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Trivelle, rinnovabili e bollette. Cosa cambia con il decreto carburanti

Il dl Carburanti approvato a Montecitorio ridisegna alcuni equilibri del settore energetico: più poteri sulle trivellazioni, nuove regole per le rinnovabili e interventi sulle tariffe elettriche

La Camera dà il via libera al decreto Carburanti. Un pacchetto corposo che si muove su tre direttrici ben distinte: velocizzazione dei procedimenti amministrativi sulle fonti fossili, restyling delle regole sulle aree idonee per le rinnovabili e rimodulazione delle tariffe di rete e biogas.

PROROGA SCONTO CARBURANTI E COMMISSARIO PER LE TRIVELLAZIONI

Il decreto n. 157 del 2026 proroga la riduzione delle aliquote di accisa applicate a gasolio e biodiesel impiegati come carburanti. La novità di maggior rilievo politico e procedurale riguarda, però, il comparto delle trivellazioni degli idrocarburi. Il testo istituisce un commissario straordinario che potrà sbloccare le autorizzazioni. La nuova figura potrà intervenire se le Regioni interessate ritardano o non si esprimono sull’intesa necessaria ai procedimenti per la prospezione, la ricerca e la coltivazione di idrocarburi su terraferma.

L’emendamento inserito a Palazzo Madama ha esteso le competenze commissariali all’adozione di “ogni atto endoprocedimentale o provvedimento autorizzatorio comunque denominato, di competenza della medesima Regione o di Enti locali rientranti nel relativo territorio, propedeutico e necessario alla conclusione del procedimento”. In altre parole, la corsia diventa unica e accentrata, superando le possibili impasse della burocrazia locale.

ELETTRIFICAZIONE DELLE BOLLETTE E BIOGAS

Sul fronte dei consumi e delle reti energetiche, la palla passa direttamente all’Arera (l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente). L’organo di vigilanza dovrà rivedere i contributi di connessione riducendo la quota potenza e riorganizzando le altre quote, ponendo un vincolo ben preciso: nessun incremento degli oneri di sistema a carico degli utenti finali. L’obiettivo d’indirizzo punta a incentivare l’elettrificazione dei consumi nel rispetto dei target fissati dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (Pniec).

In parallelo, le modifiche introdotte nel passaggio al Senato toccano la filiera dell’economia circolare, aggiornando i criteri di ammissibilità per l’ingresso di: residui e scarti dell’industria agroalimentare, biomasse destinate ad alimentare gli impianti per la produzione di biogas e biometano.

RINNOVABILI, AREE IDONEE

A completare la griglia del provvedimento c’è la revisione della disciplina relativa agli impianti da fonti rinnovabili su terraferma. Il decreto modifica il testo unico Fer (Fonti Energetiche Rinnovabili) intervenendo sul delicato bilanciamento tra transizione ecologica e tutela paesaggistica. La norma risponde all’esigenza di normare con maggiore accuratezza l’installazione delle strutture pulite all’interno delle cosiddette buffer zone — le zone di rispetto create attorno ai perimetri dei siti protetti dall’Unesco.

L’impianto complessivo del testo tenta di affrontare l’emergenza prezzi e la dipendenza dalle importazioni esterne, stringendo i tempi delle autorizzazioni fossili da una parte e tracciando i confini territoriali delle rinnovabili dall’altra.

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