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Saf, biomasse e regole Ue: la sfida del trasporto aereo per la decarbonizzazione

La filiera italiana dei carburanti sostenibili per l’aviazione può svilupparsi attraverso biomasse, residui agricoli e forestali. Lo indicano gli studi promossi dalla Fondazione Pacta sul ruolo dei Saf nella transizione energetica del settore aereo. La partita si intreccia con gli obiettivi europei del ReFuelEU Aviation e con il nuovo scenario energetico delineato da Claudio Descalzi in audizione alla Camera dei Deputati

La decarbonizzazione dell’aviazione civile rappresenta uno dei settori più complessi della transizione energetica perché il trasporto aereo, soprattutto per i voli a lungo raggio, è difficilmente elettrificabile nel breve-medio periodo. In questo scenario i Saf (Sustainable aviation fuel), carburanti sostenibili per l’aviazione chimicamente analoghi al cherosene fossile e compatibili con le infrastrutture e i motori esistenti, rappresentano una delle principali soluzioni possibili.

Secondo lo studio “Filiere nazionali per la produzione di Saf: potenziali sinergie con il settore agro-industriale e strategie di insetting per la riduzione delle emissioni”, condotto dal Politecnico di Torino su incarico della Fondazione Pacta (Patto per la decarbonizzazione del trasporto aereo), l’Italia dispone di risorse e competenze per sviluppare una filiera nazionale dei carburanti sostenibili.

La ricerca evidenzia il ruolo delle biomasse lignocellulosiche, tra cui residui forestali, potature, residui agricoli e colture dedicate, come uno dei principali bacini di materie prime disponibili a livello nazionale ed europeo. Nel breve periodo, il contributo maggiore alla produzione di Saf continuerà tuttavia ad arrivare da grassi animali e oli alimentari esausti, mentre dopo il 2030 è prevista una crescita delle colture oleaginose dedicate su terreni marginali o tramite colture intermedie.

REFEUL EU AVIATION: OBIETTIVI FINO AL 70% NEL 2050

Il quadro europeo è definito dal Regolamento ReFuelEU Aviation, adottato dalla Commissione europea nell’ottobre 2023 per aumentare progressivamente la quota di carburanti sostenibili negli aeroporti dell’Unione europea.

Il regolamento prevede una quota minima di Saf pari al 2% nel 2025, al 6% nel 2030, al 20% nel 2035 e fino al 70% nel 2050 del carburante reso disponibile negli aeroporti dell’Unione europea.

Lo studio della Fondazione Pacta analizza anche le strategie internazionali di adozione dei Saf attraverso una ricerca comparata condotta da Marsh Risk e presentata a Roma in un evento organizzato dalla Fondazione Pacta.

L’analisi ha preso in esame 13 Paesi e regioni: Unione europea, Regno Unito, Stati Uniti, Brasile, Giappone, Singapore, Indonesia, Malesia, India, Cina, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Canada.

Secondo lo studio, emergono tre diversi modelli: politiche stringenti, come quelle dell’Unione europea con il Regolamento ReFuelEU Aviation e target vincolanti; approccio di sostegno all’industria, come negli Stati Uniti con la Saf Grand challenge; approcci misti, come nel Regno Unito con quote crescenti di miscelazione e strumenti incentivanti.

INSETTING E BIOCARBURANTI: RIDURRE LE EMISSIONI LUNGO LA FILIERA

Tra gli strumenti analizzati emerge il concetto di insetting, cioè la realizzazione di interventi di mitigazione e rimozione della CO2 all’interno della stessa catena del valore dei biocarburanti.

Nel caso dei Saf biogenici, le strategie comprendono agricoltura rigenerativa, carbon farming, valorizzazione dei residui agricoli, ottimizzazione della logistica e utilizzo del biochar, carbone vegetale ricavato da biomasse impiegato nei suoli per migliorarne la qualità e stoccare carbonio.

Lo studio richiama anche il progetto europeo Bio4A, secondo cui l’integrazione del biochar nelle filiere oleaginose può incrementare i risparmi di emissioni serra fino a superare il 110-120%, secondo le metodologie di calcolo previste dalla normativa europea.

La Fondazione Pacta nasce dal patto per la decarbonizzazione del trasporto aereo promosso da Aeroporti di Roma (Adr) nell’aprile 2022 e formalizzato attraverso un Manifesto condiviso da operatori della filiera, istituzioni e università. Il 12 dicembre 2023 è stata costituita la Fondazione Pacta, presieduta da Marco Troncone, amministratore delegato di Adr. Troncone ha dichiarato: «Pacta nasce dalla consapevolezza che la decarbonizzazione del trasporto aereo non possa essere affrontata da un singolo operatore ma richieda il contributo dell’intera filiera. Il valore della Fondazione risiede nella capacità di mettere attorno allo stesso tavolo soggetti con sensibilità e interessi differenti, individuando soluzioni condivise fondate sull’evidenza scientifica e sulla sostenibilità economica delle proposte».

L’ALLARME SUL JET FUEL DI DESCALZI

L’Ue è a corto di jet fuel a causa della guerra in Medio Oriente, secondo Descalzi. L’Italia ha bisogno di circa 5 milioni di tonnellate di carburante per aviazione, ma la capacità di raffinazione europea è ai minimi storici. Gli unici ad esultare sono i proprietari delle raffinerie degli Stati Uniti, che hanno aumentato la capacità produttiva di quasi il 100%.

“Si parla di mancanza di crudo ma i prodotti contano molto, perché poi vanno a consumo e fanno alzare i prezzi. Per noi come Europa sono il diesel e il jet fuel. Il jet fuel scontava una carenza già prima, da quando si è chiuso l’accesso al mercato russo circa il 60% veniva dal Golfo. Siamo in deficit di jet fuel, che importiamo per un 35%-40%, oggi forse anche di più. In Italia abbiamo bisogno di circa 5 milioni di tonnellate, ne produciamo circa la metà e il resto lo importiamo. E ora chi sta compensando sono le raffinerie Usa che vanno con una capacità produttiva del 95% rispetto al potenziale per poter compensare le carenze”.

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