I governi, gli sviluppatori e gli altri partecipanti al mercato stanno raccogliendo la sfida, aiutando il settore a riconquistare il suo vantaggio competitivo e aprendo opportunità di investimento, poiché l’interesse degli investitori per gli asset della transizione energetica come l’eolico offshore continua a crescere
Il settore eolico offshore europeo sta entrando nella sua prossima fase di grande crescita. Sedici Paesi tra Unione Europea e Regno Unito hanno definito degli obiettivi nazionali per l’eolico offshore, la maggior parte dei quali punta a una crescita significativa entro il 2030. Le ambizioni complessive ammontano a circa 150 GW entro il 2030, più del triplo dei 39 GW installati all’inizio del 2026.
L’Unione Europea e il Regno Unito e hanno ribadito queste ambizioni al “North Sea Summit 2026” di Amburgo con un patto che offre chiarezza a lungo termine per il settore. Si prevede che la regione rimarrà leader mondiale nell’eolico offshore, puntando a volumi rispettivamente di 43-50 GW e 99 GW entro la fine del decennio.
LE CAUSE DELLA LENTEZZA DELL’EOLICO OFFSHORE IN EUROPA
Come spiega un’analisi di MUFG Bank, accelerare la crescita si è rivelato difficile. L’aumento dei costi, le strozzature nella catena di approvvigionamento e l’incertezza normativa tra il 2022 e il 2024 hanno rallentato l’attività di costruzione di impianti eolici offshore.
Diverse aste nell’UE e nel Regno Unito non sono riuscite ad attrarre offerte, dimostrando la necessità di rivedere i quadri normativi del mercato. La revisione è attualmente in corso. Nel 2025 il mercato ha mostrato segnali di rinnovato slancio, con un aumento dei progetti multimiliardari che hanno raggiunto nuovamente la Decisione Finale di Investimento (FID) nel Regno Unito, come il progetto Inch Cape da 1,1 GW in Scozia.
Nel frattempo, l’emergere di mercati con forti incentivi governativi, come la Polonia, ha dimostrato come il settore tragga vantaggio da un corretto allineamento di strategia e meccanismi di supporto. Guardando al 2026 e oltre, le prospettive sono positive: il settimo round di allocazione (AR7) del Regno Unito – che ad inizio anno ha assegnato un record di 8,4 GW – esemplifica questa svolta verso strutture basate su CfD (Contract for Difference) a lungo termine e più investibili.
I GOVERNI PUNTANO NEL SETTORE
I governi, gli sviluppatori di energia eolica offshore e gli altri partecipanti al mercato stanno raccogliendo la sfida, aiutando il settore a riconquistare il suo vantaggio competitivo e aprendo opportunità di investimento, poiché l’interesse degli investitori per gli asset della transizione energetica come l’eolico offshore continua a crescere.
Allo stesso tempo, il fabbisogno di debito dei progetti eolici offshore sta aumentando rapidamente per far fronte alle maggiori dimensioni dei progetti, ai costi di capitale più elevati e alla maggiore complessità dei rischi di realizzazione.
Altri settori infrastrutturali, come le infrastrutture digitali e i data center, sono in competizione per la capacità di bilancio degli istituti di credito. Questo crea un contesto in cui l’eolico offshore deve attrarre un mix di investitori più ampio e diversificato per sostenere la sua crescita continua.
FINANZIARE LA PROSSIMA ONDATA DI ENERGIA EOLICA OFFSHORE
Con l’accelerazione del ritmo di installazione del settore in vista del 2030, la portata dei progetti cresce di pari passo con turbine più grandi, infrastrutture di trasmissione più complesse, contratti CfD (Contract for Difference) più lunghi e investimenti in conto capitale in aumento. Queste dinamiche sono già in atto in alcuni mercati e si traducono in un aumento significativo del fabbisogno di debito.
Da qui al 2030, MUFG Bank prevede che il fabbisogno totale di debito raggiungerà in media circa 15 miliardi di sterline all’anno nel solo Regno Unito e circa 15 miliardi di euro all’anno nel resto d’Europa, un aumento significativo rispetto ai livelli storici.
Questo offre al settore l’opportunità di esplorare modelli di finanziamento diversificati. La banca ritene che, di fronte a un flusso di operazioni sempre più consistente fino alla fine del decennio, il mercato dell’eolico offshore possa crescere e soddisfare la continua domanda degli investitori globali di progetti di infrastrutture verdi. Per farlo, i fornitori di capitale proprio e di debito devono azionare proattivamente le leve di finanziamento appropriate e assemblare strutture multi-tranche in grado di attrarre l’intero spettro della liquidità globale.
UN MERCATO PRONTO PER FONTI DI LIQUIDITÀ DIVERSIFICATE
L’interesse delle banche per l’eolico offshore è elevato, e si prevede che le banche resteranno un elemento fondamentale per lo sviluppo futuro del comparto negli anni a venire. Questo interesse, insieme alla comprensione da parte delle banche dei rischi di costruzione, alle sofisticate capacità di strutturazione e valutazione del rischio e alle solide relazioni settoriali, costituisce la spina dorsale della bancabilità dei progetti nelle fasi iniziali.
Tuttavia, una combinazione di fattori crea nuove opportunità per gli sviluppatori di attingere a un bacino più ampio di liquidità e capitali:
– la spesa in conto capitale è in aumento e le scadenze dei finanziamenti si stanno allungando. I dati di WindEurope mostrano che l’eolico offshore europeo nel 2025 ha ricevuto investimenti per 22,5 miliardi di euro, finanziando 5,4 GW di nuovi progetti, il che rappresenta un aumento del 37% dei costi di progetto rispetto al 2024, quando 7,9 miliardi di euro avevano finanziato 2,6 GW di nuovi progetti. Inoltre, le scadenze dei finanziamenti si stanno allungando con l’aumentare dei termini dei contratti per differenza (CfD) e della vita operativa degli impianti. Di conseguenza, il fabbisogno di debito per i progetti eolici offshore sta crescendo sia in termini di costi che di durata;
– Basilea IV sta aumentando i requisiti patrimoniali dei finanziatori. La graduale implementazione della normativa di Basilea IV incentiverà ulteriormente le banche a ricercare l’efficienza del capitale, sia attraverso le agenzie di credito all’esportazione (ECA) o altri tipi di copertura assicurativa, sia attraverso la mobilitazione anticipata di capitali istituzionali e sovrani per migliorare la ponderazione del rischio;
– l’intensa concorrenza per i capitali di prestito da parte di altre classi di infrastrutture in rapida crescita e altamente prioritarie, come i data center, implica che l’eolico offshore potrebbe dover riposizionarsi per attrarre una gamma più ampia di investitori.
Nel complesso, MUFG Bank prevede che il fabbisogno di debito nell’eolico offshore europeo nei prossimi anni aumenterà a livelli senza precedenti. Insieme, questi strumenti offrono un insieme flessibile e scalabile che, se coordinato efficacemente, consente agli sviluppatori di strutturare soluzioni di finanziamento che massimizzino la liquidità, riducano il costo medio ponderato del debito e accelerino la realizzazione dei progetti.
CONCLUSIONI
Con gli obiettivi di capacità per il 2030 che si avvicinano rapidamente e la portata della sfida che diventa sempre più evidente, l’eolico offshore non è mai stato così cruciale. L’importanza strategica del settore sta attirando un’ampia gamma di investitori, ma il raggiungimento di questi obiettivi richiederà ben più di semplici aggiustamenti incrementali agli approcci tradizionali: richiede un’evoluzione del modello di finanziamento storico, un modello che sblocchi tutte le fonti di liquidità disponibili e consenta una condivisione del rischio più intelligente, man mano che la competizione per i capitali nelle infrastrutture essenziali si intensifica.
Non si tratta di sostituire le banche commerciali, che resteranno fondamentali per il finanziamento dell’eolico offshore. Si tratta piuttosto di consentire a ogni tipo di investitore di partecipare nel punto della struttura del capitale che meglio riflette la sua propensione al rischio. Ampliare la base degli investitori in questo modo rafforza la liquidità, aumenta la resilienza e, in definitiva, garantisce i migliori risultati di finanziamento per i promotori dei progetti.
L’eolico offshore ha dimostrato un’eccezionale capacità di adattamento negli ultimi anni. Con le giuste strategie di finanziamento, il settore è ben posizionato non solo per raggiungere gli obiettivi europei per il 2030, ma anche superarli.

