Il nuovo impianto regolatorio e il DL Bollette impongono barriere tecnologiche e contrattuali più rigide per tutelare i consumatori. L’impegno di aziende energetiche come Enel: il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha intrapreso numerose iniziative a riguardo per tutelare gli utenti
Il contrasto allo spoofing telefonico e al telemarketing aggressivo è diventato una priorità strutturale per le istituzioni italiane e per i principali operatori del settore energetico. Nel corso del 2026, l’azione combinata di AGCOM, Garante della Privacy e nuove disposizioni legislative ha delineato un ecosistema più protetto per i cittadini, colpiti da raggiri sempre più sofisticati che sfruttano la manipolazione dell’identità digitale.
Si tratta, in particolare, delle recenti misure di blocco delle chiamate illegittime e nell’introduzione di nuovi protocolli di sicurezza adottati dalle grandi utility per blindare il rapporto con i propri utenti. Secondo i dati diffusi dalle autorità di regolazione e dalle associazioni di categoria, la battaglia contro le frodi telefoniche sta segnando infatti un punto di svolta grazie a un approccio sistemico che unisce tecnologia, norme rigorose e campagne di sensibilizzazione capillari sul territorio.
MANIPOLAZIONE DELL’IDENTITÀ E INSIDIE DIGITALI
Lo spoofing rappresenta oggi una delle tecniche di raggiro più insidiose perché agisce direttamente sulla fiducia del destinatario. Attraverso software specifici, i truffatori riescono a falsificare il numero telefonico che compare sul display, facendolo apparire come un contatto affidabile, riconducibile a istituzioni o aziende note.
Questa pratica mira ad abbassare la guardia dell’utente, che si ritrova a dialogare con interlocutori pronti a esercitare pressioni psicologiche tramite messaggi allarmistici, come presunti aumenti tariffari imminenti o irregolarità contrattuali.
L’obiettivo finale è quasi sempre l’ottenimento di dati sensibili o il consenso a cambi di fornitore non richiesti. La natura artificiale di queste numerazioni, spesso non richiamabili, ha reso per anni complessa l’individuazione dei responsabili, alimentando un mercato illecito in costante espansione.
UN FENOMENO DA MILIONI DI EURO
La portata economica del fenomeno è certificata dai numeri. Nel 2023, l’AGCM ha stimato che le truffe telefoniche in Italia abbiano causato sottrazioni per circa 140 milioni di euro.
Il comparto delle utility è tra i più esposti: il Rapporto Clusit 2024 ha registrato un incremento del 23% delle frodi informatiche nel settore rispetto all’anno precedente. Per comprendere la capillarità del problema, si può osservare l’esperienza di Enel, che nel solo 2025 ha raccolto circa 18.500 segnalazioni di tentativi di truffa.
Di queste, la quasi totalità (il 99%) è risultata legata a chiamate provenienti da numeri falsificati o non rintracciabili, confermando come lo spoofing sia ormai la firma principale delle organizzazioni dedite al telemarketing illecito.
IL RAFFORZAMENTO DELLO SCUDO NORMATIVO
Di fronte a questa emergenza, l’autorità di regolazione AGCOM ha varato la Delibera 106/25/CONS, frutto di un tavolo tecnico che ha coinvolto operatori energetici, bancari e delle telecomunicazioni. Il provvedimento ha introdotto il blocco progressivo del cosiddetto “CLI spoofing”: da agosto 2025 per le numerazioni fisse e da novembre dello stesso anno per quelle mobili.
I primi dati ufficiali evidenziano un impatto massiccio, con decine di milioni di chiamate fraudolente intercettate e neutralizzate prima che potessero raggiungere l’utente finale. Questo intervento ha permesso di ridurre drasticamente il traffico illecito, che nel primo trimestre del 2025 era arrivato a rappresentare oltre il 5% del traffico totale in entrata, con picchi locali preoccupanti.
LA STRETTA SUI CONTRATTI ILLEGITTIMI
Un ulteriore pilastro della difesa dei consumatori è rappresentato dal DL Bollette, che ha introdotto una stretta storica sul telemarketing. La norma stabilisce il divieto generale di chiamate commerciali “a freddo” per i contratti di luce e gas, ammettendole solo dietro esplicita richiesta dell’utente. Tra le novità più rilevanti figura il ribaltamento dell’onere della prova: spetta ora all’azienda dimostrare la liceità del contatto e l’esistenza di un consenso tracciabile.
In assenza di tali requisiti, i contratti stipulati sono considerati nulli, senza alcun costo o penale per il cittadino. Inoltre, AGCOM e Garante Privacy hanno ottenuto poteri rafforzati per disporre la sospensione immediata delle linee telefoniche utilizzate per fini fraudolenti.
TECNOLOGIA E DIALOGO: L’ESEMPIO OPERATIVO DI ENEL
In questo contesto di difesa attiva, Enel rappresenta un esempio di come le aziende possano integrare le direttive istituzionali con soluzioni operative proprie. Dal 1° luglio, per il servizio clienti di Enel Energia, è attivo unicamente il nuovo numero breve 140, un singolo canale, di facile memorizzazione, pensato per rendere il contatto con l’azienda più semplice, immediato e sicuro. Il 140 sostituisce il precedente 800 900 860, che è stato dismesso: in caso di chiamata gli utenti ascolteranno un messaggio informativo che li guiderà verso il nuovo recapito”.
Sul fronte della prevenzione digitale, lo strumento “Verifica chi ti ha chiamato”, presente sul sito web aziendale, ha permesso ai cittadini di controllare in tempo reale l’affidabilità di oltre 17.000 numerazioni, portando alla presentazione di 85 diffide formali. Parallelamente, sono stati potenziati i sistemi di controllo interno con sonde e alert capaci di individuare accessi anomali ai database dei clienti, minimizzando il rischio di fughe di dati.
CULTURA DELLA PREVENZIONE E COLLABORAZIONE
La tutela definitiva passa però attraverso la consapevolezza del consumatore. Per questo motivo, sono state avviate iniziative di prossimità come gli “Enel Energy Bar”, incontri informativi organizzati negli store fisici in collaborazione con la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri.
Questi appuntamenti, che hanno già coinvolto centinaia di persone su tutto il territorio nazionale, servono a illustrare i segnali tipici dei raggiri e le corrette modalità di segnalazione. L’esperienza maturata dimostra che solo un approccio integrato — capace di fondere innovazione tecnologica, rigore normativo e dialogo costante con le Forze dell’Ordine — può costruire un ecosistema energetico realmente sicuro e trasparente per tutti i cittadini.

