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Mobilità passeggeri e merci 2025

Mobilità in Italia: il 2025 sancisce il sorpasso sui livelli pre-Covid, ma il trasporto locale arranca

Il nuovo Rapporto del MIT evidenzia una ripresa robusta per voli e ferrovie a lunga percorrenza, con quasi 90 milioni di spostamenti quotidiani. Per la prima volta integrate le previsioni 2026 elaborate dall’intelligenza artificiale.

Il sistema dei trasporti italiano ha ufficialmente completato la sua parabola di recupero, superando in quasi tutti i comparti i volumi di traffico registrati prima della crisi pandemica. Secondo i dati pubblicati nel Rapporto trimestrale dell’Osservatorio sulle tendenze della mobilità di passeggeri e merci, la domanda complessiva nel 2025 ha mostrato una crescita costante rispetto all’anno precedente.

Il documento, predisposto dalla Struttura Tecnica di Missione (STM) del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, fotografa una nazione tornata pienamente in movimento: a dicembre 2025 si sono spostati mediamente 35,8 milioni di cittadini ogni giorno (pari al 70,9% della popolazione sopra i 12 anni), generando un volume di oltre 2,1 miliardi di passeggeri-chilometro. Nonostante il dinamismo generale, il trasporto pubblico locale su ferro rappresenta l’unica nota stonata, segnando ancora un divario dell’11% rispetto ai valori del 2019.

I NUMERI DELLA MOBILITÀ QUOTIDIANA E LE ABITUDINI DEGLI ITALIANI

L’analisi, che si avvale dei Big Data telefonici analizzati dall’FS Research Centre in collaborazione con Vodafone, rivela che ogni viaggiatore compie mediamente 2,51 spostamenti al giorno. La distribuzione geografica di questi flussi non è però omogenea: se in regioni come Marche, Umbria e Abruzzo il tasso di popolazione mobile sfiora l’80%, nelle isole e in Liguria la quota scende intorno al 65%.

Un elemento strutturale che emerge con forza è la natura prevalentemente locale degli spostamenti: circa il 43% dei tragitti giornalieri non supera i 25 chilometri, mentre quasi il 68% si conclude entro un raggio di 50 chilometri. Solo una piccola frazione della mobilità feriale, pari al 6%, varca i confini regionali, con punte che tuttavia raggiungono il 18% in territori più piccoli come Molise e Basilicata, dove la carenza di opportunità locali spinge i cittadini verso percorrenze più lunghe.

BOOM DEL SETTORE AEREO E TENUTA DELL’ALTA VELOCITÀ FERROVIARIA

Il comparto aereo si conferma il vero motore della crescita, con un incremento dei passeggeri dell’11% rispetto al 2024 e un impressionante +19% se confrontato con il 2019. Tale tendenza è supportata da un’offerta di voli in costante aumento, salita del 3% solo nell’ultimo trimestre del 2025. Parallelamente, il trasporto ferroviario mostra due volti: da un lato l’Alta Velocità (AV) continua a guadagnare terreno, registrando un +4% di passeggeri rispetto allo scorso anno e un +3% sul periodo pre-pandemico; dall’altro, i servizi Intercity (IC/ICN) e il trasporto regionale di Trenitalia, pur mostrando una buona tenuta, faticano a tenere il passo dei record dell’AV. In particolare, il traffico passeggeri regionale è cresciuto del 2% su base annua, ma resta ancora distante dai picchi storici del decennio precedente, risentendo probabilmente di una mutata organizzazione del lavoro e della persistenza dello smart working in alcuni settori produttivi.

DINAMICHE DEL TRAFFICO STRADALE E TRASPORTO MERCI

Sulle strade italiane, il traffico dei veicoli leggeri è aumentato dell’1% sia sulla rete ANAS che su quella autostradale in concessione. Più articolata la situazione dei veicoli pesanti, termometro essenziale dell’attività economica: mentre sulla rete ANAS si registra un incremento del 2%, le autostrade hanno subito una flessione del 2% nel quarto trimestre del 2025.

Il settore marittimo chiude l’anno con segno positivo, trainato soprattutto dal comparto crocieristico che ha mostrato tassi di crescita straordinari, e dalla stabilità del trasporto merci via container e unità Ro-Ro. Quest’ultimo segmento, vitale per l’intermodalità, ha visto i volumi movimentati negli interporti crescere costantemente dal 2021, a dimostrazione di una logistica nazionale che cerca una maggiore integrazione tra gomma e ferro.

EVOLUZIONE DEL PARCO VEICOLARE E TRANSIZIONE GREEN

Il Rapporto include anche un approfondimento sulla consistenza del parco circolante, basato su dati ACI e Istat. Al 2024, le autovetture in Italia hanno raggiunto quota 41 milioni, con una progressiva ma lenta trasformazione del mix di alimentazione. Sebbene i motori a benzina e gasolio rappresentino ancora la netta maggioranza (rispettivamente 43% e 40%), si osserva un consolidamento delle auto ibride, che coprono ora il 7% del mercato, e una crescita delle elettriche pure, salite all’1%.

Un dato preoccupante riguarda l’anzianità dei mezzi: la percorrenza media annua tende a diminuire drasticamente con l’aumentare dell’età del veicolo, passando dai 13.237 km per le auto con meno di due anni ai soli 4.578 km per quelle con oltre vent’anni, evidenziando come il rinnovo del parco auto sia un fattore determinante non solo per l’ambiente ma per l’efficienza complessiva del sistema.

INNOVAZIONI METODOLOGICHE E PREVISIONI PER IL 2026

Una delle novità assolute di questa edizione dell’Osservatorio è l’introduzione di stime previsionali di breve periodo per il 2026. Attraverso una collaborazione tecnico-scientifica con SAS Institute, sono stati applicati algoritmi di machine learning e modelli statistici avanzati per anticipare l’andamento della domanda. Le proiezioni indicano per il prossimo anno un consolidamento del traffico ferroviario AV (+3%) e IC/ICN (+5%), mentre per la rete autostradale si attende una leggera contrazione del 6% nei veicoli leggeri, segnale di una possibile stabilizzazione dopo il picco di ripresa.

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