Il presidente di Elettricità Futura punta il dito contro alcune misure del Dl Bollette e chiarisce le ragioni dello strappo con Confindustria Energia
L’addio di Elettricità Futura a Confindustria Energia non è una guerra contro il gas, ma una scelta di rappresentanza industriale per tutelare il settore elettrico. Ad allontanare i dubbi è Salvatore Pinto, presidente di EF e di Axpo Italia, nel corso dell’evento “Elettricità, l’energia del futuro”. Il numero uno dell’associazione ha spiegato i motivi dello strappo con Confindustria Energia, criticando anche alcune misure del Dl Bollette, risultato di “consigli poco accorti all’Esecutivo, che non hanno considerato fino in fondo tutti gli operatori, facendo un danno a famiglie e imprese”, secondo Pinto. Il messaggio è chiaro: servono stabilità normativa e zero nuove tasse, indispensabili per non mettere in fuga i capitali e dare certezze a chi deve investire nel futuro energetico del Paese.
PERCHE’ EF HA DETTO ADDIO A CONFINDUSTRIA ENERGIA
L’elettrico non può più essere un vaso di coccio tra i giganti delle fonti fossili, secondo Salvatore Pinto. Il presidente di Elettricità Futura ha chiarito che l’uscita da Confindustria Energia risponde all’esigenza di “tutelare direttamente il settore elettrico”. L’ambizione è anche quella di farsi promotori di un’informazione economica indipendente per dire con trasparenza cosa serva davvero al Paese, dove “oggi le rinnovabili sono trattate come un nemico, mentre serve un mix equilibrato per rendere il gas marginale”. Un affondo diretto ai consigli “poco accorti” giunti al Governo negli ultimi mesi, che non avrebbero considerato tutti gli operatori finendo per danneggiare famiglie e imprese.
Eni ha espresso il proprio disaccordo riguardo l’uscita di EF da Confindustria Energia, sottolineando che tale decisione dovrà comunque essere ratificata dal Consiglio generale dell’associazione.
PINTO: PERCHE’ IL SETTORE ELETTRICO DEVE PAGARE SEMPRE IL CONTO?
La spaccatura si inserisce nel solco delle diverse posizioni tra i grandi player della transizione e il comparto idrocarburi. “Non siamo contro le imprese del gas, ma perché dobbiamo pagare sempre noi il conto? Quando il prezzo del gas sale, sale anche per l’elettricità. A guadagnare dalla crisi non è il settore elettrico, come dimostrano i conti delle aziende”, ha sottolineato Pinto.
Un paradosso se si considera che la filiera elettrica pianifica investimenti fino a 200 miliardi di euro in dieci anni — capaci di generare oltre 100 miliardi di PIL e risparmi in bolletta fino a 20 miliardi — a patto di non subire continui cambi delle regole e nuove tasse. Il rischio, avverte Pinto, è un costo da 7 miliardi all’anno che logora gli operatori mentre 150 GW di progetti rinnovabili restano bloccati nella burocrazia.
Al tempo stesso, Pinto ha sottolineato che l’iniziale obbligo di cedere quote rilevanti di energia idroelettrica avrebbe leso i diritti economici degli operatori, plaudendo all’intervento del ministro del MASE, Gilberto Pichetto Fratin, che ha chiarito la natura volontaria e ha promesso una rimodulazione parlamentare, evitando un impatto devastante sui titoli di settore.
DL BOLLETE, TUTELE GRADUALI E IDROELETTRICO, COSA NON VA SECONDO EF
Pinto ha lamentato la mancanza di un coinvolgimento preventivo su interventi che complessivamente valgono 7 miliardi di euro all’anno a danno del comparto. La nuova tassazione Irap pesa su trimestrali già in calo e con margini inferiori ai competitor europei, mentre il cap al prezzo del gas finirebbe per penalizzare gli utenti che hanno sottoscritto contratti a prezzo fisso. Il presidente di Elettricità Futura ha auspicato un tavolo di confronto urgente per evitare storture poiché la proposta di proroga delle tutele graduali rischierebbe di alterare regole già frammentate.
Parole che hanno suscitato la reazione del Codacons. “Le dichiarazioni odierne di Elettricità Futura sono per il Codacons inaccettabili, una difesa a spada tratta degli interessi economici delle società energetiche che va contro il Paese e i consumatori”, scrive l’associazione in una nota, sostenendo che “la lobby dell’elettricità fa pressing sul governo per difendere i propri interessi e ostacolare misure a vantaggio delle famiglie, come la proroga del Servizio a Tutele graduali e il price cap sul gas”.
PINTO: I CARBURANTI PESANO PIU’ DELLE BOLLETTE PER LE FAMIGLIE
Il presidente di Elettricità Futura ha ribaltato la narrazione dominante sull’inflazione e sul carovita. Mentre strumenti come il decreto FerX scontano ritardi pluriennali lasciando l’Italia ostaggio del gas, secondo Pinto l’attenzione mediatica e politica si è concentrata quasi esclusivamente sulle bollette elettriche.
Il presidente di Elettricità ha ricordato, però che le bollette della luce incidono per circa il 2% sulla spesa totale delle famiglie, a fronte di impatti ben più pesanti legati al rally dei carburanti ai distributori, sui quali si è registrata una pressione informativa e d’intervento decisamente inferiore.
LE PROPOSTE DI EF PER LA SICUREZZA ENERGETICA
Per uscire dall’impasse, Elettricità Futura sta definendo uno studio strategico per individuare il mix energetico in grado di garantire massima sicurezza al minimo costo. La ricetta di Pinto si articola su direttrici precise. Il primo è l’aumento della produzione interna e tempi certi per il FerX, scongiurando il rischio imminente di una crisi di disponibilità elettrica. Il secondo è lo sviluppo delle infrastrutture abilitanti, potenziando reti di trasmissione, sistemi di accumulo e impianti di pompaggio.
Pinto ha chiesto anche certezza sulle concessioni idroelettriche, misura indispensabile per traguardare la quota di 50 TWh/anno di produzione. Infine, il presidente di Elettricità Futura ha rimarcato l’importanza di fare leva sui contratti PPA per disaccoppiare i prezzi di gas ed elettricità e di sostenere l’industria ad alto consumo per prevenire la delocalizzazione, anche tramite la nuova Energy Release e le norme della legge di Bilancio.

