Dal 2020 le auto ibride sono aumentate del 573%, ma rappresentano ancora meno del 9% del totale. Oggi il 42% delle vetture italiane è Euro 4 o inferiore e oltre 18 milioni di auto hanno più di 15 anni
Le auto green accelerano ma serviranno più di quindici anni per rinnovare l’arcaico parco circolante italiano. Dal 2020 il numero di ibride è aumentato del 573,2%. Ma la quota sul parco auto è ferma all’8,7%, 7,3 punti percentuali in più rispetto al pre-2020. Le Euro 6 rappresentano oggi il 41,8% del totale, rispetto al 26,2% di cinque anni prima. Tuttavia, il 42% delle vetture che viaggiano sulle strade italiane ha una classe di emissioni Euro 4 o inferiore. È quanto emerge da un’analisi del Centro Studi di AutoScout24 sulla base di dati ACI e realizzata in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, dal 2020 al 2025 ci sono stati alcuni passi in avanti.
COME STA CAMBIANDO IL PARCO AUTO
Nel 2025 in Italia il parco circolante contava circa 41,7 milioni di autovetture. Le ibride salgono sul podio delle alimentazioni che sono aumentate di più dal 2020, secondo un’analisi del Centro Studi del portale AutoScout24. Infatti, il numero di vetture ibride circolanti in Italia è aumentato del 573,2%, con una quota sul parco auto passata dall’1,4% all’8,7%, cioè +7,3 punti percentuali. Un incremento che ha riguardato molte Regioni. Al primo posto troviamo la Valle d’Aosta con il 23,8% delle vetture circolanti nella regione, seguita dal Trentino-Alto Adige (22%) e dalla Toscana (13,6%). Agli ultimi posti, invece, troviamo il Molise (3,8%), la Sicilia (3,7%) e la Campania (3,3%).
Restano, invece, al palo le vetture elettriche, ferme allo 0,9%. Parallelamente, cresce anche il peso delle auto a basse emissioni. Le auto ad emissioni Euro 6 rappresentano oggi il 41,8% del totale, contro il 26,2% di cinque anni prima.
Nel 2025 le elettriche “pure” rappresentano la quota minoritaria (0,9%). Solo in Trentino-Alto Adige (3,3%) e Valle d’Aosta (2,1%) si supera la soglia del 2% sul totale delle auto in circolazione. Sempre l’anno scorso, le vetture con un più alto impatto ambientale (da Euro 0 a Euro 4) sul totale in circolazione si sono concentrate in Calabria (59,3%), Sicilia (58,5%) e Campania (57,6%). Considerando le vetture con basse o zero emissioni (Euro 6), invece, sul podio troviamo ancora una volta la Valle d’Aosta (71,5%) e il Trentino-Alto Adige (66,7%), seguite dalla Toscana (54,1%) e dalla Lombardia (49,7%).
PIU’ DI 15 ANNI PER RINNOVARE IL PARCO AUTO
Numeri che mostrano passi avanti importanti verso la decarbonizzazione della mobilità su quattro ruote. Tuttavia, la strada per un rinnovo radicale del parco auto esistente è ancora lunga e tortuosa. Infatti, di questo passo, per sostituire completamente le auto in circolazione con vetture Euro 6 o a batteria serviranno più di 15 anni. Una cifra che spaventa, a maggior ragione poiché non tiene conto delle auto Euro 0, poiché rientrano per la maggior parte nella categoria dei veicoli storici e delle macchine “youngtimer”, che possiedono cioè tra i 20 e i 29 anni.
Perché servirà più di un decennio per rinnovare radicalmente il parco auto italiano? La risposta è semplice: nelle strade italiane circolano ancora quasi 17,57 milioni di vetture con una classe di emissioni Euro 4 o inferiore, il 42% del totale. Ben 4,24 milioni di queste sono addirittura Euro 0-1 (10,1%). Inoltre, più di quattro vetture su dieci in circolazione (43,7%) hanno 15 anni o più, pari a oltre 18,26 milioni di veicoli.
COME ACCCELERARE IL RINNOVO DEL PARCO AUTO?
Gli incentivi oggi disponibili non sono ancora sufficienti ad accelerare il rinnovo del parco auto circolante, secondo Sergio Lanfranchi del Centro Studi di AutoScout24.. In particolare, secondo il ricercatore sarebbe necessario sostenere maggiormente anche le vetture a basse emissioni, Euro 6, ibride ed elettriche, non solo nuove, ma anche usate. La ragione è che il fattore costo resta decisivo nella scelta di cambiare auto.
Secondo Lanfranchi, inoltre, bisognerebbe riflettere sulla distinzione tra le auto di reale interesse storico e collezionistico e le vetture semplicemente vecchie che vengono utilizzate quotidianamente. Le prime rappresentano un patrimonio da preservare, mentre le seconde devono essere sostituite con veicoli più moderni, efficienti e sostenibili. In questo senso, anche le piattaforme digitali possono rappresentare un alleato importante della transizione green grazie all’ampia offerta di vetture di fascia di ogni prezzo.


