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Clima

Per l’Unione Europea i minerali critici contano più della risorsa acqua

La domanda globale di minerali critici è triplicata dal 2010 a causa della corsa dei Paesi alla costruzione di infrastrutture per l’intelligenza artificiale, auto elettriche, tecnologie per le energie rinnovabili e sistemi di difesa. Si prevede che raddoppierà ulteriormente entro il 2030

Secondo un’analisi, la Commissione europea potrebbe riscrivere la legge di punta dell’Unione Europea sulla protezione delle acque per accelerare lo sviluppo delle miniere di minerali critici, nonostante molte di esse si trovino in regioni aride e soggette a stress idrico.

L’industria mineraria è ad alta intensità idrica e richiede grandi quantità d’acqua per la lavorazione del minerale, la soppressione delle polveri, la gestione dei rifiuti e il drenaggio delle miniere. Sebbene i progetti moderni riciclino l’acqua, ne richiedono comunque quantità significative e, nelle regioni soggette a stress idrico, queste esigenze possono aumentare la pressione su fiumi, falde acquifere e risorse idriche già al limite.

MOLTE NUOVE MINIERE SONO IN AREE SOGGETTE A SICCITÀ

Un’analisi e una mappatura condotte da Watershed Investigations, condivise con il Guardian, hanno rilevato che oltre la metà delle 33 nuove miniere o ampliamenti previsti, designati come “progetti strategici” ai sensi della Legge europea sulle materie prime critiche (CRM), si trovano in aree che hanno subito un processo di siccità negli ultimi due decenni.

Secondo i dati UE, quasi la metà si trova in zone che hanno sperimentato condizioni di siccità negli ultimi tre mesi, e un quarto si trova in regioni considerate soggette a stress idrico. Sei delle miniere strategiche sono previste in aree della Spagna soggette a forte stress idrico, mentre le altre si trovano in Portogallo e Grecia. Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, tutti e tre i Paesi figurano tra i primi 10 Stati UE con la peggiore scarsità d’acqua.

LE RECENTI SICCITÀ IN SPAGNA E PORTOGALLO

Nel 2024 la regione spagnola della Catalogna ha dichiarato lo stato di emergenza a causa della peggiore siccità mai registrata, e in Andalusia sono state imposte restrizioni all’uso dell’acqua. Secondo il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea, nel 2022 il 96% del Portogallo ha sperimentato condizioni di siccità “estrema” o “grave”.

Alcuni progetti hanno già suscitato una forte opposizione: l’organizzazione ambientalista Ecologistas en Acción contesta la decisione della Commissione Europea di concedere lo status di progetto strategico a tutte e 6 le miniere spagnole, sostenendo che non ha valutato adeguatamente i rischi per le risorse idriche, la biodiversità e le aree protette.

LA DOMANDA DI MINERALI CRITICI AUMENTA E L’UE NON VUOLE RESTARE INDIETRO

La domanda globale di minerali critici è triplicata dal 2010, a causa della corsa dei Paesi alla costruzione di infrastrutture per l’intelligenza artificiale, auto elettriche, tecnologie per le energie rinnovabili e sistemi di difesa. Si prevede che raddoppierà ulteriormente entro il 2030, con un fabbisogno di grafite, litio e cobalto che dovrebbe aumentare di quasi il 500% entro il 2050 rispetto ai livelli del 2020.

Preoccupata per la sua dipendenza dalle importazioni, l’Unione Europea ha designato 47 progetti di estrazione, lavorazione e riciclo come “progetti strategici”, tra cui 33 miniere. Questa designazione consente ai progetti situati all’interno dell’UE di beneficiare di una procedura accelerata di autorizzazione ed è pensata per velocizzare lo sviluppo. I progetti situati al di fuori del blocco otterranno sostegno politico e potenziale accesso ai finanziamenti europei.

LA DIRETTIVA QUADRO SULLE ACQUE

Con una mossa che ha allarmato le associazioni ambientaliste, Bruxelles si sta preparando a rivedere anche la Direttiva quadro sulle acque (DQA), la legge chiave dell’UE a tutela di fiumi, falde acquifere e zone umide, con l’obiettivo dichiarato di eliminare le strozzature burocratiche e migliorare l’accesso ai minerali strategici.

Euromines, l’associazione di categoria dell’industria mineraria e metallurgica europea, ha spinto per queste modifiche, chiedendo termini più lunghi per i Paesi per raggiungere gli obiettivi di qualità dell’acqua, modifiche al modo in cui la regola “nessun deterioramento” della DQA viene applicata ai corpi idrici e maggiore certezza giuridica per i progetti minerari e altri progetti industriali.

Un portavoce di Euromines ha dichiarato che “la nostra priorità principale resta un dialogo costruttivo con i responsabili politici per garantire solide tutele ambientali, unitamente a chiarezza giuridica e prevedibilità per le autorità preposte al rilascio dei permessi”.

CON I PROGETTI SUI MINERALI CRITICI “UNA PRESSIONE ECCESSIVA SULLE RISORSE IDRICHE”

La Commissione europea ha difeso la scelta delle miniere, affermando che i progetti strategici sono stati valutati da esperti indipendenti e devono essere conformi al diritto ambientale UE. Un portavoce ha affermato che la revisione della DQA valuterà le modalità per migliorare l’accesso alle materie prime critiche, tutelando al contempo l’ambiente e la salute umana, con valutazioni di impatto ambientale e idrico effettuate dalle autorità nazionali.

Tuttavia, Sara Johansson, responsabile politiche idriche dell’Ufficio Europeo per l’Ambiente, ha definito i piani “sconsiderati”, spiegando che l’industria mineraria “non ha presentato la minima prova” che la DQA stia creando dei colli di bottiglia per i progetti minerari, aggiungendo che “smantellare queste tutele mina la resilienza idrica dell’Europa e lascia che siano i contribuenti, gli agricoltori e le comunità a pagarne il prezzo, sia in termini di salute che di costi”.

Diverse aziende contattate hanno contestato le affermazioni secondo cui i loro progetti eserciterebbero una pressione eccessiva sulle risorse idriche, e hanno fatto riferimento a valutazioni di impatto ambientale, sistemi di riciclo dell’acqua a circuito chiuso, programmi di monitoraggio e supervisione normativa progettati per ridurre al minimo i rischi.

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