Il Ministro del Made in Italy denuncia il collasso del settore dopo i tagli di Volkswagen e convoca il Tavolo Automotive per il 14 luglio. In arrivo nuovi fondi oltre agli 1,3 miliardi di euro già stanziati.
Il collasso dell’industria automobilistica continentale, acuito dalle recenti e drastiche decisioni dei giganti tedeschi, impone un radicale cambio di rotta nelle politiche di Bruxelles. È questo l’allarme lanciato oggi dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante il Question Time al Senato. In Aula Urso ha tracciato un parallelo tra la crisi di Volkswagen — che ha annunciato la chiusura di quattro stabilimenti e 100.000 licenziamenti — e le difficoltà di Mercedes, Porsche e Bosch. Secondo Urso, la causa del declino risiede nelle “follie del Green Deal” che avrebbero favorito l’espansione dei produttori cinesi a discapito delle imprese e dei lavoratori europei. L’Italia, in questo scenario, rivendica un ruolo di guida per un pragmatismo riformatore che sta trovando consensi anche tra i partner industriali esteri.
LA CRISI DEI GIGANTI TEDESCHI E LE “FOLLIE” DEL GREEN DEAL
Il quadro delineato dal Ministro è quello di un settore in ginocchio. La decisione di Volkswagen, pur avendo suscitato un forte scalpore mediatico, rappresenta per Urso solo l’ultimo tassello di un mosaico che coinvolge l’intera filiera europea. “Il collasso dell’industria dell’auto in Europa è evidente a tutti ed è causata dalle follie del Green Deal che hanno spalancato le porte all’invasione di auto elettriche cinesi, mettendo in ginocchio le imprese e il lavoro in Europa”, ha affermato il Ministro. La critica è rivolta a una transizione ecologica giudicata ideologica e priva di paracadute industriali, che avrebbe minato la competitività storica delle case automobilistiche europee proprio nel momento di massima pressione competitiva asiatica.
IL PRAGMATISMO ITALIANO COME MODELLO PER L’EUROPA
Nonostante la crisi sistemica, l’esecutivo italiano sostiene di aver indicato una via d’uscita basata su pragmatismo e responsabilità. Urso ha citato il riconoscimento ottenuto dall’amministratore delegato di Renault, il quale ha recentemente dichiarato che “l’approccio italiano responsabile e pragmatico ha indicato la via delle riforme in Europa”. Anche la stampa francese ha rivolto l’attenzione al modello romano, parlando di un’Italia che “ispira l’Europa” verso un “Rinascimento industriale”. Il fulcro di questa strategia risiede nella revisione dei regolamenti sulle emissioni di CO2, non solo per le auto ma anche per i veicoli commerciali, attraverso l’Industrial Accelerator Act. Un punto cruciale sarà la revisione del meccanismo ETS, che la Commissione dovrebbe presentare il prossimo 16 luglio, scadenza su cui il governo italiano intende vigilare affinché non vi siano ulteriori rinvii.
IL CAMBIO DI PASSO DI STELLANTIS E IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE
Passando al contesto domestico, il Ministro ha sottolineato come la rimozione di Carlos Tavares dalla guida di Stellantis abbia segnato la fine di quella che definisce “l’ideologia dell’elettrico imposta al gruppo”. Da dicembre dello scorso anno, si sarebbe registrata una netta inversione di tendenza con un aumento costante della produzione di auto in Italia. Stellantis ha presentato in Parlamento un piano industriale che prevede il mantenimento di tutti i siti produttivi nazionali e lo sviluppo di modelli capaci di intercettare la reale domanda del mercato. Tra questi, spicca la cosiddetta “e-car”, l’auto di massa europea, affiancata da modelli ibridi più accessibili per le famiglie. Urso ha però ricordato che “la nostra filiera produce anche per le case automobilistiche tedesche, francesi e persino di altri continenti”, motivo per cui la ripresa italiana non può prescindere da una guarigione dell’intero mercato europeo.
IL TAVOLO AUTOMOTIVE E IL COORDINAMENTO CON LA FRANCIA
Per gestire operativamente questa fase, è stato convocato il Tavolo Automotive per martedì 14 luglio. L’incontro precederà di un giorno il bilaterale con il Ministro francese Bastian Marten, con il quale Urso ha avuto nove incontri negli ultimi sei mesi. Questo asse privilegiato tra Roma e Parigi testimonia l’interesse francese per la politica industriale italiana. Durante il tavolo nazionale, verranno presentate misure di sostegno aggiuntive agli oltre 1,3 miliardi di euro già stanziati, cifra che il Ministero conta di incrementare ulteriormente nelle prossime settimane. Circa il 70% di questi fondi sarà destinato a contratti di sviluppo e “mini-contratti” dedicati specificamente alle piccole e medie imprese, cuore pulsante della componentistica, per accompagnarle nelle sfide tecnologiche della transizione.
I DATI DELLA RESILIENZA ECONOMICA NAZIONALE
In chiusura del suo intervento, Urso ha respinto le letture pessimistiche sullo stato di salute dell’economia italiana, fornendo dati sulla natalità aziendale e sull’occupazione. Nel 2025 sono nate 320.533 nuove imprese, con un saldo attivo netto di 56.599 unità nonostante le cessazioni. Il Ministro ha evidenziato come l’Italia sia oggi la quarta potenza globale per export e stia registrando performance occupazionali record, con 1,2 milioni di occupati in più e un incremento di 1,5 milioni di contratti a tempo indeterminato. “In un mondo e in un’Europa in crisi l’Italia resiste grazie alle nostre imprese”, ha concluso Urso, rivendicando la solidità del sistema produttivo nazionale di fronte alle turbolenze del mercato unico e degli scenari internazionali.

