Secondo il segretario nazionale Luigi Marattin, per il nucleare “20 milioni l’anno non bastano, ne servono fino a 10 volte di più. Per costruire le istituzioni (autorità, coordinamento, formazione, studi sui siti) servono tra i 100 e i 360 milioni di euro l’anno, a seconda della fase
“Gli eventi di questi anni (Ucraina, Iran, etc) ci dimostrano che dobbiamo eliminare la nostra dipendenza dall’estero quando si tratta di produzione di energia elettrica. E gli eventi di questi decenni (surriscaldamento climatico, disastri ambientali) ci dimostrano che dobbiamo farlo riducendo al massimo le emissioni di anidride carbonica”. Lo scrive su X Luigi Marattin, segretario nazionale del Partito Liberaldemocratico.
“E le bollette che arrivano gli italiani – aggiunge Marattin – ci dimostrano che dobbiamo ridurle. C’è un solo modo per raggiungere contemporaneamente tutti e tre questi obiettivi (energia autonoma, pulita e a buon prezzo): produrre energia elettrica con un mix di energia rinnovabile ed energia nucleare. Ma su questo non va perso altro tempo, già abbiamo perso 40 anni”.
GLI EMENDAMENTI DEL PARTITO LIBERALDEMOCRATICO AL DDL NUCLEARE
Il Partito Liberaldemocratico ha quindi ha depositato alla Camera degli emendamenti al provvedimento del governo, il cui fulcro viene snocciolato da Marattin attraverso delle slide. “Manca ancora un impegno politico formale e vincolante – si legge su X –: serve un documento approvato dal Consiglio dei ministri e trasmesso al Parlamento. Senza questo, un governo futuro può bloccare tutto senza rendere conto a nessuno. Il testo originale diceva ‘valutare l’istituzione’ di un’autorità indipendente. Non basta, va istituita per obbligo di legge, senza se e senza ma. Lo richiedono gli standard AIEA e le direttive Euratom, entrambi vincolanti per l’Italia”.
NUCLEARE: LO SCREENING DEI SITI E IL COINVOLGIMENTO DELLE COMUNITÀ LOCALI
E ancora: “nel testo originale i siti potevano essere proposti dagli operatori privati. Lo screening va fatto d’ufficio dallo Stato, con criteri tecnici trasparenti. Le comunità locali vengono coinvolte prima di decidere, non dopo. Il testo originale non prevedeva nessun coordinamento tra le amministrazioni. Serve una Struttura di Missione a Palazzo Chigi, con poteri reali di impulso, che può sostituire chi è in ritardo, come nel modello PNRR. Il testo originale prevedeva solo ‘campagne informative’: serve un piano di coinvolgimento reale prima di qualsiasi decisione sui siti e comitati locali permanenti con pieno accesso alle informazioni tecniche”.
“PER COSTRUIRE LE ISTITUZIONI, SERVONO DAI 100 AI 360 MILIONI DI EURO”
Secondo il Partito Liberaldemocratico, “20 milioni l’anno non bastano, ne servono fino a 10 volte di più. Per costruire le istituzioni (autorità, coordinamento, formazione, studi sui siti) servono tra i 100 e i 360 milioni di euro l’anno, a seconda della fase. È il fabbisogno stimato sulla base del benchmark internazionale AIEA sui programmi newcomer”.
IL ‘MILESTONES APPROACH’ DELL’AIEA
Secondo Marattin, “tutto questo non l’abbiamo inventato noi: esiste già un manuale, e si chiama ‘Milestones approach’. L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha scritto una guida passo dopo passo per i Paesi che vogliono avviare un programma nucleare civile: 19 aree da presidiare, 3 tappe progressive, dall’impegno politico fino all’avvio del primo reattore. È il manuale IKEA del nucleare: se segui le istruzioni nell’ordine giusto, il mobile sta in piedi; se salti i passaggi – come fa il testo originale del DDL -, rischi di trovarti con bulloni avanzati”.
Gli emendamenti, conclude Marattin su X, sono stati presentati “per far sì che sul nucleare si passi, finalmente, dalle parole ai fatti”.


