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Ponte sullo Stretto

Ponte sullo Stretto, il Governo tira dritto. Morelli: “Nessuna gara, delibera Cipess a giugno”.

Morelli conferma la linea dell’esecutivo: il progetto resta alla società Stretto di Messina. La delibera Cipess può arrivare già a giugno e aprire finalmente i cantieri del Ponte più discusso d’Italia

Il Governo va avanti sul Ponte con la società Stretto di Messina. Il Governo non avvierà una nuova gara per l’assegnazione del progetto, ma sta dialogando con Bruxelles per arrivare a dama sulla delibera Cipess, che potrebbe vedere la luce a giugno. A dirlo è il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega Cipess, Alessandro Morelli, nel corso dell’intervista pubblicata sul Sole 24 Ore di oggi.

NESSUNA NUOVA GARA SUL PONTE, ITALIA DIALOGA CON L’UE

Il contratto per la realizzazione del Ponte rimarrà saldamente in mano alla società Stretto di Messina. Attualmente, Roma sta dialogando con Bruxelles per definire la delibera che presenterà al Cipess. Un atto che potrebbe arrivare già a giugno e metterebbe la parola fine sulla querelle della controversa infrastruttura, dando il via ai lavori.

“Il governo ha una linea chiarissima, che è stata inserita anche nel decreto: esiste una continuità giuridica del rapporto concessorio con la società Stretto di Messina e quindi il governo va avanti in questa direzione”, spiega il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega Cipess, Alessandro Morelli nell’intervista pubblicata oggi su Il Sole 24 Ore, sottolineando che il governo non terrà conto delle osservazioni di Anac e Corte dei Conti riguardo il nodo delle profonde modifiche intervenute nel progetto e nel quadro finanziario, poiché “ritiene che il quadro sia corretto e rispettoso delle norme italiane ed europee”.

Il Sottosegretario ha posto poi l’accento sul fatto che l’Europa vuole il Ponte sullo Stretto, perché è inserito nelle direttrici Ten-T, normalizzando le richieste di approfondimento di Bruxelles.

LA SALERNO-REGGIO CALABRIA AVANZA

La Salerno- Reggio Calabria è completamente finanziata, spiega Morelli.
“Il miliardo e 80 milioni del primo lotto Battipaglia-Romagnano è integralmente finanziato. La rimodulazione fatta con la Commissione europea prevede una copertura di circa 720 milioni con fondi Pnrr rimodulati, mentre la restante parte arriva da risorse nazionali attraverso il contratto di programma rivisto. Quindi l’opera è completamente finanziata e non c’è alcun dubbio né sulla realizzazione né sulla copertura finanziaria”.

L’OSTACOLO DELLA BUROCRAZIA

Per sbloccare il potenziale infrastrutturale del Paese e mettere a terra le opere pubbliche non bastano i fondi, serve un cambio di paradigma radicale che parta dalle fondamenta della macchina amministrativa, secondo Morelli. Il Sottosegretario individua nella formazione d’eccellenza degli operatori delle stazioni appaltanti la chiave di volta per superare l’immobilismo.

Il vero nemico da abbattere è quella «nebbia grigia» burocratica, un labirinto istituzionale in cui troppi enti sembrano concentrati più a marcare il territorio e a deresponsabilizzarsi che a raggiungere l’obiettivo prefissato. Di fronte alla paralisi dei veti incrociati e dei troppi “no” ideologici, la linea di demarcazione è netta: da un lato c’è chi frena lo sviluppo, dall’altro l’Italia del fare — quella del “sì” — impegnata in prima linea a individuare criticità e trovare soluzioni concrete per modernizzare il Paese. Se lo scopo comune è realizzare le opere, allora la burocrazia deve smettere di essere un ostacolo e trasformarsi nel motore dell’efficienza.

IL BILANCIO DEL 2026 DEL CIPESS

Il bilancio del 2025 per il Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) si chiude con numeri che tracciano la rotta degli investimenti strategici nazionali. Nel corso dell’anno, il Comitato guidato dal segretario Alessandro Morelli ha impresso un’accelerazione decisiva alla macchina pubblica, licenziando 59 delibere e 24 informative in ben undici riunioni complessive.
Al centro dell’agenda non solo infrastrutture e politiche di coesione, ma anche ambiente, ricostruzione post-sisma e sviluppo sostenibile.

“Parliamo di circa 12 miliardi di risorse assegnate o riprogrammate nell’ambito delle politiche di coesione e di 110 miliardi di garanzie attivate attraverso gli strumenti Sace, Simest e Fondo di garanzia delle Pmi”, ha sottolineato Morelli, per un totale di circa 122 miliardi di euro. Una dote a cui si aggiungono i 2 miliardi per il contratto di programma Anas, i quasi 4 miliardi del contratto Mit-Rfi e lo sguardo rivolto ai corritori strategici del futuro, come l’asse Monaco-Verona e la Galleria del Brennero, destinati a ridisegnare i paradigmi della logistica e della connessione tra l’Italia e il resto d’Europa.

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