Il nuovo affondo di Orsini (Confindustria) al Governo: dopo due mesi ancora 4.000 progetti fermi e prezzo dell’energia sempre più alto
L’appello del numero uno di Confindustria per accelerare sulle rinnovabili è caduto nel vuoto. Ad ammetterlo è lo stesso presidente Emanuele Orsini in un post su Linkedin. Migliaia di progetti green sono ancora fermi al palo, mentre industrie e consumatori pagano un prezzo sempre più alto. L’affondo di Orsini.
PERCHE’ ORSINI BACCHETTA GOVERNO E REGIONI SULLE RINNOVABILI
Il presidente di Confindustria ha iniziato ad accendere un faro sul ritardo delle rinnovabili in Italia a fine aprile. Successivamente, nel corso dell’Assemblea dell’associazione del 26 maggio ha lanciato uno degli appelli più netti degli ultimi anni. Orsini ha chiesto di sbloccare le aree idonee per fotovoltaico ed eolico, ricordando che ci sono circa 4.000 progetti in attesa di autorizzazione. Al tempo stesso, ha criticato le amministrazioni locali che rallentano gli impianti, spingendo per accelerare sui progetti pronti da mettere a terra, ma bloccati dai legacci della burocrazia e dai no di Regioni e Sovrintendenze. Una richiesta che, ad oggi, è rimasta inascoltata.
“Due mesi fa ho detto che in Italia ci sono 4.000 concessioni per le rinnovabili da sbloccare. Sono passati sessanta giorni e quelle concessioni sono ancora ferme lì. Eppure stiamo parlando di oltre 130 gigawatt di progetti già pronti e solo da mettere a terra. È la fotografia di un Paese che avrebbe bisogno di accelerare sulle rinnovabili ma non riesce a farlo”, scrive Emanuele Orsini su Linkedin.
L’APPELLO DI ORSINI ALL’UE E AL GOVERNO ITALIANO
Il prezzo dell’energia continua a pesare come un macigno sulle imprese italiane, che perdono sempre più terreno nella competizione con le aziende estere.
“Ogni giorno che passa, con quelle 4.000 concessioni ferme, è un giorno in più in cui le nostre imprese e famiglie pagano un prezzo dell’energia che non dovrebbero pagare”, scrive Orsini, sottolineando che oggi il PUN è a circa 130 euro per megawattora. Un aumento che si aggiunge ai costi di trasporto e dispacciamento, facendo lievitare i costi.
LE IMPRESE PERDONO SEMPRE PIU’ COMPETITIVITA’
Orsini rivendica l’impegno delle aziende italiane per mantenere alto il baluardo del Made in Italy. Tuttavia, sottolinea che con questi prezzi dell’energia le nostre imprese non possono competere. Per questa ragione, chiede un cambio di passo in Italia e in Europa.
“Le nostre imprese stanno facendo la loro parte: l’export tiene e la manifattura continua a essere il motore del Paese”, scrive il presidente di Confindustria. Tuttavia, l’industria nazionale non può competere con questi prezzi, secondo Orsini. Il numero 1 dell’associazione degli industriali sottolinea, infatti, che l’Italia deve premere sull’acceleratore delle rinnovabili se non vuole rimanere indietro rispetto al resto del mondo.
“Nel frattempo, fuori dai nostri confini, il mondo non sta ad aspettarci. La Germania sta realizzando il più grande impianto termoelettrico d’Europa, la Cina ha costruito 300 nuove centrali a carbone, mentre noi rinunciamo al gas e al nucleare e lasciamo le rinnovabili bloccate negli uffici.


