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Urso

Urso conferma i rumors sull’Ilva e annuncia investitori internazionali per Stellantis

Urso conferma i rumors su altri soggetti in corsa per l’Ilva. Dalle acciaierie di Taranto agli investimenti con partner internazionali per Stellantis. Cosa si è detto durante il question time

Il futuro dell’ex Ilva non è più una corsa a due, ma una partita a scacchi internazionale che si infittisce di ora in ora. La conferma arriva durante il Question Time alla Camera, per bocca del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha scoperchiato il vaso di Pandora sulle trattative per il polo siderurgico di Taranto, confermando che oltre a Flacks e Jindal ci sono altri investitori pronti a presentare offerte per rilevare il campione italiano della siderurgia.

ILVA, URSO CONFERMA L’INTERESSE DI ALTRI INVESTITORI

Il ministro Urso ha sottolineato che i commissari stanno passando al vaglio le due offerte ufficiali giunte fino ad oggi. Da una parte il colosso Jindal ha messo sul piatto una produzione che raggiungerà i 6 milioni a transizione completata. Un piano che poggia sul collegamento di Taranto agli impianti in Oman, integrando l’automotive con i semilavorati pregiati. Dall’altra parte c’è il gruppo Flacks, su cui però i commissari mantengono la massima cautela. “Sono in corso valutazioni sulla loro capacità finanziaria”, ha ammesso Urso, lasciando intendere che ogni centesimo verrà passato ai raggi X.

Ma la vera notizia bomba è un’altra: “Altri soggetti stanno mostrando interesse”, ha dichiarato il Ministro. Le voci di corridoio portano ai nomi di Arvedi, che potrebbe tornare prepotentemente in gioco per difendere l’italianità della filiera, ai petrodollari di Qatar Steel e al fondo americano Bedrock Industries. “Chiunque può presentare un’offerta, purché sia migliorativa”, ha aggiunto il ministro.

LE PROMESSE DI URSO PER LA SIDERURGIA

Mentre si decide il destino di Taranto, Urso si prepara a dare battaglia a Bruxelles per difendere la siderurgia europea. Domani mattina è previsto un vertice d’urgenza al Mimit per fermare l’invasione dell’acciaio cinese, che arriva sul mercato con prezzi stracciati (dal 40% al 60% in meno dei nostri).

“Rischiamo l’invasione. Producono in condizioni ambientali inaccettabili”, ha tuonato Urso, annunciando una battaglia frontale contro il “meccanismo infernale” degli ETS e per un’estensione del Cbam (la tassa sul carbonio alle frontiere).

STELLANTIS E IL CASO RC AUTO

Urso ha anticipato che per Stellantis si profila un tavolo decisivo nelle prossime settimane: nel mirino ci sono i nuovi modelli per Cassino e il consolidamento di Atessa come hub europeo dei veicoli commerciali.

Infine, è arrivata una doccia fredda per chi sperava in un taglio d’autorità delle polizze assicurative. Sulle RC Auto, Urso è stato tranchant: “Un ritorno al controllo delle tariffe non è realizzabile”, ha sottolineato il ministro sulle assicurazioni Rc Auto, aggiungendo che il trend di crescita delle tariffe sta rallentando.

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