Isab di Priolo passa di mano. Cronaca di una cessione che ha rischiato di trasformare il polo petrolchimico nel più grande pasticcio industriale del decennio
Si è conclusa la vicenda della raffineria ISAB di Priolo, il polo petrolchimico siciliano che per mesi ha tenuto l’Italia con il fiato sospeso tra geopolitica, minacce di chiusura e “ombre” moscovite. Isab di Priolo ha un nuovo proprietario: Ludoil Energy. La società ha sottoscritto ufficialmente l’accordo per l’acquisizione del 51% della raffineria, con opzione put/call sulla quota restante, secondo quanto si apprende dal comunicato diffuso da Ludoil.
COSA PREVEDE LA CESSIONE
La tragicomica odissea del più grande polo di raffinazione italiano sembra aver trovato la sua parola “fine”. L’operazione prevede una struttura articolata in due fasi, la prima delle quali relativa al 51% delle quote. L’operazione è legata all’ok del Governo italiano e all’ottenimento delle autorizzazioni Antitrust e regolatorie applicabili. Ludoil sottolinea che con questa operazione, un asset industriale essenziale per il Paese ritornerà sotto una guida italiana.
L’impianto, situato in provincia di Siracusa, nei comuni di Priolo Gargallo, Augusta e Melilli, costituisce il più grande complesso di raffinazione in Italia, con una capacità autorizzata di 20 milioni di tonnellate annue e una capacità bilanciata di 15 milioni di tonnellate annue, e rappresenta un’infrastruttura strategica per la sicurezza energetica nazionale.
IL PASTICCIACCIO DI ISAB
Tutto ha inizio con lo scoppio del conflitto in Ucraina. La ISAB, di proprietà della russa Lukoil (tramite la controllata svizzera Litasco), si ritrova improvvisamente “appestata”. Nonostante Lukoil fosse una compagnia privata e non direttamente colpita dalle sanzioni iniziali, le banche chiudono i rubinetti del credito. Il risultato è una raffineria in Sicilia che lavora greggio russo perché nessuno le vende più altro petrolio, rischiando il blocco totale con l’entrata in vigore dell’embargo europeo.


