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Nucleare, Arera invoca certezze: servono efficienza sui costi e una spinta al Deposito Nazionale

Livio De Santoli sollecita alla Camera una distinzione netta tra regolazione e sicurezza nucleare. Il decommissioning raggiunge costi stimati per 11 miliardi di euro, mentre il deposito nazionale sconta un ritardo di dieci anni

Il ritorno dell’atomo nel mix energetico italiano richiede un perimetro normativo solido e una governance che eviti sovrapposizioni istituzionali, garantendo al contempo un equilibrio tra le necessità della sicurezza nazionale e gli impegni per la decarbonizzazione. Durante una recente audizione presso le Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera, Livio De Santoli, membro del Collegio di Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), ha delineato le priorità dell’Autorità rispetto al provvedimento di delega sul nucleare sostenibile. Il messaggio centrale è un appello alla stabilità: dopo anni segnati da continui aggiustamenti e ripianificazioni che hanno indebolito l’azione regolatoria, il nuovo disegno di legge deve offrire una definizione istituzionale capace di velocizzare lo smantellamento delle vecchie centrali e la creazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.

NECESSITÀ DI UN QUADRO NORMATIVO STABILE E BILANCIATO

L’azione regolatoria, secondo quanto sottolineato da De Santoli, ha risentito pesantemente di un clima di incertezza tecnica e politica. “In un contesto di continue modificazioni, aggiustamenti, ripianificazioni di difficoltà evidenziate negli anni l’azione regolatoria risulta in qualche modo essere stata indebolita soprattutto negli ultimi anni”, ha dichiarato il componente del Collegio. Per questa ragione, l’Autorità auspica che il legislatore definisca un quadro in grado di tenere insieme la transizione ecologica e la protezione degli asset strategici. Un punto cardine di questa visione è la “distinzione netta e puntuale che esiste tra le funzioni di Arera rispetto a quella della istituenda autorità amministrativa indipendente per la sicurezza”.

FLESSIBILITÀ DISPACCIAMENTO E GESTIONE RIFIUTI RADIOATTIVI FONDAMENTALE

Un secondo aspetto cruciale riguarda l’integrazione della fonte nucleare nel sistema elettrico e nel mercato dell’energia. In particolare, De Santoli ha richiamato l’attenzione sul sistema di dispacciamento e sulla crescente importanza della flessibilità: “Questa flessibilità deve essere in qualche modo parte integrante di questa evoluzione”.

STOP RITARDI SU DEPOSITO NAZIONALE E GESTIONE DEGLI ONERI

L’ultima parte dell’audizione si è concentrata sulla questione finanziaria e sulle tempistiche del Deposito Nazionale. I numeri presentati sono imponenti: “Stiamo orientativamente parlando di costi, cumulativamente, nell’ordine di 10-11 miliardi per il decommissionig di cui 1 mld circa per il deposito”. Nonostante gli investimenti elevati, De Santoli ha ammesso che i risultati finora ottenuti non sono soddisfacenti e necessitano di maggiore attenzione.

La notizia completa è visionabile nella sezione “Agenzia di Stampa” del sito.

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