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Flessibilità energetica UE

Competitività ed energia: Meloni, Merz e De Wever guidano il fronte Ue per tagliare i costi dell’Ets

Vertice a venti con la Commissione verso il Consiglio europeo: asse con Praga per rinviare l’Ets2 e tutelare l’industria. Nel mirino anche il regolamento Ue sul metano e la necessità di riequilibrare la concorrenza commerciale globale.

Un asse tra le capitali europee per orientare le scelte del prossimo vertice europeo verso il sostegno al sistema produttivo, la riduzione delle tariffe energetiche e l’alleggerimento della pressione normativa sulle imprese. In vista del Consiglio europeo programmato per il 15 e 16 ottobre, il Presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, il Cancelliere tedesco Friedrich Merz e il Primo Ministro belga Bart De Wever hanno promosso e ospitato una nuova riunione in videoconferenza dei Capi di Stato e di Governo appartenenti al gruppo informale sulla competitività europea. Il confronto ad alto livello ha visto una convergenza mirata su tre dossier prioritari per la tenuta economica dell’Unione: il costo dell’energia, la semplificazione del quadro regolatorio e il riassetto dei rapporti commerciali internazionali.

IL FORMAT DEL VERTICE: ASSE TRA VENTI PAESI E LA COMMISSIONE EUROPEA

La piattaforma di confronto ha registrato una partecipazione politica ampia e trasversale. Accanto a Italia, Germania e Belgio in qualità di Paesi promotori, ai lavori hanno preso parte i vertici della Commissione europea e le delegazioni governative di altri diciassette Stati membri: Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Ungheria. L’obiettivo condiviso dal gruppo informale è presentarsi all’appuntamento di metà mese con un indirizzo politico chiaro e coeso, capace di orientare le deliberazioni dei Ventisette su misure concrete a tutela del tessuto industriale del continente.

IL NODO ENERGIA: LA PROPOSTA ITALO-CECA SULL’ETS E LO STOP ALL’ETS2

Nel corso della sessione, il Presidente Meloni ha insistito sulla necessità che il Consiglio europeo fornisca indicazioni politiche stringenti e pragmatiche, individuando nel contenimento delle bollette la precondizione per preservare la competitività della manifattura continentale. Su questo fronte, il capo del governo italiano ha formalmente richiamato il contributo congiunto elaborato con il Primo Ministro ceco Andrej Babiš.

Il documento italo-ceco avanza richieste puntuali sul sistema europeo per lo scambio di quote di emissione (ETS), puntando ad alleggerire gli oneri finanziari a carico dei comparti produttivi più esposti alla concorrenza internazionale. La proposta mira a contenere il riversamento del prezzo della CO2 sulle tariffe dell’energia elettrica e sollecita, al contempo, un ulteriore rinvio dell’entrata in vigore dell’ETS2, per evitare che i nuovi adempimenti vadano a gravare pesantemente sui bilanci di aziende e consumatori in una fase di forte incertezza economica.

LA DIFESA DELLA RAFFINAZIONE PER LA SICUREZZA ENERGETICA

La discussione sull’energia non si è limitata ai meccanismi di compensazione della CO2, ma ha toccato la dimensione delle infrastrutture strategiche. Nel confronto è stata infatti rimarcata con forza l’importanza di salvaguardare la capacità europea di raffinazione. Gli impianti di lavorazione dei prodotti petroliferi sono stati indicati come un presidio indispensabile per assicurare la sicurezza degli approvvigionamenti nell’Unione Europea, evitando una contrazione delle capacità interne che finirebbe per accrescere la dipendenza da raffinerie terze.

LA SEMPLIFICAZIONE DELLE REGOLE E L’ALLARME SUL REGOLAMENTO METANO

Il secondo pilastro del confronto ha affrontato la revisione della burocrazia comunitaria. I partecipanti hanno condiviso l’urgenza di eliminare o modificare in modo sostanziale tutti quegli obblighi considerati non necessari, sproporzionati o controproducenti per l’operatività economica. In tale ambito, i leader hanno puntato i riflettori sulla prossima applicazione del Regolamento europeo sul metano.

L’avvio di questa disciplina è stato valutato con preoccupazione, poiché l’introduzione dei nuovi vincoli rischia di rendere più complesso e costoso per gli operatori europei l’approvvigionamento da fornitori di energia alternativi, appesantendo i costi di diversificazione delle forniture.

IL COMMERCIO INTERNAZIONALE: CONCORRENZA EQUA E ACCESSO AI MERCATI ESTERI

L’ultimo capitolo ha riguardato le strategie commerciali dell’Unione Europea sullo scenario globale. Il vertice ha sottolineato la necessità di rafforzare la capacità dell’Europa di competere sui mercati esteri, facendo leva sulla garanzia di un “level playing field”. Per i governi intervenuti, la priorità risiede nella costruzione di condizioni di concorrenza più eque a livello internazionale e nell’assicurare un accesso fluido e non discriminatorio ai mercati terzi a favore delle aziende comunitarie, elementi indispensabili per difendere la solidità delle filiere industriali del blocco.

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