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Lockdown energetico rimandato, ecco qual è la vera sfida

Il vero problema del sistema italiano oggi non è il lockdown energetico. Chi c’era e cosa si è detto durante l’Energy Talk di RCS Academy

Le tensioni in Medio Oriente stanno riportando al centro del dibattito la sicurezza energetica. A preoccupare oggi il ministro dell’Ambiente non è il lockdown energetico, quanto il costo delle risorse. Senza energia a basso costo, infatti, l’industria perde competitività e la transizione rischia di arenarsi. È quanto emerso durante la sesta edizione dell’Energy Talk «Fonti Alternative e Sicurezza Energetica», organizzato da RCS Academy in collaborazione con Corriere della Sera e Pianeta 2030 e la media partnership di Energia Oltre e Start Magazine.

ENERGIA, DECARBONIZZAZIONE E COMPETITIVITÀ CONTRO IL LOCKDOWN

Il lockdown energetico non è il rischio più pressante oggi per l’Italia. Le parole del ministro dell’ambiente sottolineano che l’energia c’è ancora, ma rischia di essere troppo costosa per sostenere la competitività del sistema produttivo. Per questa ragione, non ha più senso parlare di fonti alternative in contrapposizione tra loro. Serve un equilibrio, un mix energetico che coniughi decarbonizzazione e competitività. Su questo punto si inserisce l’intervento di Monica Colombera, Partner Legance, che ha riportato il discorso dentro la realtà delle imprese. Colombera ha spiegato che l’efficienza dei progetti produttivi e l’indipendenza energetica sono due facce della stessa medaglia.

L’energia è ormai diventata una leva strategica che può determinare la posizione competitiva di un sistema industriale. Di conseguenza, serve una visione comune, capace di tenere insieme industria ed energia senza creare fratture. Alicia Lubrani, ad di Pulsee Luce e Gas ha sottolineato che non bisogna tornare indietro sul percorso di decarbonizzazione e transizione energetica tracciato dal Green Deal, ma cercare di realizzarne gli obiettivi.

ENERGIA, RINNOVABILI E NUCLEARE PER ABBASSARE I PREZZI

Sul fronte industriale, il nodo principale è quello dei prezzi. Lorenzo Giussani, Direttore Strategy and Growth di A2A, ha spiegato che contenere il costo dell’energia è essenziale per la competitività del Paese e che strumenti come i contratti di lungo periodo possono aiutare a ridurre la volatilità.

Il nucleare può contribuire alla sicurezza energetica e ridurre il costo complessivo delle rinnovabili, favorendone la diffusione, secondo Luca Mastrantonio, ceo di Nuclitalia, il quale ha descritto un percorso già avviato, fatto di studi di fattibilità e valutazioni tecnologiche. Mastrantonio ha chiarito che esiste una short list di 4 tecnologie e che l’attenzione oggi è concentrata sugli Small Modular Reactors, considerati soluzioni già mature. Il vero nodo, però, è istituzionale. Serve infatti al più presto un’autorità competente in grado di governare il processo.

COME METTERE AL SICURO IL SISTEMA ELETTRICO

La rete elettrica è sotto stress, secondo Ugo Salerno, presidente di RINA. Il ricordo del blackout del 2003 serve da monito, ma oggi le condizioni sono ancora più complesse. Le rinnovabili introducono variabilità, i data center aumentano la domanda e l’elettrificazione cresce. A tutto questo si aggiunge un’infrastruttura che in molti casi è obsoleta e una distanza crescente tra luoghi di produzione e luoghi di consumo. Il rischio è che il sistema diventi meno stabile proprio mentre si cerca di renderlo più sostenibile.

La soluzione è investire in sicurezza. Gelsomina Vigliotti, Vicepresidente della Banca Europea per gli Investimenti (BEI), ha ricordato l’impegno già messo in campo, con miliardi destinati a energia e clima, ma ha anche sottolineato che il futuro si giocherà sulle infrastrutture e sulle tecnologie di accumulo. Una posizione condivisa da Nicola Monti, che ha indicato in batterie e sistemi di pompaggio le soluzioni principali per garantire flessibilità al sistema. Resta però un ostacolo trasversale a tutti i settori: la stabilità normativa. Monica Iacono, ad di Engie Italia, ha evidenziato come l’incertezza regolatoria rappresenti un freno agli investimenti. Regole retroattive o poco chiare rendono difficile pianificare e scoraggiano l’impegno delle imprese.

IL RUOLO DEL GAS

In questo quadro, il gas continua a giocare un ruolo centrale, anche se spesso rimane ai margini del dibattito pubblico. Pier Lorenzo Dell’Orco, ceo di Italgas Reti e presidente di Proxigas ha chiarito che non ci sono segnali di riduzione strutturale della domanda, soprattutto nel residenziale, dove il riscaldamento resta fortemente legato al gas naturale. Più che un’uscita, si prospetta una trasformazione, con l’introduzione di biometano, idrogeno e gas sintetici. È una transizione graduale, che punta a decarbonizzare senza stravolgere le infrastrutture esistenti. Anche il biometano è una leva concreta, secondo Emanuela Trentin, ad di Veolia Italia, poiché permette di utilizzare reti già esistenti, riducendo le emissioni senza impatti per i consumatori.

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