Test su un autobus e un’auto elettrici cinesi riaprono il dossier sulla sicurezza dei mezzi Made in China. L’allarme dell’ambasciatore Giulio Terzi
Gli autobus, i camion e le auto cinesi sono un cavallo di Troia di Pechino. Infatti, la casa madre riceve continuamente dati e può anche controllare alcuni mezzi. È l’allarme lanciato su X dall’ambasciatore ed ex Ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata, rilanciando la notizia che alcuni veicoli cinesi inviano ininterrottamente dati a Pechino e possono essere addirittura controllati da remoto dalla casa madre. Un avviso che apre interrogativi profondi per la politica industriale e strategica dell’Unione Europea.
I TEST SU AUTO E AUTOBUS CINESI
Le auto e gli autobus elettrici cinesi sono spie di Pechino. A sollevare il velo sono alcuni ricercatori norvegesi che hanno guidato un SUV elettrico cinese NIO all’interno di una miniera norvegese, scoprendo che il 90% del suo traffico dati era diretto in Cina. Gli studiosi non sono riusciti a reciderne ogni tipo di connessione con l’esterno. Sebbene i pacchetti d’informazione fossero crittografati — rendendo impossibile decifrarne il contenuto esatto — l’episodio ha smentito nei fatti le rassicurazioni di NIO, la quale sostiene da tempo che i dati dei clienti europei non lascino mai il Vecchio Continente.
In un test separato condotto su un autobus di fabbricazione cinese, i tecnici hanno scoperto qualcosa di ancora più inquietante: il costruttore era in grado di accedere da remoto, in qualsiasi momento, ai sistemi di alimentazione e alla gestione della batteria del mezzo. Dettagli che tratteggiano uno scenario da guerra fredda tecnologica e che hanno riacceso con forza il dibattito sulla sicurezza nazionale e sulla privacy dei cittadini europei.
AUTO CINESI, LA PISTOLA FUMANTE SECONDO TERZI
A trasformare la vicenda in un caso politico è l’ambasciatore ed ex Ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata, che su X ha affidato ai social una dura invettiva. L’Ue vuole continuare a cedere la sua sicurezza alla Cina per risparmiare? Chiede il senatore.
“Questa è la prima grande pistola fumante sui mezzi di trasporto cinesi in Occidente e in Europa. Lo capiranno i Governi e le autorità locali che acquistano — attingendo alle tasche dei contribuenti — questi strumenti di intrusivo spionaggio ai danni delle imprese, della libertà, della vita privata, del lavoro, e della stessa sicurezza e sovranità dei loro cittadini? E li capiranno i finora ignari — forse — acquirenti di auto cinesi?”, ha scritto il senatore di FdI.
Mezzi che, continua Terzi, arricchiscono Pechino e trasferiscono masse enormi di informazioni e dati critici, “che servono alla rapidissima crescita di potenza militare — atomica, spaziale, missilistica, aerea, navale, e terrestre — di una Cina comunista alleata alla Russia di Putin, all’Iran dei Khamenei, e alla Corea del Nord di Kim Jong-un”.
L’UE CHIUDERA’ LE PORTE AI CAVALLI DI TROIA CINESI?
Il quadro tracciato apre interrogativi profondi per la politica industriale e strategica dell’Unione Europea. Infatti, le auto moderne non sono più semplici mezzi meccanici, ma vere e proprie infrastrutture digitali viaggianti, costantemente connesse, dotate di sensori, telecamere, microfoni e sistemi di tracciamento GPS. Spesso l’acquisto di autobus o auto cinesi è una scelta di convenienza economica, ma che potremmo pagare a caro prezzo. Rischia infatti di spalancare le porte ad apparati di sorveglianza integrati, finanziati direttamente dai contribuenti europei.
“Certo che tutto questo può far piacere ai “cavalli di Troia” filo Russia-Cina-Iran in Europa e da noi. Ma credo che siano moltissimi in Italia e in Europa che non vogliono assolutamente trovarsi in dolorose realtà di sottomissione a dittature feroci contro i loro stessi popoli, che dominano, violentano, torturano, impiccano senza pietà. Con la manifesta volontà di allargare con la forza delle armi e della tecnologia, l’occupazione di Stati sovrani, di Nazioni indipendenti, di spazi terrestri e marittimi. Scatenando guerre che cercano sempre più di espandere a danno dei loro vicini e non solo”, continua l’ambasciatore.

