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Bollette: la guerra degli sconti arriva a luce e gas. Le mosse di Eni, Enel e A2A

Dopo i tetti sui carburanti, i colossi energetici tagliano le tariffe con offerte fisse e rinnovabili fino al 50%. Da Praga la premier Meloni plaude alla risposta delle utility all’appello del governo per aiutare famiglie e imprese.

La battaglia per arginare i costi dell’energia si sposta dai distributori di carburante alle utenze domestiche e aziendali. Dopo gli interventi sul prezzo di benzina e gasolio avviati con i tetti massimi fissati da Eni, IP e Q8, i principali operatori del settore elettrico e del gas hanno aperto una competizione tariffaria al ribasso sulle bollette.

Il gruppo Eni ha rotto gli indugi annunciando, attraverso la controllata Plenitude, uno sconto straordinario del 30% sulle forniture di luce e gas con tariffe bloccate per due anni. Una mossa che non ha fatto attendere la risposta di Enel e di A2A.

LA MOSSA DI PLENITUDE: SCONTI DEL 30 PER CENTO SULLE FORNITURE E TARIFFE BLOCCATE

A dare impulso alla nuova tornata di agevolazioni, come detto, è stato il gruppo Eni, che ha allargato l’iniziativa di solidarietà nazionale “Eni per l’Italia” alle forniture energetiche domestiche. L’operazione commerciale verrà veicolata attraverso la società controllata Plenitude e sarà accessibile a tutti i nuovi clienti che sottoscriveranno la proposta tra il 1° e il 24 ottobre 2026.

L’agevolazione prevede una riduzione secca del 30% applicata sui corrispettivi della principale offerta a prezzo fisso della compagnia, garantendo il blocco del costo della materia prima per una durata di ventiquattro mesi.

L’onere finanziario dei rincari registrati sui mercati di approvvigionamento rimarrà a totale carico del fornitore. In termini di impatto contabile, la misura consente un risparmio quantificato in circa 100 euro all’anno per il contratto del gas e in ulteriori 100 euro su quello dell’energia elettrica, determinando un beneficio complessivo di circa 200 euro annui per i clienti che opteranno per la doppia fornitura. Plenitude ha precisato che monitorerà l’evoluzione dei mercati per valutare eventuali successivi interventi a tutela dei consumatori.

LA REPLICA DI ENEL: “DIGITAL LUCE” A 108 EURO AL MEGAWATTORA PER BATTERE IL MERCATO

La mossa di Eni ha innescato la replica dei vertici di Enel. La società ha rivendicato la competitività del proprio catalogo retail, sostenendo di detenere già la proposta economica più conveniente del panorama nazionale tra gli operatori primari.

Il perno della proposta commerciale è identificato nella tariffa biennale a prezzo fisso denominata “Digital luce”, presente sul portale online dell’operatore sin dal mese di aprile 2026: la componente energia viene commercializzata al prezzo bloccato di 108 euro per megawattora, chiarisce l’azienda di Viale Regina Margherita; il valore corrisponde a un livello inferiore di circa il 50% rispetto ai prezzi correnti del mercato all’ingrosso, risultando più basso anche rispetto alle offerte concorrenti presentate nella giornata odierna.

Per una famiglia media italiana, calcolata su un fabbisogno annuo di 2 MWh, la tariffa assicura una minore spesa superiore a 200 euro all’anno per la sola fornitura elettrica, sottolinea Enel secondo cui l’elettricità erogata vanta la certificazione ufficiale del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che ne attesta la provenienza esclusiva da parchi a fonti rinnovabili.

LE TARIFFE DECENNALI DI A2A: L’ENERGIA VERDE DI “NOI2” E NEN AL 50 PER CENTO

Nel confronto tra operatori si inserisce la posizione di A2A, che ha rivendicato la tempestività delle proprie scelte di lungo respiro avviate in risposta alla crisi energetica esplosa nel 2022 e riacutizzatasi negli ultimi mesi. Dal 2023 la multiutility ha strutturato un modello commerciale ancorato alla produzione dei propri impianti rinnovabili.

Questo meccanismo poggia sulle soluzioni commerciali “Noi2” di A2A Energia e “10” di NeN: le due offerte applicano tariffe a prezzo fisso garantite per una durata complessiva di 10 anni; i corrispettivi risultano inferiori di circa il 50% rispetto ai livelli medi delle attuali quotazioni all’ingrosso; il piano ha già raccolto l’adesione di 135.000 nuclei familiari, garantendo risparmi consolidati negli ultimi esercizi; a partire da marzo 2026, la medesima impostazione contrattuale su base decennale è stata inoltre estesa anche al segmento delle piccole e medie imprese.

LE PAROLE DI GIORGIA MELONI DA PRAGA: L’APPELLO DEL GOVERNO E IL PLAUSO AI GRANDI GRUPPI

A commentare la corsa agli sconti sulle bollette è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando da Praga al termine del vertice bilaterale con il primo ministro della Repubblica Ceca, Andrej Babiš.

La premier ha ricondotto l’attivismo delle compagnie all’interlocuzione morale promossa dall’esecutivo per proteggere il tessuto socio-economico nazionale dalle ripercussioni delle crisi geopolitiche: “Tutto quello che il governo fa è un appello per dare una mano alle famiglie e alle imprese in questo contesto internazionale. Sono stata molto contenta dell’adesione prima di Eni, poi di Ip e di Q8 per l’attenzione avuta, oggi vedo che il tema si allarga alle bollette. Spero che gli attori sceglieranno di dare una mano, rispondendo a un appello a fare del loro meglio compatibilmente con quello che si può fare in un momento di difficoltà. Sono soddisfatta e ringrazio tutti quelli che fanno uno sforzo”.

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