La crisi di Hormuz è un affare per Mosca. Il gas russo trova una nuova autostrada. Ecco dove porta
La crisi di Hormuz ha saldato l’asse energetico sul gas tra il Cremlino e il Dragone. Da marzo a luglio e importazioni di GNL russo da parte della Cina sono aumentate sensibilmente, sostituendo progressivamente le forniture di gas dal Qatar.
DOVE VA IL GAS RUSSO
Da marzo le forniture dal Qatar verso Pechino sono crollate del 55,2%, dimezzando il peso di Doha nel paniere cinese (dal 30,7% al 14,5%). Le difficoltà logistiche e le tensioni nel Golfo Persico hanno stretto i rubinetti del Medio Oriente, spingendo gli analisti di S&P Global a rilevare una corsa alla diversificazione.
Tra i Paesi che hanno colmato il vuoto lasciato dal Qatar – insieme a Malesia, Canada, Oman e Nigeria – il vero asso pigliatutto è stata la Russia. Infatti, le importazioni cinesi di GNL russo hanno registrato cinque mesi consecutivi di crescita su base annua, con un aumento del 32,3% a marzo, del 40,9% ad aprile, del 10,2% a maggio, del 92,9% a giugno e del 15,6% a luglio.
GAS, LA SPINTA DI ARCTIC LNG 2
Il vero motore di questo boom si chiama Arctic LNG 2. Il progetto siberiano di Novatek, ostacolato dalle sanzioni occidentali, ha trovato nella Cina il suo sbocco fondamentale. Dall’arrivo del primo carico ad agosto 2025 fino a oggi, il terminale di Beihai ha assorbito 2,8 milioni di tonnellate da questo impianto, arrivando a coprire oltre il 90% dei propri ricevimenti totali.
Come ha fatto la Russia a sbloccare l’impasse? Novatek ha potenziato la propria flotta metaniera più velocemente del previsto (aggiungendo sette navi da inizio anno), spingendo S&P Global ad alzare le stime di vendita del progetto per il 2027 a 7,24 milioni di tonnellate. Inoltre, Mosca ha fatto leva sullo sconto. I carichi di Arctic LNG 2 vengono piazzati sul mercato cinese con ribassi del 30%-40% rispetto ai benchmark asiatici del GNL.
IL REBUS YAMAL
Se l’Artico viaggia a pieno ritmo, l’attenzione dei trader guarda ora al futuro di Yamal LNG. Con il progressivo bando europeo al gas russo (che lascia comunque una finestra fino al luglio 2027 per la gestione di alcuni contratti a lungo termine verso destinazioni extra-UE), molte aziende cinesi stanno valutando nuove intese per accaparrarsi i volumi in uscita dal mercato europeo.
Tuttavia, gli esperti di S&P Global invitano alla cautela. Il vero collo di bottiglia per una deviazione massiccia del gas di Yamal verso l’Asia resta la logistica. Infatti, servono navi metaniere con classe glaciale (ice-class) per attraversare i mari del Nord e la flotta attualmente disponibile è limitata. Trasportare GNL lungo rotte così lunghe senza le infrastrutture adeguate rischia di annullare i margini di guadagno.
COSA CAMBIA PER IL MERCATO
Il surplus di gas russo a basso costo sta già alterando gli equilibri interni della Cina. I carichi scontati mettono sotto pressione i prezzi domestici, rendendo difficile la vita ai piccoli importatori cinesi che cercano di competere sulle forniture “spot” tradizionali.
La durata di questa nuova rotta dipenderà, però, da due variabili: la tenuta delle sanzioni e il ripristino delle rotte mediorientali.

