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sussidi dannosi

Ecco come lo Stato incasserà 45 miliardi dalle accise

In attesa di misurare gli effetti della manovra per l’Erario, il diesel alla pompa costa più della benzina. A pesare è l’accisa

Lo Stato potrebbe incassare 45 miliardi di euro dalle accise. Una delle maggiori fonti di entrate sarà l’allineamento delle aliquote di benzina e gasolio per effetto della legge di Bilancio, che ha portato entrambe a 672,90 euro per mille litri. Un guadagno a cui si aggiungeranno le entrate relative all’accisa sull’energia elettrica e sul gas naturale per combustione.

L’IMPATTO DELLE ACCISE

Gli automobilisti che nelle ultime settimane hanno fatto rifornimento su strade e autostrade hanno subito notato che il prezzo del diesel alla pompa supera costantemente quello della benzina, secondo quanto riporta il Sole 24 Ore. Il giornale sottolinea che a pesare sul sorpasso in questo inizio di 2026 è stata soprattutto la variabile fiscale, in particolare l’accisa. Ora su un pieno da 50 litri l’impatto della variazione dell’accisa è di 2,78 euro. E ancora non si vedono gli eventuali contraccolpi dell’attacco da parte di Usa e Israele all’Iran.

UN TRIBUTO BANCOMAT

Il governo potrà così contare su nuove risorse già da quest’anno: 587,2 milioni, secondo la relazione tecnica alla manovra, che andranno ad aggiungersi ai 213 milioni previsti dai rincari su tabacchi e dintorni. A un primo sguardo le accise sembrano confermarsi un “tributo bancomat” al quale lo Stato attinge quando ha bisogno di rimpolpare il gettito. In realtà, l’evoluzione degli ultimi anni impone una lettura più approfondita.

ACCISE NON SOPRA LA MEDIA STORICA

Come l’Iva, l’accisa è un’imposta indiretta armonizzata a livello europeo. Struttura e importi minimi sono stabiliti da norme Ue, e la tassa grava in generale su alcolici, tabacchi e prodotti energetici. Il grosso – oltre il 50% – viene proprio dall’accisa sui prodotti energetici, derivati e analoghi, cioè sulla produzione, fabbricazione o importazione di carburanti e combustibili. Il gettito derivante da accise e imposte di consumo nel 2025 veleggia verso i 45 miliardi di euro. A novembre 2025 le entrate relative all’accisa sull’energia elettrica (2,5 miliardi) e sul gas naturale per combustione (2,2 miliardi) avevano già superato quelle dell’intero 2024, con incrementi dell’11,3% e del 28,2%. Se guardiamo indietro nel tempo, però, ci accorgiamo che la proiezione di 45,5 miliardi a fine 2025 non è molto al di sopra della media storica. Nel 2019 – prima del Covid e del caro energia innescato dall’invasione russa dell’Ucraina – lo Stato ha ricavato dalle accise 44,7 miliardi. E nei tre anni precedenti è sempre stato intorno a questa cifra.

LA PERCEZIONE DI UN COSTO INSOSTENIBILE

Perché cittadini e imprese hanno la percezione di un costo insostenibile e in aumento? La risposta è nell’incremento dei prezzi dell’energia, che ha fatto lievitare il conto totale pagato dagli operatori economici. Nel caso dei carburanti, ad amplificare l’esborso totale c’è l’Iva, applicata su una base imponibile che include le stesse accise. L’andamento del gettito riflette perciò queste dinamiche, ma anche l’evoluzione dei consumi e i provvedimenti per attenuare i rincari.

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