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accise carburanti

Accise e fisco, doppio intervento del governo tra carburanti e rinnovi contrattuali

Termina lo sconto sulle accise su benzina e diesel introdotto in primavera. Mentre il governo conferma la detassazione al 5% sui rinnovi contrattuali nella prossima legge di bilancio, le associazioni dei consumatori segnalano possibili aumenti immediati dei prezzi alla pompa

Si chiude oggi lo sconto sulle accise su benzina e diesel, mentre il governo conferma che la detassazione dei rinnovi contrattuali sarà inserita nella prossima legge di bilancio. Si conclude così la fase di riduzione dell’agevolazione introdotta a marzo per contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi energetici.

L’intervento sulle accise era partito con un taglio di 25 centesimi al litro ed era stato progressivamente ridotto fino ai circa 6 centesimi delle ultime settimane. Il costo complessivo per le finanze pubbliche è stato stimato intorno ai 2 miliardi di euro, coperti in larga parte dall’extragettito IVA generato dall’aumento dei prezzi dei carburanti.

PREZZI E REAZIONI DEI CONSUMATORI

Secondo le stime del Codacons, la fine dello sconto comporterà un aumento immediato dei costi: «Senza la proroga un pieno costerà agli automobilisti 3,05 euro in più». L’associazione aggiunge che «il prezzo medio del gasolio salirà a 1,94 euro al litro sulla rete ordinaria e a 2,02 euro in autostrada», e intanto Altroconsumo promuove una petizione per l’azzeramento dell’Iva sui carburanti.

Le tensioni sui mercati energetici, in particolare le oscillazioni del prezzo del petrolio legate ai segnali di distensione tra Stati Uniti e Iran, hanno favorito una discesa recente delle quotazioni, accelerando la decisione di non prorogare la misura.

FILIERA CARBURANTI E INTERVENTO DEL GOVERNO

Nei giorni precedenti la scadenza, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha incontrato i rappresentanti di Api-Ip, Eni, Q8 e Tamoil, chiedendo una riduzione dei prezzi alla pompa. Dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy  è stata richiamata una «moral suasion» per favorire l’allineamento dei listini al calo del greggio.

Urso ha inoltre lasciato aperta la possibilità di nuovi interventi in caso di tensioni geopolitiche, facendo riferimento ai negoziati sulla sicurezza delle rotte energetiche nello stretto di Hormuz.

LAVORO, FISCO E LEGGE DI BILANCIO

Sul fronte fiscale e del lavoro, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha reso definitivo dal congresso della Uil a Padova che la detassazione dei rinnovi contrattuali sarà confermata nella prossima legge di Bilancio. Nel confronto con i ministri Marina Elvira Calderone e Giancarlo Giorgetti, il governo ha ribadito la misura che prevede un’imposta al 5% sugli incrementi retributivi legati ai rinnovi.

Meloni ha inoltre dichiarato di aver fatto corrispondere per legge «il salario giusto al trattamento economico complessivo sancito dai contratti nazionali sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative». La misura si inserisce nel quadro delle politiche fiscali del Governo italiano per il sostegno ai redditi da lavoro.

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