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Transizione energetica rinnovabili Italia

Energia, prezzi record a 750 euro: l’Europa sorpresa dalla calura stagnante e dal calo delle rinnovabili

Il fenomeno estivo della “Dunkelflaute” serale spinge i costi ai massimi dal 2024. Esperti divisi tra nuove centrali a gas e batterie per garantire la stabilità del sistema

Nella serata di mercoledì 24 giugno, sul mercato elettrico europeo, l’energia veniva scambiata a quasi 750 euro per megawattora. Un valore che non si vedeva dal dicembre 2024 e che, in piena estate, ha colto di sorpresa operatori e analisti.
Non è una crisi geopolitica a spingere le quotazioni verso l’alto, spiega l’Handelsblatt, come accadde nel 2022 sull’onda della guerra in Ucraina: questa volta la causa risiede nelle trasformazioni strutturali del sistema energetico europeo, sempre più dipendente dalle fonti rinnovabili e sempre più esposto alle loro discontinuità.

IL NUOVO FENOMENO DELLA CALURA STAGNANTE

Gli esperti hanno già un nome per descrivere la situazione: “calura stagnante”. Il termine si rifà al concetto di “Dunkelflaute”, noto da anni nel dibattito sull’energia, che indica quei periodi invernali in cui né il sole brilla né il vento soffia e la produzione da rinnovabili si azzera.

La versione estiva del fenomeno si manifesta invece nelle ore serali delle giornate calde: i pannelli solari smettono di produrre con il tramonto, mentre l’aria ferma e surriscaldata non muove le pale eoliche. Leonhard Gandhi, ricercatore dell’Istituto Fraunhofer per i sistemi energetici solari, osserva che “prezzi superiori ai 700 euro in estate sono del tutto inusuali per l’Europa centrale “e che questo tipo di picco “è il segnale di una transizione energetica che pone nuove sfide di gestione”.

CINQUE FATTORI DIETRO I PICCHI SERALI

A determinare i rincari record di questa settimana concorre una combinazione di circostanze. La domanda di elettricità è stata insolitamente elevata, trainata dai consumi per il raffreddamento di abitazioni, uffici e impianti industriali. Secondo il gestore di centrali Uniper, anche i Mondiali di calcio in corso hanno contribuito a gonfiare i consumi.

Nel contempo, le centrali convenzionali a carbone e a gas disponibili in rete sono meno del solito, poiché l’estate è tradizionalmente la stagione delle revisioni e delle fermate programmate. Christoph Maurer, amministratore delegato della società di consulenza Consentec, spiega al quotidiano economico tedesco che molti impianti di cogenerazione, che producono insieme calore ed elettricità, restano spenti in estate perché la produzione di calore non è redditizia, rendendo l’intera operazione economicamente poco conveniente.

Non manca poi, secondo Gandhi, un calcolo commerciale dei gestori: avviare una centrale per sole poche ore serali può non essere vantaggioso dal punto di vista economico.

BATTERIE CONTRO CENTRALI A GAS: IL DIBATTITO SUL FUTURO

I picchi di prezzo riaccendono una discussione che in Germania è tutt’altro che sopita: come garantire la stabilità della rete man mano che le centrali a carbone vengono progressivamente dismesse?

La traiettoria politica tedesca prevede di affidarsi alle nuove centrali a gas come riserva flessibile, ma Gandhi si interroga se questa sia davvero la soluzione più efficiente rispetto ai sistemi di accumulo a batteria. Maurer distingue tra i due fenomeni: durante un lungo periodo di scarsa produzione solare invernale, l’utilità delle batterie è limitata, ma l’attuale alternanza tra prezzi bassissimi di giorno e prezzi elevatissimi di sera è proprio il terreno su cui gli accumuli eccellono.

“L’attuale combinazione di prezzi molto bassi durante il giorno e prezzi molto alti la sera”, afferma Maurer, “è un fenomeno che le batterie sono in grado di bilanciare molto bene”. Le fluttuazioni di questi giorni, conclude, “non sono un segnale di disfunzione del sistema, ma un richiamo esplicito a investire in nuova capacità di stoccaggio”.

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