Le batterie Megapack non servono più (solo) per la transizione. Bloomberg svela il trend legato all’IA: il 32% dello storage mondiale è ora in mano ai combustibili fossili. Ecco chi sta guadagnando dalla fame elettrica dei data center
L’IA sta riscrivendo le regole del mercato energetico, ma non nel modo in cui speravamo. Per alimentare i supercomputer di domani, i colossi del tech stanno usando le batterie per dare nuova linfa ai combustibili fossili.
BATTERIE PER IL GAS, IL PARADOSSO VERDE
File interminabili di Tesla Megapack, l’eccellenza dello storage energetico mondiale, schierate fianco a fianco con enormi turbine a gas naturale. Succede a Memphis, nel Tennessee, dove il supercomputer Colossus di Elon Musk sta prendendo vita. Non è un caso isolato, ma il segnale di un trend globale che sta scuotendo il settore: la corsa all’energia per l’IA sta spingendo gli operatori di data center verso un’alleanza inaspettata tra batterie e fossili. Per anni, le batterie sono state celebrate come il “sacro Graal” delle rinnovabili. Oggi, però, la drastica riduzione dei costi della tecnologia sta permettendo un uso diametralmente opposto.
In altre parole, l’Intelligenza Artificiale sta favorendo un ritorno massiccio al gas naturale, protetto e ottimizzato da quelle stesse batterie che avrebbero dovuto mandarlo in pensione. Secondo i dati di BloombergNEF, sono già stati annunciati 4,9 gigawatt di capacità di stoccaggio energetico situati presso impianti a combustibili fossili on-site nei data center. Si tratta del 32% della capacità globale annunciata per queste strutture. Nei prossimi 4 anni BNEF stima che lo storage a supporto del gas raggiungerà 9,8 GWh.
PERCHE’ L’IA PUNTA SUL MIX DI GAS E BATTERIE
Oggi, negli Stati Uniti, un data center deve attendere in media quattro anni per ottenere un allacciamento alla rete elettrica pubblica. Troppo tempo per la velocità della rivoluzione tecnologica.
“I tempi di attesa per le infrastrutture pubbliche sono diventati insostenibili,” spiega Allison Weis di Wood Mackenzie a Bloomberg. “Gli sviluppatori stanno scoprendo che è molto più veloce costruirsi la propria centrale elettrica off-grid.”
Le turbine a gas, invece, possono fornire energia 24 ore su 24. Il problema è che non sono progettate per accendersi e spegnersi istantaneamente o per gestire i picchi improvvisi di carico richiesti dall’addestramento dei modelli linguistici (LLM). Le batterie possono colmare i gap, assorbendo gli sbalzi di tensione e permettendo alle turbine di funzionare a regime costante, riducendo l’usura e anche le emissioni durante le fasi di avvio.
IA, I CANTIERI DEI BIG
Le Big Tech hanno già in cantiere diversi progetti. Colossus di xAI utilizzerà un impianto off-grid da 1,2 gigawatt supportato da batterie Tesla. Presto vedrà la luce anche GW Ranch (Texas), un complesso che comprenderà 1,8 GW di batterie affiancati da ben 7,65 GW di generazione a gas.
Amazon e Oracle stanno collaborando con utility come NIPSCO e DTE Electric per integrare storage e gas al fine di garantire una stabilità del 99,999%.


