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Superbonus

Il Superbonus fa sparire altri 8 miliardi. Torna l’austerità?

I crediti nascosti del Superbonus 2025 affossano il Pil e costringono il Governo a tagli importanti nella Legge di Bilancio. Torna l’austerità?

Il Superbonus torna a vestire i panni dell’antieroe dei conti pubblici. I tecnici del Mef hanno scoperto – con grande sorpresa – un buco da 8,4 miliardi di euro, creato dai crediti per bonus edilizi legati a operazioni effettuate nel 2025. E le cattive notizie non sono finite. Infatti, il ministro Giorgetti ha già avvisato che anche l’ultima tornata di contributi del Superbonus è stata gonfiata da “numerosissime anomalie”.

IL SUPERBONUS FA SPARIRE ALTRI 8 MILIARDI

Il depotenziamento dal 100% al 65% non è bastato a neutralizzare gli effetti negativi del Superbonus. La misura entra nuovamente a gamba tesa sui conti pubblici spiazzando tutti, Mef incluso. All’appello mancano 8,4 miliardi di euro. Un ammanco legato ai crediti del 2025 che ha impedito di far scendere il deficit al 2,8% del Pil e ha condannato l’Italia a tagliare la spesa primaria netta di circa 3,2 miliardi nella prossima Legge di Bilancio, secondo quanto emerge dall’analisi de Il Sole 24 ore del Documento di Finanza Pubblica.

SUPERBONUS, I NUMERI

Sull’andamento della spesa primaria “ha inciso in maniera rilevante la componente dei contributi agli investimenti riconducibile a crediti per bonus edilizi per circa 8,4 miliardi generati prevalentemente dall’emersione tardiva di una coda di operazioni effettuate nell’anno 2025 e comunicate all’agenzia delle Entrate entro il 16 marzo 2026”, si legge sul testo, secondo quanto riporta il Sole 24 Ore.

Senza il buco da 8,4 miliardi, “il tasso di crescita della spesa netta sarebbe stato pari a circa l’1,2%», e non sarebbe quindi arrivato all’1,9% scritto nelle tabelle aggiornate. La spesa primaria netta su cui si fondano le nuove regole del Patto Ue valeva nel 2024 circa 1.051 miliardi di euro: i sei decimali di distanza fra la crescita prevista e quella realizzata l’anno successivo valgono quindi poco più di 6 miliardi. La controprova arriva dalla voce contributi in conto capitale, quella in cui è incasellata la spesa per i crediti d’imposta: nel piano dei conti di ottobre era calcolata in 31,705 miliardi, ora (tabella a pagina 72 del Dfp) si è gonfiata a 37,839 miliardi, cioè 6,134 miliardi in più”, scrive il giornale.

IL PRECEDENTE

Non è la prima volta che il bonus edilizio fa una sorpresa sgradita ai conti pubblici. Infatti, in precedenza il “regalo” del Superbonus alle casse statali è stato di oltre 100 miliardi di euro di deficit, sfuggiti ai calcoli della Ragioneria generale dello Stato. La domanda che sorge spontanea è: Il Superbonus ama l’“effetto sorpresa” oppure i tecnici dovrebbero leggere meglio i conti pubblici?

SUPERBONUS, COSA SUCCEDE ORA?

L’emersione in gran parte inattesa di nuovi crediti edilizi ha posto fine alle speranze del Governo di evitare la procedura d’infrazione europea. La premier Meloni ha puntato il dito contro la misura in toto, ma i numeri recenti mostrano ancora una volta l’inefficacia delle deroghe previste dal Dl 11 del febbraio 2023, che avrebbe dovuto fermare l’emorragia da Superbonus, anno in cui la spesa del Superbonus ha raggiunto la cifra record di 84,823 miliardi.

Guardando al futuro, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha assicurato che “il Governo continuerà a sostenere i redditi disponibili delle famiglie e la liquidità delle imprese”, ma la prossima legge di bilancio rischia di essere ricordata per il ritorno dell’austerità.

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