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Meloni

Decreti per il nucleare in pole, ZES Unica nazionale e i 14 miliardi in più. Ecco i piani energetici di Meloni

In un’intervista rilasciata a Milano Finanza, Meloni affronta i nodi cruciali dell’economia nazionale: dall’eredità pesante del Superbonus alla partita del caro energia, fino al ritorno del nucleare e il rilancio degli investimenti per il Centro-Nord

I 14 miliardi liberati dall’Ue e la fine del fardello del Superbonus sbloccheranno risorse per misure contro il caro energia. Il Governo “identificherà le misure più utili ed efficaci per abbassare i costi”, sottolinea la premier Giorgia Meloni in un’intervista rilasciata a Milano Finanza. Un altro tassello fondamentale nella strategia energetica italiana è il nucleare. La premier rivela che Palazzo Chigi è già al lavoro sui decreti attuativi necessari a completare l’iter burocratico per il ritorno dell’atomo nel nostro Paese. Nell’intervista la presidente del Consiglio svela anche la nuova idea del Governo per rilanciare la competitività italiana: l’estensione delle semplificazioni burocratiche previste dalla ZES Unica agli investimenti Centro-Nord ad alcuni progetti strategici.

ADDIO AL SUPERBONUS E 14 MILIARDI CONTRO IL CARO ENERGIA

La sfida principale è il caro energia, una tassa che il governo punta a ridurre sfruttando le aperture di Bruxelles sulla flessibilità economico-finanziaria. “Cercheremo di utilizzare al meglio le risorse aggiuntive ora disponibili: parliamo di 14 miliardi di euro in più nel prossimo biennio”, promette Meloni nell’intervista rilasciata a Milano Finanza.

Dopo che la Commissione ha stabilito gli ambiti di spesa ammissibili, la palla passa al Governo, che “identificherà le misure più utili ed efficaci per abbassare i costi”, chiarisce la premier.

Se l’energia rappresenta la sfida del presente, il Superbonus è il fardello che ha pesato sulle ultime manovre finanziarie. Una tassa che dall’anno prossimo sparirà sottolinea Meloni, liberando risorse preziose. “Finiremo di pagarlo solo nel 2027 e alla fine ci costerà la bellezza di 174 miliardi, quattro volte in più di quanto preventivato. Dal prossimo anno non avremo più questo pesantissimo fardello sulle spalle, pari a quasi 40 miliardi all’anno”, ricorda la premier.

NUCLEARE, MELONI: DECRETI ATTUATIVI PRONTI A BREVE

Il ritorno del nucleare sarà una vera e propria “svolta per la competitività italiana”, secondo la premier, poiché garantirà un mix energetico moderno, costi energetici più bassi e maggiore stabilità geostrategica.
In quest’ottica, nell’intervista rilasciata a Milano Finanza Meloni sottolinea che il Governo sta già “lavorando ai decreti attuativi, che intendiamo definire rapidamente”. Manca però ancora il via libera definitivo del Senato, che non arriverà prima dell’autunno.

L’IDEA DEL MODELLO ZES NAZIONALE

L’ultimo tassello del disegno del Governo per la competitività è l’attrazione degli investimenti e la sfoltitura della burocrazia. L’idea è quella di esportare al resto d’Italia le buone pratiche che hanno spinto il PIL del Mezzogiorno negli ultimi anni.

“Stiamo studiando le modalità tecniche più efficaci per estendere a tutto il territorio nazionale alcuni dei meccanismi che oggi stanno funzionando molto bene nelle regioni del Sud e che hanno contribuito a far crescere il Mezzogiorno più della media nazionale”, rivela la presidente del Consiglio. L’ipotesi sul tavolo del Governo è estendere le semplificazioni burocratiche previste dalla ZES Unica agli investimenti Centro-Nord che superino una determinata soglia finanziaria, concentrandosi su specifici settori strategici individuati di concerto con le Regioni. Una mossa che punta a trasformare la sburocratizzazione in una leva di politica industriale per l’intero Paese.

MELONI BOCCIA LA REVISIONE DEGLI ETS

La premier boccia senza mezzi termini la proposta della Commissione per la revisione degli ETS, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione. La versione che circola a Bruxelles “non ci soddisfa affatto” sottolinea la premier, suggerendo nuove battaglie europee.

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