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Ecco perché Donnarumma è a un passo dalle dimissioni da FS

L’Ad del gruppo Fs, Stefano Donnarumma, va verso le dimissioni. Ecco le ragioni e il probabile successore

Tra pochi giorni l’amministratore delegato di FS rassegnerà le dimissioni, aprendo ufficialmente la partita della successione ai vertici del Gruppo. Un addio anticipato di quasi un anno rispetto alla scadenza naturale del mandato, prevista per la primavera 2027, che sarebbe maturato al termine di un faccia a faccia tra Stefano Donnarumma e il ministro Salvini, secondo l’Ansa. Il passaggio di testimone ai vertici è stato confermato da una nota dello stesso Mimit, che ha assicurato che Donnarumma “chiuderà i dossier più importanti” aperti sul tavolo prima di lasciare la poltrona al suo successore.

PERCHE’ DONNARUMMA LASCIA FS

Tra meno di un mese il Mit accompagnerà Donnarumma alla porta. Fonti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno confermato che tra pochi giorni l’ad del gruppo FS cederà la poltrona ad un nuovo manager. Tuttavia, il Ministero ha precisato che non si tratterà di una fuga disordinata. L’Ad, prima di rassegnare formalmente le dimissioni, “chiuderà i dossier più importanti” attualmente aperti sul tavolo. L’uscita di scena, secondo il Corriere della Sera, si consumerà formalmente nell’assemblea dei soci del prossimo 23 luglio, apre ufficialmente la partita per la successione

La goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbero i forti disagi e i blocchi sulla rete nazionale registrati negli ultimi giorni, che hanno esposto il Mit e il governo a diverse critiche politiche. La decisione è maturata in un clima di crisi per il board, diviso da frizioni interne che hanno portato all’addio di diversi membri, oltre che del direttore finanziario Fabio Paris e della dirigente del Tesoro Tiziana De Luca. Tuttavia, i semi della crisi sono stati piantati tempo mesi fa. Secondo Repubblica, “non sono piaciute a tutti le acquisizioni delle società Firema e Pizzarotti (ramo ferroviario)”, né “ha convinto la pur prestigiosa alleanza con il fondo statunitense Certares, immaginata per portare il Frecciarossa sotto il Canale della Manica”.

La gestione e lo sviluppo delle tratte AV sarebbero una delle principali ragioni delle divergenze tra vertici di Fs e Mit. Il piano di Donnarumma di attrarre capitali scorporando i binari veloci per conferirli a una nuova società aperta all’ingresso di grandi investitori internazionali, pur sotto il controllo di FS, avrebbe trovato la ferma ostilità della maggioranza di centrodestra, secondo La repubblica. Il Governo temerebbe, infatti, che i nuovi partner possano pretendere un aumento dei pedaggi alle società ferroviarie.

IL COMMENTO DEL MIT

La nota diffusa dal Mit suggerisce che la ragione ufficiale della conclusione del mandato in anticipo sia la chiusura del ciclo dei fondi del Pnrr, “per far partire la fase due dell’azienda”.

Nella nota il ministero esprime “soddisfazione per i target Pnrr raggiunti che vedono Fs vicina al traguardo dei 25 miliardi di euro e per l’enorme sforzo dell’azienda nel coniugare 1.300 cantieri al giorno con un miglioramento della puntualità del 7% a giugno 2026 rispetto allo stesso mese del 2025. Il ministro ha inoltre evidenziato l’importanza del volume degli investimenti negli ultimi due anni e il ritorno all’utile per 30 milioni di euro nell’ultimo bilancio dell’azienda”.

“Il lavoro svolto in questi due anni segna un forte avanzamento del Piano Strategico con focus sui cantieri programmati in quest’estate e nei prossimi mesi. – fanno sapere fonti del Mit – Salvini ha ringraziato l’ad per il lavoro svolto e gli oltre 90 mila dipendenti FS che ogni giorno svolgono una funzione essenziale. Entrambi concordano sulla conclusione del mandato in anticipo rispetto ai tempi previsti per far partire la fase due dell’azienda, chiusi positivamente gli obiettivi Pnrr, con a capo una figura scelta dall’interno”, continua la nota.

CHI SUCCEDERA’ A DONNARUMMA IN FS?

Come rivelato dal Corriere della Sera, il primo scoglio da superare prima di nominare il nuovo ad è definire un’uscita consensuale per Donnarumma. Attualmente, le parti starebbero trattando sul complesso nodo della buonuscita del manager (ex Terna), che da contratto si aggirerebbe intorno agli 1,5 milioni, ma le richieste sarebbero più alte secondo il Fatto Quotidiano. L’obiettivo sarebbe siglare l’accordo transattivo entro la scadenza del 23 luglio.
Mentre si consuma l’addio di Donnarumma, il Governo ha già un piano per evitare il vuoto di potere in un asset così strategico. Il nome più quotato per sostituire Donnarumma è quello dell’ad di Trenitalia, Gianpiero Strisciuglio, secondo le indiscrezioni circolate in questi giorni. La scelta dell’ingegnere di lungo corso all’interno del Gruppo sarebbe gradita alla Lega e a una parte della struttura tecnica del Mit.

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