Fumata bianca in Commissione Ambiente: approvato il dossier Salini. L’Ue accantona il dogma del “solo elettrico” al 2035 e apre a biocarburanti ed e-fuels. Ecco cosa cambia
Il tabù europeo su biocarburanti ed e-fuels inizia a vacillare. La Commissione Ambiente (ENVI) del Parlamento Europeo ha approvato una revisione sostanziale del dossier sui target di CO₂ per auto e veicoli commerciali leggeri. Un passaggio politico destinato a riscrivere la tabella di marcia della transizione verde continentale.
BRUXELLES APRE AI BIOCARBURANTI
Bruxelles ha aperto ufficialmente le porte ai carburanti rinnovabili, ridando vita al motore a combustione interna anche oltre la scadenza del 2035. La Commissione ENVI ha approvato il provvedimento presentato da Massimiliano Salini (PPE/Forza Italia). Una proposta capace di saldare un’ampia maggioranza trasversale composta da Popolari, Socialisti e Democratici (S&D) e i liberali di Renew Europe. La votazione si è conclusa infatti con un punteggio di 48 sì, 30 no e 2 astenuti. Tra i contrari figura anche Ecr, il gruppo di cui fa parte anche Fratelli d’Italia, nonostante la battaglia di Carlo Fidanza per contrastare il binomio “transizione- tutto elettrico”.
Il cuore pulsante del compromesso nell’acronimo VEEF, Vehicles running exclusively on Eligible Fuels. Una nuova categoria di veicoli alimentati esclusivamente con carburanti “ammissibili” e a basse emissioni, che rispondono ai requisiti di sostenibilità della direttiva europea sulle energie rinnovabili (RED). La rosa dei candidati comprende biocarburanti sostenibili e biometano, carburanti sintetici di nuova generazione (e-fuels), miscele gassose rinnovabili e altri vettori energetici decarbonizzati. La proposta prevede che le auto alimentate da questi carburanti puliti potranno essere conteggiati dalle case automobilistiche come veicoli a zero emissioni ai fini della conformità delle flotte. Un rovesciamento di prospettiva che scardina l’equazione “zero emissioni = solo elettrico a batteria”.
COME CAMBIANO I TARGET
Il voto in ENVI non si è limitato ai carburanti. Il testo ridisegna al ribasso anche i target intermedi e finali di riduzione delle emissioni, offrendo una boccata d’ossigeno a un settore automobilistico europeo in evidente affanno. La nuova proposta fissa l’obiettivo di tagliare le emissioni dell’87,5% al 2035 invece dell’attuale 100%. Per quanto riguarda le automobili, la quota residua del 7,5% dell’obiettivo di riduzione potrà essere compensata dalle aziende mediante l’acquisto di crediti legati all’impiego di acciaio a basse emissioni prodotto nell’Ue, lasciando soltanto un margine del 5% di emissioni non compensate.
Un meccanismo pensato per sostenere contestualmente sia l’industria dell’auto che la siderurgia verde continentale. A questo si aggiunge un sistema di super-crediti per premiare la produzione locale di piccole auto elettriche economiche.
LA REAZIONE DELL’INDUSTRIA
L’esito del voto sblocca scenari inediti e ricompone le alleanze tra i grandi player energetici e industriali. In primo luogo, l’integrazione dei carburanti rinnovabili salvaguarda le linee di produzione dei motori endotermici, consentendo un’evoluzione graduale delle tecnologie anziché una rottura traumatica. In secondo luogo, si salda un asse strategico tra filiera della raffinazione, produttori di biometano ed e-fuels e costruttori automobilistici. Infine, il riconoscimento normativo offre finalmente garanzie finanziarie agli investitori nel campo della decarbonizzazione dei liquidi. Le reazioni del mondo economico rispecchiano le diverse anime della transizione.
L’ACEA (associazione dei costruttori europei) e i colossi industriali come Confindustria e la federazione tedesca BDI hanno accolto il voto con sollievo, definendolo una vittoria per la neutralità tecnologica, pur continuando a chiedere margini d’azione ancora più ampi. Sul fronte opposto, le Ong ambientaliste come Transport & Environment (T&E) storcono il naso, denunciando il rischio di una “distrazione di risorse” che potrebbe rallentare gli investimenti sull’elettrico puro.
BIOCARBURANTI, I PROSSIMI PASSI
Il passaggio in Commissione ENVI rappresenta un traguardo fondamentale, ma la partita è tutt’altro che chiusa. Il calendario della politica europea segna ora due tappe decisive. Il primo appuntamento è a dicembre, quando l’Eurocamera al completo si riunirà in sessione plenaria per votare la posizione ufficiale del Parlamento Europeo. Successivamente, si apriranno i complessi negoziati del “Trilogo” con il Consiglio dell’Unione Europea (i governi dei Paesi membri) per definire il testo di legge definitivo.

