Il Governo punta ad ampliare la cooperazione con Baku oltre carburanti e gas, oltre a coinvolgere investitori azeri nel Made in Italy. Ecco i settori nel mirino
I ministri Adolfo Urso e Mikayil Jabbarov hanno annunciato un partenariato che potrebbe contribuire a risolvere i problemi energetici italiani e attrarre i petrodollari azeri. Il ministro dell’Economia azero e il ministro del Mimit hanno annunciato l’avvio di un partenariato tecnologico e industriale tra i due Paesi. Un’evoluzione dei rapporti commerciali tra Italia e Azerbaigian che mira a rafforzare la cooperazione economica e industriale, promuovere nuovi investimenti e sviluppare partnership nei settori strategici. Tutti i dettagli.
COSA C’E’ NEL PATTO CON L’AZERBAIGIAN
Italia e Azerbaigian rilanciano la cooperazione industriale su energia, materie prime critiche e altri settori industriali strategici. L’annuncio arriva dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy dopo due intensi giorni di riunioni dedicate all’industria e all’energia. Incontri che si sono concentrati sull’obiettivo di sviluppare collaborazioni industriali e tecnologiche in Italia, Azerbaigian e Paesi terzi.
Il Piano Mattei giocherà un ruolo principale in questa partita, ma il partenariato spazierà anche alle materie prime critiche, all’intelligenza artificiale applicata ai processi produttivi e alla robotica avanzata. In questa prospettiva, si punta a favorire un’intesa tra la Fondazione AI4I e il centro azero 4SIM, i cui rappresentanti si sono incontrati a Roma. “Si apre una nuova fase strategica nella collaborazione tra Italia e Azerbaigian, con un duplice salto di qualità: da una partnership prevalentemente commerciale a un partenariato tecnologico e industriale”, ha dichiarato il ministro Urso.
IL RINGRAZIAMENTO A IP, Q8 E TAMOIL
Il tetto ai prezzi dei carburanti nei distributori a marchio IP ha contribuito a contenere i prezzi su una parte significativa della rete nazionale, secondo il Mimit. Infatti, l’Osservatorio del ministero rileva che oltre 14 mila punti vendita offrono benzina minore di 2 euro al litro, mentre aumenta il numero degli impianti con un prezzo del gasolio inferiore a 2,25 euro.
Nel corso del bilaterale il ministro Urso ha ringraziato il Governo azero e SOCAR per la tempestiva adesione di IP all’appello di Giorgia Meloni. “È stata una scelta responsabile, segno di una grande e rinnovata amicizia tra i nostri Paesi”, ha sottolineato Urso, esprimendo il desiderio che l’impegno prosegua per tutto il tempo necessario.
MATERIE PRIME CRITICHE MA NON SOLO
Se i carburanti scontati azeri hanno aiutato a contrastare il caro benzina e diesel nelle pompe italiane, il Trans Adriatic Pipeline (TAP) si è confermata un’infrastruttura strategica per la diversificazione degli approvvigionamenti energetici italiani ed europei nell’ambito della cooperazione tra Italia e Azerbaigian. Tra il 2021 e il 2025 sono arrivati in Italia attraverso il gasdotto quasi 48 miliardi di metri cubi di gas.
Ma in futuro la collaborazione tra i due Paesi andrà oltre il gasdotto, includendo le materie prime critiche, l’alluminio, l’intelligenza artificiale ed altri comparti.
“Passiamo inoltre dalla centralità dell’energia, pensiamo al TAP ma anche a SOCAR, a una cooperazione estesa ad altri comparti ad alto valore aggiunto: è il momento di attrarre gli investimenti azeri nel nostro Paese”, ha aggiunto.
SU COSA INVESTIRANNO GLI AZERI?
I soldi azeri potrebbero contribuire al rilancio dell’industria italiana e finanziare progetti congiunti. Il Mimit sottolinea, infatti, che nelle prossime settimane sarà esplorata la possibilità di coinvolgere investitori azeri nel Fondo Nazionale del Made in Italy e di valutarne il sostegno a progetti industriali comuni.
L’Azerbaigian investirà nelle filiere del Made in Italy, anche tradizionali, con particolare attenzione a metallurgia e alluminio.
LE NOVITA’ SULLE MATERIE PRIME CRITICHE
Il Mimit sottolinea che la dichiarazione congiunta firmata ieri con il ministero dell’economia azero sulle materie prime critiche punta a diversificare gli approvvigionamenti valorizzando le risorse azere e le competenze italiane nel recupero e nel riciclo dei materiali.
Nel corso dell’incontro odierno, Urso ha anche illustrato al ministro azero il progetto per realizzare a Porto Marghera il primo distretto industriale italiano dedicato alla raffinazione e al riciclo delle materie prime critiche, in sinergia con la candidatura italiana a ospitare il primo sito pilota europeo di stoccaggio strategico.
CHI C’ERA E PERCHE’
Nella due giorni la delegazione azera ha incontrato, su iniziativa dal Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, gruppi e imprese italiane dell’energia, dell’impiantistica, del digitale e del recupero dei materiali, tra cui Eni, Snam, Saipem, Ansaldo Energia, Danieli, Aruba, TIM, Circular Materials, Italpreziosi, TCA e molti altri.

