleare ha coperto circa il 22% del fabbisogno elettrico europeo – con in testa la Francia, che ha coperto il 67% del fabbisogno nazionale – la vicepresidente di ANIE ha affermato che “l’Italia non dovrebbe emulare il modello francese, che beneficia di prezzi relativamente contenuti, anche tenendo conto di un parco impiantistico i cui costi di investimento sono stati ammortizzati nel corso di decenni di esercizio”.
Per ANIE, “il modello di riferimento dovrebbe essere il modello spagnolo, dove è presente un mix differenziato ed equilibrato tra le diverse fonti energetiche. Ad oggi, secondo i dati della rete elettrica spagnola, c’è un 65% di rinnovabili, 20% di nucleare e 15% di gas naturale. Questo ci impone delle riflessioni: da un lato, sicuramente porre attenzione allo sviluppo del nucleare e alle tecnologie degli Small modular reactor e degli Advance del Modular reactor – che non sono ancora in commercio – tenendo conto che ad oggi le recenti implementazioni di centrali nucleari hanno avuto tempi più lunghi del previsto”.
GOLINELLI (ANIMA CONFINDUSTRIA): INTEGRARE LA POLITICA ENERGETICA CON QUELLA INDUSTRIALE
Valutazione “complessivamente positiva” del disegno di legge anche da parte di ANIMA Confindustria, sostanzialmente per alcuni elementi. “Primo fra tutti – ha affermato il vicepresidente dell’associazione, Marco Golinelli – il ricorso allo strumento di delega, che riteniamo importante in quanto il nucleare è una materia altamente tecnica, complessa e in evoluzione, quindi è importante saper coinvolgere e svilupparsi nel tempo”. Tra gli altri elementi positivi, Giacomelli ha citato “il riferimento esplicito al nucleare sostenibile, in linea con il quadro europeo; l’attenzione posta a sicurezza, ambiente, non proliferazione e gestione dei rifiuti e, infine, il quadro graduale relativo alle tecnologie più evolute, che permette di prendere in considerazione i reattori SMR e AMR”.
Un aspetto su cui ANIMA Confindustria ha voluto porre l’accento è poi il fatto che il nucleare “non dev’essere considerato solo come una politica energetica, ma dovrebbe includere una politica industriale, che permetta di valorizzare le competenze esistenti, di ridurre le dipendenze da tecnologie extra Ue, di rafforzare il tessuto manifatturiero e creare occupazione. Se non integriamo la politica energetica con la politica industriale, il rischio è di perdere un’occasione importante”.
COTANA (RSE): ALMENO 8 GW GARANTIREBBERO SICUREZZA E RESILIENZA DEL SISTEMA ENERGETICO
È poi intervenuto l’amministratore delegato di RSE Franco Cotana che, snocciolando alcuni dati, ha dichiarato: “la possibilità di installare almeno 8 GW di potenza nucleare garantirebbe il servizio di sicurezza e resilienza del sistema energetico. Ciò permetterebbe la penetrazione dell’energia elettrica nel nostro sistema economico, favorendo anche la generazione di idrogeno e gli usi termici dell’energia nucleare. Otto GW è il valore minimo, potremmo arrivare anche a un massimo di 16 GW, che ottimizzerebbe ancora di più le performance”, ha aggiunto.
MAILLARD (EDF): PROGRAMMA ITALIANO È OPPORTUNITÀ PER SVILUPPARE COOPERAZIONE INDUSTRIALE TRA PARI
Ad offrire un punto di vista “esterno” è stato infine Erkki Maillard, vicepresidente Affari Internazionali di EDF (Électricité de France), che ha spiegato come l’utility francese guardi al programma nucleare italiano “come a un’opportunità per sviluppare una cooperazione industriale tra pari, sulla base dei legami esistenti con l’industria italiana e secondo le modalità che l’Italia vorrà definire, ovviamente”.
Maillard ha spiegato che “Nuward – la società del Gruppo EDF dedicata al 100% allo sviluppo di un reattore SMR – già oggi valorizza una filiera italiana, francese ed europee dalla progettazione alla costruzione, con la partecipazione di partner industriali italiani. Nuward risponde ai bisogni concreti sia di decarbonizzazione del Paese sia della sua competitività, perché è concepita come una piattaforma multi-energia in grado di fornire non solo elettricità, ma anche calore a basse emissioni per il tessuto industriale italiano”.
Infine, ha concluso il dirigente francese, “Nuward è una soluzione sovrana europea: è sviluppata in Europa da un ecosistema europeo, con partner europei, con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia strategica del continente e con un approccio privo di vincoli di utilizzabilità legati a equilibri legislativi o geopolitici esterni all’Europa”.

