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RFI, piano decennale da record: 11,6 mld di investimenti nel 2025. Più Alta velocità per tutti al 2035

L’AD Aldo Isi presenta alla Camera la nuova strategia: 1.300 cantieri aperti ogni giorno per decarbonizzare il Paese.

Una visione a lungo termine per trasformare radicalmente la mobilità italiana e centrare gli obiettivi di decarbonizzazione. È quanto emerso dall’audizione di Aldo Isi, amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), svoltasi oggi presso la Commissione Trasporti della Camera nell’ambito dell’esame del nuovo Documento strategico pluriennale della mobilità ferroviaria di passeggeri e merci.

La novità principale risiede nell’estensione dell’orizzonte temporale della programmazione, che passa dai precedenti cinque anni a un decennio, una scelta definita dall’AD “più coerente con le tempistiche realizzative delle grandi opere”. Il 2025 si è chiuso con il primato storico di 11,6 miliardi di euro investiti, un risultato reso possibile dalla piena operatività dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

UNA CORNICE STRATEGICA PER IL PROSSIMO DECENNIO

Il nuovo documento programmatico mette al centro la ferrovia come asse portante della transizione ecologica nazionale. Gli obiettivi per i prossimi dieci anni sono stati declinati lungo direttrici precise: sicurezza, innovazione tecnologica, estensione dell’alta velocità, potenziamento del trasporto merci, accessibilità e resilienza delle infrastrutture.

RFI gestisce attualmente un patrimonio imponente che comprende circa 17.000 chilometri di linee in esercizio, 2.000 gallerie e 2.200 stazioni, potendo contare sulla professionalità di 32.500 dipendenti e una solida rete di fornitori. In questo contesto, Isi ha evidenziato come l’infrastruttura nazionale sia attraversata dai principali corridoi europei, elemento che ne rafforza il valore strategico non solo per l’Italia ma per l’intero continente.

L’EFFETTO DEL PNRR E IL CANTIERE ITALIA

La spinta finanziaria del PNRR ha impresso una velocità senza precedenti alla realizzazione delle opere. “Siamo oggi in una fase di pieno raggiungimento dei target”, ha spiegato Isi, fornendo numeri che testimoniano la vastità delle attività in corso: ogni giorno sulla rete ferroviaria sono operativi tra i 1.250 e i 1.300 cantieri, divisi tra interventi di manutenzione e nuovi investimenti.

Questo dinamismo operativo comporta un volume di circa 345.000 interruzioni annue per permettere i lavori, un sacrificio necessario per garantire il futuro del sistema. Sul fronte della sicurezza, Isi ha precisato che a questo comparto è destinato ben il 37% degli investimenti totali, con attività che spaziano dal rinnovo dei binari alla riqualificazione delle stazioni, fino al potenziamento dei sistemi di segnalamento.

LA RIVOLUZIONE DELL’ALTA VELOCITÀ E IL FOCUS SUL SUD

Uno dei traguardi più ambiziosi riguarda l’espansione della rete ultra-veloce. “Al 2035, a interventi completati, ci aspettiamo di aumentare del 30% la popolazione raggiunta dall’Alta velocità”, ha dichiarato l’amministratore delegato. L’obiettivo è creare un sistema interconnesso dove le grandi direttrici comunichino in modo fluido con le reti tradizionali, elevando la qualità del collegamento tra i territori.

In quest’ottica, il Mezzogiorno gioca un ruolo da protagonista: tra il 2022 e il 2025 sono state avviate le tratte Napoli-Bari e Palermo-Catania, oltre a nuove linee in Sicilia che rientrano tra i target prioritari del PNRR. Parallelamente, Rete Ferroviaria Italiana sta portando avanti un vasto piano di elettrificazione su tutto il territorio nazionale per eliminare progressivamente la trazione diesel.

SICUREZZA, TECNOLOGIA E RESILIENZA CLIMATICA

L’affidabilità della rete passa attraverso l’estensione del sistema ERTMS, la tecnologia di segnalamento ferroviario più avanzata al mondo, la cui diffusione sta accelerando proprio grazie ai fondi europei per coprire in modo capillare anche le linee regionali. Ma la sfida del futuro è anche ambientale.

“Un focus importante è la resilienza climatica”, ha sottolineato Isi, spiegando che RFI attiverà una serie di interventi mirati a mitigare il rischio idrogeologico nelle aree più fragili del Paese, tragicamente evidenziato dalle ultime alluvioni. Inoltre, la strategia punta forte sulla logistica e sull’intermodalità, cercando una connessione sempre più stretta tra la rete ferroviaria, i porti e gli aeroporti italiani per favorire lo scambio merci sostenibile.

COLLEGAMENTI INTERNAZIONALI E IL PONTE SULLO STRETTO

aRFI è impegnata in prima linea anche sulle grandi opere di connessione con l’Europa e tra le diverse aree del Paese. Per quanto riguarda la Torino-Lione, Isi ha confermato che si sta lavorando intensamente alla progettualità delle opere di connessione a monte e a valle sul lato italiano. Sul Brennero, il cronoprogramma prevede un sistema di opere di completamento da ultimare entro il 2032.

Un capitolo a parte riguarda la Calabria e la Sicilia: “Stiamo lavorando per le opere di collegamento al Ponte sullo Stretto, muovendoci per arrivare allineati alle tempistiche previste da Stretto di Messina Spa”, ha assicurato l’AD. Nonostante i numerosi cantieri aperti, Isi ha rivendicato con orgoglio i risultati raggiunti: “La nostra infrastruttura è ai massimi livelli di benchmark europeo per sicurezza e puntualità, al pari di partner come Francia, Germania e Spagna”.

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