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elettrificazione

L’elettrificazione farà risparmiare 1.700 euro a famiglia. Ecco come

Un nuovo report del think tank CONCITO dimostra che l’elettrificazione non è più una scelta green, ma un possibile risparmio in bolletta di oltre 1.700 euro all’anno per ogni casa italiana, ma la politica frena

Mentre i mercati energetici internazionali tremano e i prezzi dei combustibili fossili schizzano alle stelle sulla scia del conflitto in Iran, l’Europa si scopre nuovamente fragile, ostaggio di dinamiche geopolitiche fuori dal proprio controllo. Eppure, la tecnologia per proteggere i cittadini dagli shock tariffari esiste già ed è a portata di mano: elettrificazione.

Una nuova e dettagliata analisi condotta dal think tank danese CONCITO dimostra come il passaggio di massa al riscaldamento e ai trasporti elettrici non sia più soltanto un obiettivo climatico, ma una stringente necessità economica. Nell’attuale scenario di crisi, i benefici per le famiglie dell’Unione Europea sono addirittura del 59% superiori rispetto alle stime pre-conflitto, traducendosi in un risparmio medio continentale che supera i 2.200 euro all’anno.

I RISPARMI DELL’ELETTRIFICAZIONE

All’interno dello scacchiere europeo, l’Italia emerge come uno dei paesi che avrebbe più da guadagnare da una transizione rapida e strutturale. Secondo lo studio, una famiglia media italiana potrebbe risparmiare ben 1.780 euro all’anno semplicemente sostituendo la vecchia caldaia a metano con una pompa di calore e la vettura a combustione interna con un veicolo elettrico. Un risparmio che equivale a coprire interamente i costi di quasi 18 mesi di riscaldamento domestico per un appartamento tipo nel nostro Paese.

Mentre in Francia il risparmio tocca il picco di 3.070 euro (grazie a un mix elettrico storicamente meno costoso) e in Germania si attesta sui 1.950 euro, l’Italia si posiziona come un mercato cruciale in cui la spesa per i combustibili fossili pesa come un macigno sul bilancio familiare e sulla competitività del sistema-paese.

I BENEFICI DELL’ELETTRIFICAZIONE

I vantaggi dell’elettrificazione non si fermano alle mura domestiche, ma assumono i contorni di una vera e propria svolta geopolitica e di sicurezza nazionale per l’intera Unione Europea, che oggi importa circa il 90% del petrolio e del gas che consuma. Sostituire 65 milioni di caldaie a gas in tutta Europa dimezzerebbe la dipendenza complessiva del blocco UE dalle importazioni di metano estero. Convertire anche solo la metà delle auto a benzina e diesel circolanti in veicoli elettrici ridurrebbe di un quinto l’import di greggio. Al tempo stesso, queste misure garalntirebbe disinnescherebbero la capacità dei paesi produttori di utilizzare l’energia come arma di ricatto politico contro Bruxelles, garantendo una stabilità dei prezzi oggi utopistica. La sostituzione di 65 milioni di caldaie dimezzerebbe le importazioni europee di gas. Elettrificare metà del parco macchine endotermiche, invece, porterebbe a un taglio dell’import di petrolio da parte dell’Ue del 20%.

GLI OSTACOLI ALL’ELETTRIFICAZIONE

Se i vantaggi sono evidenti, perché l’elettrificazione non viaggia alla velocità della luce? L’analisi evidenzia barriere normative ed economiche che richiedono un intervento immediato da parte dei decisori politici.

Il primo paradosso è di natura fiscale. In molti Stati membri, Italia inclusa, i sistemi di tassazione continuano a privilegiare il gas naturale rispetto all’elettricità, gravando quest’ultima di accise e oneri di sistema sproporzionati. Questo altera la percezione di convenienza delle pompe di calore, che pure vantano un’efficienza tecnica nettamente superiore alle caldaie tradizionali.

Il secondo ostacolo è rappresentato dal costo di capitale iniziale (Capex). Se i veicoli elettrici stanno rapidamente raggiungendo la parità di prezzo d’acquisto con i modelli a combustione, le pompe di calore richiedono investimenti iniziali ancora proibitivi per molte famiglie a basso e medio reddito.

IL BLOCCO DELLA POLITICA

Per sbloccare questo potenziale, gli analisti indicano la via della programmazione pubblica: un sussidio mirato di circa 4.500 euro per l’installazione delle pompe di calore ridurrebbe il periodo di ammortamento a soli cinque anni. Accanto a questo, strumenti come il leasing sociale per la mobilità elettrica potrebbero allargare la platea dei beneficiari.

“I picchi dei prezzi dei combustibili fossili a cui assistiamo oggi non sono un caso: sono la conseguenza prevedibile della continua dipendenza dell’Europa dal petrolio e dal gas”, ha dichiarato Jens Mattias Clausen, direttore della divisione UE presso CONCITO. “Questa analisi dimostra che gli strumenti per proteggere le famiglie europee esistono già. Ciò che serve ora è la volontà politica di rimuovere gli ostacoli che si frappongono”.

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