Al via il nuovo polo Eni-Seri Industrial per la produzione di batterie LFP dedicate ai sistemi di accumulo per le rinnovabili
Parte il cantiere per la costruzione del nuovo polo integrato italiano ed europeo dedicato alla produzione di batterie al litio-ferro-fosfato (LFP). L’opera sorgerà all’interno del comprensorio industriale Versalis di Brindisi, in un’area precedentemente riservata allo stoccaggio dei polimeri e ad altre attività industriali dimesse.
PARTE LA GIGAFACTORY DA 1 MILIARDO
Oggi a Brindisi è stata deposta la prima pietra per la costruzione del nuovo polo produttivo di batterie LFP, promosso da Eni Storage Systems, società partecipata da Eni Industrial Evolution e FIB (Gruppo Seri Industrial). Il piano complessivo prevede investimenti per un miliardo di euro e un impatto occupazionale stimato in circa 1.300 posti di lavoro a regime. Le batterie LFP prodotte nello stabilimento saranno destinate principalmente ai sistemi di accumulo stazionario a batteria (BESS – Battery Energy Storage Systems), dispositivi progettati per supportare la penetrazione delle energie rinnovabili e favorire la stabilità delle reti elettriche.
GLI OBIETTIVI DI ENI
Le stime prevedono una crescita esponenziale della domanda europea di sistemi di accumulo BESS, che dai 36 GWh del 2025 schizzerà fino a circa 138 entro il 2030. L’obiettivo industriale di Eni Storage Systems è il raggiungimento di una capacità produttiva complessiva di 16 GWh all’anno entro il 2030, una quota che andrebbe a coprire oltre il 10% del mercato continentale di riferimento.
Il piano prevede che la metà della capacità annuale (8 GWh) venga prodotta a Brindisi, mentre la restante parte farà capo allo stabilimento Seri Industrial di Teverola (Caserta). Nello specifico, il sito pugliese ospiterà la fabbricazione di celle e moduli, affiancata da un impianto di assemblaggio di pacchi batterie (BESS) dimensionato per elaborare anche la componentistica proveniente dal sito campano. Nella seconda fase del programma industriale, a Brindisi verranno integrate anche le attività di produzione della materia attiva catodica (LFP) e il riciclo delle batterie a fine vita per entrambi gli insediamenti.
IL COMMENTO DI URSO E DEI SINDACATI
Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte le autorità locali e il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. L’esponente del governo ha descritto l’iniziativa come un passaggio strategico nel percorso di riconversione industriale del polo di Brindisi, sottolineando l’esigenza di gestire i mutamenti della transizione energetica tutelando il patrimonio infrastrutturale e le professionalità presenti sul territorio.
“Brindisi è uno dei principali poli industriali del Paese e oggi è chiamata ad affrontare, prima e più di altri, la sfida della transizione energetica. Una transizione che va governata con responsabilità e lungimiranza, salvaguardando infrastrutture, competenze e professionalità”, ha dichiarato Urso.
Il Segretario Generale Femca Cisl Sebastiano Tripoli ha espresso soddisfazione per il nuovo polo produttivo. “Naturalmente sappiamo che una prima pietra non basta. Adesso bisogna trasformare gli impegni in realtà, rispettare i tempi previsti, completare gli investimenti e continuare a creare opportunità di lavoro stabile e qualificato. Sarà fondamentale accompagnare questo percorso con formazione, aggiornamento professionale e partecipazione attiva delle lavoratrici e dei lavoratori. La transizione energetica e industriale avrà successo solo se saprà tenere insieme innovazione, sostenibilità e lavoro”, ha affermato Tripoli.
LA CONTESTAZIONE DELLA GGIL
A margine dell’evento istituzionale si sono manifestate posizioni distanti da parte dei rappresentanti della Cgil, che hanno presidiato l’area esterna per contestare l’apertura del nuovo cantiere. La sigla sindacale non ha infatti sottoscritto l’intesa complessiva finalizzata alla riconversione delle attività di Eni Versalis, contrariamente a quanto fatto dalle altre sigle.
A seguito di un colloquio con i manifestanti, il Ministro Urso ha riferito che Versalis ha attivato un Advisor per individuare potenziali investitori interessati al comparto del cracking. Urso ha inoltre comunicato l’apertura di un confronto in sede comunitaria, nell’ambito dell’Alleanza strategica sulla chimica, finalizzato a ridefinire il quadro regolatorio per supportare la sostenibilità economica della chimica di base.
IL PLAUSO DI LEGAMBIENTE
I rappresentanti di Legambiente hanno espresso, invece, una valutazione positiva sull’avvio della Gigafactory. L’associazione ha ricordato la rilevanza storica del sito di Brindisi nelle dinamiche energetiche e ambientali nazionali fin dagli anni ’80.
Secondo la nota diffusa dall’associazione, l’operazione permetterà la progressiva sostituzione dei vecchi segmenti produttivi con impianti orientati all’innovazione tecnologica e alla riduzione delle emissioni risponde alle richieste di transizione ecologica del modello economico avanzate nel corso degli ultimi decenni, qualificando il nuovo insediamento industriale come una soluzione coerente con i processi di decarbonizzazione del sistema Paese.

