Vertice d’urgenza dei Grandi per liberare le scorte di petrolio e pressing su Bruxelles per calmierare il gas. Parigi blinda i siti militari contro i droni russi mentre il greggio vola del 20% a sette mesi dal voto all’Eliseo.
La Francia assume formalmente la guida dell’iniziativa politica ed energetica dell’intero continente europeo per rispondere a una crisi dei prezzi senza precedenti. Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato che Parigi convocherà nelle prossime settimane una riunione straordinaria dei Paesi del G7 dedicata specificamente all’energia, finalizzata a coordinare la sicurezza delle forniture, evitare tensioni internazionali e valutare lo sblocco concordato delle riserve strategiche di carburante. Non solo. Il capo di Stato francese ha aperto un canale diretto con la Commissione europea per accelerare lo stoccaggio comune di gas, introdurre clausole di flessibilità sui listini e tutelare le capacità industriali di raffinazione e importazione. Una doppia mossa che si accompagna a un piano di sicurezza interna per schermare le infrastrutture critiche e l’industria bellica transalpina dalla crescente minaccia ibrida russa.
LA FRANCIA CAPOFILA: IL PRESSING SU BRUXELLES PER LO STOCCAGGIO DEL GAS
Parigi ha deciso di intestarsi la regia della risposta comunitaria, sollecitando l’esecutivo europeo ad abbandonare la normale prassi burocratica per affrontare un’emergenza che minaccia la tenuta industriale del continente. Davanti ai leader politici riuniti all’Eliseo, Macron ha annunciato l’apertura immediata di un tavolo di confronto al massimo livello con i vertici dell’Unione Europea: “Tempi eccezionali richiedono misure eccezionali, e vogliamo agire anche a livello europeo. Per questo motivo, a partire da oggi, contatterò il Presidente della Commissione europea. In primo luogo, per accelerare i lavori sullo stoccaggio del gas a livello europeo e, in secondo luogo, per rendere più agevoli tutte le possibili misure di flessibilità, per ridurre i nostri prezzi e la struttura dei nostri prezzi energetici e per fare tutto il possibile per mantenere le nostre capacità di importazione e raffinazione in questo ambito”, ha detto Marcon. La strategia francese mira a compattare gli Stati membri attorno a un modello di gestione condivisa delle riserve di metano, evitando che le singole nazioni procedano in ordine sparso e subiscano i rincari dettati dalla speculazione sui mercati all’ingrosso.
LA CONVOCAZIONE DEL G7 E L’IPOTESI DI SBLOCCO DELLE RISERVE STRATEGICHE
La leadership rivendicata dalla Francia travalica i confini dell’Unione per proiettarsi sull’asse delle principali economie mondiali. Macron ha confermato che sarà la presidenza francese a chiamare a raccolta i partner del G7 per concordare interventi capaci di calmierare i mercati petroliferi destabilizzati dalla guerra in Medio Oriente:”Nelle prossime settimane, terremo una riunione del G7 dedicata a queste questioni energetiche, sia per rafforzare la cooperazione sia per evitare inutili tensioni tra i Paesi del G7 e i nostri principali partner”.
Il vertice dei Grandi rappresenterà lo snodo operativo per definire contromisure concrete sull’offerta. L’obiettivo dichiarato dell’incontro sarà infatti quello di esaminare i margini d’azione per un intervento coordinato sui volumi di greggio disponibili, offrendo un’opportunità “per valutare le opzioni per un possibile rilascio o sblocco delle riserve strategiche” da immettere tempestivamente sul mercato globale.
LO SCENARIO PETROLIFERO: IL CONFLITTO USA-IRAN E IL BLOCCO SAUDITA
L’urgenza delle iniziative diplomatiche promosse da Parigi riflette una fiammata improvvisa sui circuiti delle materie prime. Nel corso dell’ultimo mese le quotazioni internazionali del greggio hanno registrato un incremento di circa il 20%.
A innescare questo rincaro contribuiscono due fattori geopolitici concomitanti: da un lato il prolungarsi dello scontro bellico e del disaccordo tra Stati Uniti e Iran, dall’altro le ripercussioni della crisi nello Yemen. Le azioni armate condotte dai combattenti Houthi hanno infatti costretto l’Arabia Saudita a chiudere un importante oleodotto strategico, sottraendo preziose quote di fornitura alla logistica mondiale e spingendo al rialzo i listini dei carburanti raffinati.
MINACCIA IBRIDA RUSSA E DIFESA DELLE INFRASTRUTTURE STRATEGICHE
Accanto alla vulnerabilità energetica, la Francia si trova a fronteggiare una pressione asimmetrica che investe la sicurezza nazionale. Nel corso dei colloqui istituzionali di venerdì, Macron ha comunicato di aver disposto misure straordinarie di salvaguardia per i gangli vitali dell’economia e della produzione bellica: “La minaccia ibrida russa contro gli europei e contro la Francia si è intensificata”.
Il capo dello Stato ha incaricato formalmente il governo di “preparare un piano per proteggere le nostre infrastrutture critiche” e mettere in sicurezza i poli tecnologici e le aziende dell’industria della difesa considerati “più sensibili”. L’intervento preventivo intende innalzare barriere di contrasto specifiche per schermare gli insediamenti strategici sia dalle incursioni dei droni sia dalle offensive informatiche. .

