Roma ribadisce il rispetto del Trattato di non proliferazione nonostante le polemiche sulle ricerche “dual use”. Investiti 4,2 milioni di euro per lo studio della propulsione marittima con Fincantieri e Ansaldo Nucleare.
Il Governo italiano ha ufficialmente smentito l’esistenza di programmi di ricerca volti allo sviluppo di armamenti atomici, confermando però l’esistenza di studi avanzati sulla propulsione navale a reazione. La notizia è emersa durante un’interpellanza urgente alla Camera dei Deputati, presentata dal leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, e discussa con il Sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, Claudio Barbaro.
IL DIBATTITO SULL’USO CIVILE E LE OMBRE DEL SETTORE DIFESA
Al centro della contestazione mossa dall’opposizione vi è la recente approvazione della legge delega per il ritorno al nucleare. Secondo quanto illustrato da Angelo Bonelli, il Governo avrebbe respinto un emendamento volto a vincolare la ricerca e la produzione esclusivamente a fini civili. Bonelli ha richiamato una recente intervista del Ministro Gilberto Pichetto Fratin al Corriere della Sera, in cui il titolare dell’Ambiente ammetteva l’esistenza di ricerche collegate alla difesa, seppur “non in un’ottica offensiva”.
Questa dichiarazione, unita alle parole dell’amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, sulla collaborazione con la Marina Militare per studiare il nucleare a mare, ha sollevato forti dubbi sul rispetto dell’articolo 2 del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP), che vieta agli Stati non nucleari qualsiasi attività legata alla fabbricazione di congegni esplosivi.
I DETTAGLI TECNICI E I FINANZIAMENTI DEL PROGRAMMA MINERVA
La replica del Governo è stata affidata al Sottosegretario Claudio Barbaro, che ha definito il quadro normativo in discussione come esclusivamente orientato agli impieghi civili e alla fusione. Barbaro ha voluto isolare politicamente e giuridicamente il tema della propulsione navale da quello degli armamenti. In questo contesto, è stato svelato che il “Programma Minerva”, gestito dalla Direzione degli armamenti navali del Ministero della Difesa, è un progetto di studio tecnico-scientifico attualmente in corso.
Il contratto ha un valore complessivo di circa 4,2 milioni di euro e vede come capofila Fincantieri, supportata da partner strategici come Cetena, Ansaldo Nucleare, Rina Services e l’Università di Genova. L’obiettivo dichiarato è l’approfondimento della generazione di energia e della propulsione navale tramite tecnologie nucleari avanzate, una fattispecie che Barbaro considera pienamente conforme agli accordi di salvaguardia con l’Euratom e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA).
IL VERDETTO DEGLI ENTI DI RICERCA SULLA TERZIETÀ SCIENTIFICA
Per corroborare la posizione dell’esecutivo, il Sottosegretario ha riportato gli esiti di un’indagine interna condotta presso i principali organismi scientifici nazionali. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ha consultato i propri dipartimenti di scienze fisiche, ingegneria e tecnologie dei materiali, dichiarando che non risultano attività di ricerca con applicabilità militare nel campo atomico.
Analogamente, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), che monitora costantemente le dichiarazioni degli operatori pubblici e privati sul ciclo del combustibile, ha confermato l’assenza di progetti destinati agli armamenti. Sulla base di queste verifiche, il Governo ha rigettato la richiesta di presentare una relazione dettagliata alle Camere, ritenendo insussistenti i presupposti di rischio paventati dall’interpellante.
L’ACCUSA DI AMBIGUITÀ E IL NODO DELLA STRATEGIA ENERGETICA
La risposta governativa non ha però placato le critiche di Angelo Bonelli, che nella sua replica ha definito “totalmente insoddisfacenti” e “divergenti” le spiegazioni ricevute. Il deputato di AVS ha accusato il Governo di alimentare una “coltre di ambiguità”, sottolineando come la distinzione tra uso “difensivo” e “offensivo” citata da Pichetto Fratin resti priva di una chiara definizione tecnica nel diritto internazionale.
Bonelli ha espresso preoccupazione per la possibile conversione nucleare della flotta militare italiana e ha criticato duramente la gestione della crisi energetica nazionale. Secondo l’esponente dell’opposizione, mentre il Paese attende chiarezza sul nucleare fino alla fine del decennio, i cittadini continuano a subire i costi elevati delle bollette a causa di una presunta mancanza di investimenti concreti e semplificazioni nel settore delle energie rinnovabili.
LA PROSPETTIVA DEL NUCLEARE PER IL PROSSIMO DECENNIO
Sul fronte temporale e normativo, resta confermata la volontà del Ministero dell’Ambiente di creare le condizioni giuridiche per riavviare la produzione di energia nucleare in Italia nei primi anni ’30. Pichetto Fratin ha ribadito in più sedi che l’atomo dovrà agire in modo integrativo rispetto alle fonti rinnovabili per abbassare stabilmente i costi dell’energia.
Tuttavia, la mancanza di una blindatura esplicita contro gli usi duali della tecnologia continua a essere il principale terreno di scontro tra la maggioranza, decisa a non porre limiti eccessivi alla ricerca tecnologica in ambito Difesa, e le opposizioni ambientaliste, che vedono in questa apertura un potenziale aggiramento degli storici impegni pacifisti e di non proliferazione del Paese.


