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Hormuz sbarrato, la BCE lancia l’allarme. Cosa succederà a bollette e carburanti

Lo scenario peggiore legato alla crisi in Medio Oriente fa tremare l’Europa: inflazione in rialzo, crescita frenata e nuovi rincari per famiglie e imprese. Le Proiezioni Macroeconomiche della BCE

Il conflitto in Medio Oriente potrebbe far schizzare i prezzi di petrolio e gas a 145 USD/barile e 106 €/MWh. Nello scenario migliore, a metà 2026 il petrolio toccherà il picco di 119 USD/barile e il gas di 87 €/MWh. È quanto emerge dalle Proiezioni Macroeconomiche degli esperti della BCE per l’area dell’euro, su cui pesa la forte incertezza legata al protrarsi del conflitto in Medio Oriente e alla chiusura dello Stretto di Hormuz.

HORMUZ SBARRATO, ECCO COSA PUO’ SUCCEDERE A BOLLETTE E CARBURANTI

Nelle ultime Proiezioni Macroeconomiche la BCE ha rivisto al ribasso la crescita dell’Eurozona, aumentando le stime sull’inflazione rispetto a marzo. Cambiamenti legati al conflitto in Medio Oriente, alla chiusura dello Stretto di Hormuz e all’elevata volatilità dei prezzi del petrolio. Infatti, da marzo ad oggi i prezzi del petrolio sono aumentati notevolmente e le catene di approvvigionamento stanno subendo nuove pressioni.

La BCE ha definitivo una serie di scenari alternativi sul rischio energetico. In caso di un blocco persistente dello Stretto di Hormuz, il petrolio e il gas salirebbero a 145 USD/barile e 106 €/MWh. In questo caso, l’inflazione subirebbe un balzo addizionale massiccio (+1,8% nel 2026 e +2,8% nel 2027), provocando una forte contrazione del PIL. Il secondo scenario immaginato dalla BCE ipotizza che a metà 2026 petrolio e gas raggiungano il prezzo rispettivamente di 119 USD/barile e 87 €/MWh. Questo spingerebbe l’inflazione più in alto di 0,9 punti percentuali nel 2026 rispetto alla base.

I RISCHI PER CRESCITA E INFLAZIONE

La crescita economica nell’area euro subirà un rallentamento nel breve termine a causa dello shock dei costi energetici, secondo le stime della BCE, per poi riprendersi gradualmente. Nel 2026 è prevista una crescita dello 0,8%, 0,1% in meno rispetto alle previsioni di marzo.

Nel 2027, invece, si prevede una crescita dell’1,2%, che salirà all’1,5% nel 2028. Anche l’inflazione complessiva subirà una fiammata (+2,6%) a causa della componente energetica, per poi scendere verso il 2,3% nel secondo trimestre del 2027 e stabilizzarsi attorno al 2,0% nel 2027 e al 2,1% nel 2028, una volta svaniti gli effetti statistici dei prezzi energetici sui dodici mesi.

QUANTO PESA HORMUZ SULL’INDUSTRIA ITALIANA?

I dati macroeconomici e le decisioni di politica monetaria ad essi collegate hanno un impatto diretto e specifico sull’Italia. In particolare, secondo gli esperti della Bce, l’economia italiana risente in modo particolare della nuova volatilità del prezzo del gas e del petrolio a causa della sua storica dipendenza dalle importazioni di materie prime energetiche.

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