Parte la corsa alle manifestazioni d’interesse del FERX Definitivo. Ma per entrare nella partita delle rinnovabili non basta un click. Ecco cosa serve
La sfida delle rinnovabili entra nella fase industriale. Domani alle 12 scatta l’ora X per l’invio delle manifestazioni d’interesse per le prime aste del FERX Definitivo, la misura da 37 gigawatt complessivi chiamata a ridisegnare la mappa energetica del Paese. Ma alla porta del GSE non ci si presenta a mani vuote. La prima selezione è sulle garanzie.
COSA SERVE PER PARTECIPARE ALL’ASTA FERX
Non basta un semplice click per accedere alla procedura competitiva del FERX. Il Decreto MASE del 18 giugno e il recente aggiornamento delle Regole Operative disegnano una maglia di sbarramento ben precisa. La qualifica preliminare per eolico, fotovoltaico ed elettrico richiede requisiti stringenti. In primo luogo, servono i titoli autorizzativi in regola e la certezza della connessione alla rete. Inoltre, gli operatori devono provare la propria solidità finanziaria attraverso il deposito di cauzioni provvisorie e garanzie bancarie sul portale GIGA.
Non si tratta solo di correre, ma di coordinare in anticipo banche, advisory e fondi di investimento. Un allegato caricato male a ridosso dell’ora di chiusura rischia, infatti, di vanificare mesi di sviluppo su progetti Ready to Build.
L’IMPORTANZA DEL CRITERIO GEOGRAFICO
Per il FERX definitivo il Mase ha introdotto un nuovo sistema dei coefficienti locazionali che mira a evitare la concentrazione selvaggia degli impianti dove è più comodo e a spingere la capacità produttiva lì dove serve davvero per centrare gli obiettivi di burden sharing.
A breve, il GSE pubblicherà una Dashboard interattiva sulla piattaforma Pniec che mostra la situazione aggiornata dell’installato per consentire agli operatori di calibrare le strategie di offerta in vista del 7 dicembre, quando si aprirà la finestra temporale per la presentazione delle candidature per le prime aste.
FERX, LE PAROLE CHIAVE DEL GSE
A chiarire la filosofia del FERX definitivo è stato lo stesso Amministratore Delegato del GSE, Vinicio Vigilante, evidenziando come l’architettura delle aste cerchi il punto d’equilibrio ideale tra bancabilità delle opere e tutela del consumatore. Il punto di riferimento resta l’esperienza del 2025, anno chiuso con un prezzo medio d’asta per il fotovoltaico di 56 euro al megawattora, spiega Vigilante a Energia Oltre. Un livello che l’ad del GSE giudica senza mezzi termini un buon prezzo per il consumatore.
In altre parole, l’obiettivo è raggiungere un livello di prezzo aggiudicato che garantisca al contempo certezza ai flussi di cassa degli sviluppatori via CfD e sostenibilità per le bollette del Paese.
I PROSSIMI PASSI
Domani si conclude solo il primo tempo della partita del FERX. Entro il 30 novembre il GSE chiuderà l’esame delle offerte qualificate. A quel punto si aprirà la vera partita economica. Infatti, dal 7 al 17 dicembre il Gestore dei Servizi Energetici raccoglierà le offerte al ribasso, per assegnare i primi contingenti prima del 23 dicembre.

