L’esercitazione coinvolgerà i gestori della rete elettrica francese Enedis e RTE, oltre a diversi dipartimenti e ministeri governativi e l’amministrazione militare francese
La Francia è pronta ad affrontare una crisi che la precipiti nell’oscurità? Il governo francese intende scoprirlo. Secondo quattro fonti – che hanno chiesto l’anonimato per poter discutere di piani non ancora resi pubblici – il governo sta valutando la possibilità di organizzare una simulazione di un’improvvisa interruzione di corrente a livello nazionale nella seconda metà del 2027.
Come spiega Politico, l’esercitazione coinvolgerà i gestori della rete elettrica francese Enedis e RTE, oltre a diversi dipartimenti e ministeri governativi e l’amministrazione militare francese. Il suo scopo sarà determinare come il Paese reagirebbe a un blackout paralizzante come quello che ha colpito Spagna e Portogallo nell’aprile 2025, o a un grave attacco informatico alla rete elettrica, come quello subito dalla Polonia lo scorso anno. Un atto di sabotaggio che Bruxelles ha attribuito ai servizi segreti russi.
ENTRO FINE ANNO L’ANNUNCIO SULLA SIMULAZIONE DI BLACKOUT IN FRANCIA
“La simulazione metterà alla prova la capacità di risposta della Francia”, ha affermato una fonte, aggiungendo che l’obiettivo è valutare i tempi necessari per ripristinare l’energia elettrica e la capacità del Paese di garantire la continuità dei servizi essenziali.
L’esercitazione è stata formalmente confermata l’8 luglio scorso, durante una riunione del comitato interministeriale sulla resilienza nazionale. Un annuncio dettagliato dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno.
Il verbale della riunione delinea altre priorità, come garantire che lo Stato francese mantenga l’accesso a beni considerati “essenziali per assicurare la continuità dello Stato e la protezione della popolazione”. Tra questi figurano “coperte di emergenza, generatori, medicinali, apparecchiature per le telecomunicazioni, attrezzature per le forze dell’ordine, oltre a materie prime rare e critiche”.
PER LA FRANCIA È UNA QUESTIONE (ANCHE) POLITICA
La preparazione alle crisi è diventata una questione politica in Francia, poiché il caldo record e gli incendi boschivi stanno costringendo il Paese a confrontarsi con la propria capacità di rispondere alle emergenze. La scorsa estate il governo ha aggiornato la “Strategia nazionale di resilienza”, una tabella di marcia su come “mantenere le funzioni essenziali alla vita collettiva” in caso di guerra o disastri naturali.
Dall’inizio dell’estate molte regioni francesi hanno dovuto affrontare temperature senza precedenti, con livelli di colonnina di mercurio che hanno raggiunto diversi record a giugno. Nel sud-ovest del Paese alcuni incendi incontrollati, alimentati da caldo estremo e siccità, hanno costretto a evacuazioni di massa che hanno colpito oltre 200.000 persone.
A Parigi il sindaco ha lanciato un appello disperato ai grandi rivenditori di generi alimentari affinché mobilitassero le scorte di ghiaccio, temendo che i soccorritori potessero restare senza i cubetti di ghiaccio, indispensabili per rinfrescare le vittime di colpi di calore.
L’OPPOSIZIONE ATTACCA: “UNA DIFFUSA MANCANZA DI PREPARAZIONE”
I partiti di opposizione hanno subito attaccato il governo per quella che hanno definito “una diffusa mancanza di preparazione”, costringendo l’esecutivo a difendersi. Il premier francese Sébastien Lecornu ha inoltre annunciato che il governo presenterà al Parlamento un disegno di legge per migliorare i sistemi di risposta alle emergenze: “vogliamo riportare i servizi antincendio e di soccorso alla loro missione principale e adattare la nostra organizzazione alle crisi future”, ha dichiarato Lecornu domenica scorsa in un’intervista a “La Tribune Dimanche”.

