La CEO della filiale italiana della società francese l’ha definita “una sorta di ‘fase due’ della liberalizzazione”, con l’obiettivo di proporre “un altro modello complementare sull’Alta Velocità, per dare accesso a più cittadini, perché secondo noi c’è una domanda non soddisfatta”
Oggi la Commissione Trasporti della Camera ha svolto le audizioni di RFI, Italo e SNCF Voyages Italia, nell’ambito dell’esame del Documento strategico pluriennale della mobilità ferroviaria di passeggeri e merci.
ISI (RFI): “FERROVIE ASSET STRATEGICO PER LA DECARBONIZZAZIONE DEL PAESE”
Secondo Aldo Isi, amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) – documento strategico pluriennale della mobilità ferroviaria passeggeri merci “traccia una cornice strategica che ha come obiettivo quello di orientare le scelte dei prossimi 10 anni. Questa è una novità importante, perché il precedente documento aveva un orizzonte quinquennale, mentre il termine di 10 anni è più coerente con le nostre tempistiche”.
Il nuovo documento “evidenzia la centralità della ferrovia come asset strategico per la decarbonizzazione del Paese e individua per i prossimi 10 anni gli obiettivi strategici individuati in sicurezza tecnologie alta velocità, merci accessibilità e resilienza. Abbiamo circa 17.000 km di linee in esercizio, 32.500 dipendenti, un’importante rete di fornitori, 2.000 gallerie e soprattutto una serie di corridoi europei che attraversano il territorio nazionale, con 2.200 stazioni”. Riguardo invece gli investimenti di RFI, Isi ha ricordato che “nel 2025 sono saliti fino al numero record di 11,6 miliardi di euro”.
ISI (RFI): “TRA IL 2022 E IL 2025 ABBIAMO AUMENTATO L’ELETTRIFICAZIONE DELLA RETE”
Secondo l’AD di RFI, si tratta dell’effetto del PNRR, che oggi è completamente operativo e in fase di raggiungimento dei target: “abbiamo oltre 1.250-1300 cantieri. Sull’infrastruttura abbiamo grandi attività in corso, che partono dal rinnovo dei binari alla cura delle stazioni, per arrivare poi agli impianti di sicurezza e segnalamento. Tra il 2022 e il 2025 abbiamo aumentato la percentuale di elettrificazione della rete. Le principali attivazioni di questo arco di periodo vanno dalle prime attivazioni della Napoli-Bari e della Palermo Catania, due importanti direttrice della Napoli-Bari e le linee nuove in Sicilia, che sono anche dei target del PNRR. I driver futuri sono sicurezza e resilienza di infrastruttura, aumento della capacità di estensione dell’Alta Velocità e potenziamento dei collegamenti internazionali, logistica e digitalizzazione. Questo è molto importante, perché i maggiori investimenti ad oggi operativi riguardano sicuramente il Sud Italia”.
Nel pomeriggio si sono svolte invece le audizioni di rappresentanti di Italo e SNCF Voyages Italia.
Federico Meda, responsabile Sviluppo commerciale di Italo, ha spiegato che la società “accoglie con favore le novità presentate dal Documento strategico pluriennale della mobilità ferroviaria, soprattutto per quanto riguarda l’ambito di nostra competenza, quello del potenziamento infrastrutturale e del settore Alta Velocità, che si pone l’obiettivo di duplicare il traffico entro il 2030 e di triplicarlo entro il 2050. Questi obiettivi, orientati a migliorare l’efficienza, la capacità e la competitività del settore, sono fondamentali anche per noi imprese ferroviarie, che operiamo sul mercato”.
MEDA (ITALO): “GARANTIRE PIÙ VISIBILITÀ SULLA CAPACITÀ DI RETE ALLOCABILE”
“Fermo restando questo quadro – ha aggiunto Meda -, riteniamo che, affinché questa importante impostazione strategica possa tradursi pienamente in risultati concreti, è essenziale che il quadro regolatorio evolva in modo da garantire una maggiore visibilità, per le imprese ferroviarie, sulla capacità generata dai rilasci infrastrutturali e sulla capacità allocabile su scala pluriennale, quindi gli slot di cui necessitiamo per poter circolare sulla rete. In particolare, facciamo riferimento agli accordi quadro – che sono il contratto che le imprese ferroviarie sottoscrivono con il gestore dell’infrastruttura per riservare la capacità della rete per un periodo pluriennale – che rappresentano uno strumento imprescindibile per garantire una visione chiara dell’utilizzo della rete nel tempo e, pertanto, una pianificazione stabile degli investimenti”.
LA PROTEZIONE DEGLI INVESTIMENTI EFFETTUATI E LA CAPACITÀ ASSEGNABILE AGLI OPERATORI
“Il pieno allineamento tra pianificazione strategica e condizioni operative consentirebbe di valorizzare al meglio gli ingenti investimenti destinati al potenziamento delle infrastrutture, di cui il gestore beneficia. In particolare, risulta fondamentale assicurare una visibilità prospettica sulla nuova capacità prodotta dagli investimenti infrastrutturali e una chiara definizione delle regole di allocazione della capacità quadro, così da favorire la stabilità dell’offerta e il rafforzamento dell’intero sistema ferroviario”.
Per Meda, “la tutela della stabilità industriale rappresenta per noi un elemento centrale, in quanto consente alle imprese ferroviarie di fare affidamento su condizioni certe e di preservare il valore degli investimenti già realizzati, garantendo continuità e sostenibilità allo sviluppo del settore. Nel momento in cui investiamo per acquistare i treni, per noi è fondamentale avere la certezza di poterli utilizzare sulla rete nel miglior modo possibile, al fine di generare offerta per il mercato e per la domanda di trasporto.
In sintesi, al fine di poter contribuire al raggiungimento degli obiettivi strategici delineati dal MIT, crediamo sia necessario, da un lato, la protezione degli investimenti già realizzati e la sussistenza delle condizioni idonee a pianificarne di nuovi attraverso la certezza, su base pluriennale, della capacità assegnabile a ciascun operatore; dall’altro, per quanto riguarda nuovi sviluppi infrastrutturali, nuove linee realizzate dal gestore dell’infrastruttura, è essenziale per noi che vi sia una condivisione, da parte del gestore dell’infrastruttura, delle modalità con cui potranno essere utilizzate”.
CHABROL (SNCF ITALIA): “VOGLIAMO DIVENTARE IL TERZO OPERATORE AV IN ITALIA”
Ha preso infine la parola Caroline Chabrol, amministratrice delegata di SNCF Voyages Italia, filiale di SNCF con sede in Italia, che opera sulla rotta Milano-Parigi dal 2011.
Dopo aver ricordato che l’attuale offerta dell’azienda francese in Italia “è piuttosto piccola”, Chabrol ha annunciato che SNCF ha “un progetto di sviluppo sull’Alta Velocità, che è quello di sviluppare un terzo operatore”. Chabrol l’ha definita “una sorta di ‘fase due’ della liberalizzazione”, con l’obiettivo di proporre “un altro modello complementare sull’Alta Velocità, per dare accesso a più cittadini, perché secondo noi c’è una domanda non soddisfatta. Vorremmo proporre 13 treni andata/ritorno da Milano a Roma, di cui 4 verso Napoli, e 4 treni tra Torino e Venezia”, ha spiegato l’AD di SNCF Italia, che non esclude di lanciare ulteriori tratte di Alta Velocità verso altre città, “quando ne avremo modo”.
Il piano di SNCF Voyages Italia prevede 13 treni A/R quotidiani, di cui 4 Torino-Venezia e 9 Torino-Milano-Roma-Napoli; possibili futuri sviluppi verso altre destinazioni (Sud Italia, Genova…), a seconda degli sviluppi della rete AV. Inoltre, 3 treni A/R quotidiani tra Milano e Parigi, uno sviluppo graduale dell’offerta a partire da settembre 2027, e operazioni quotidiane di manutenzione leggera operate di notte in 2 centri di manutenzione in Italia.


