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A Consiglio Ue ok extraprofitti e tetto a infra-marginali. Si lavora a “tetto-forchetta” per il gas

Gas

Presto ci sarà una proposta dei principali paesi alla Commissione Ue “per consentirle di costruire una proposta legislativa accurata” prima della riunione dei capi di Stato europei del 6-7 ottobre, ha detto il ministro Cingolani

I paesi dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo politico sulle misure per mitigare l’aumento dei prezzi dell’energia: il pacchetto include un prelievo sui profitti in eccesso delle società di combustibili fossili realizzati quest’anno o il prossimo, un altro prelievo sui ricavi in eccesso che i produttori di energia a basso costo ricavano dall’aumento dei costi dell’elettricità (gli infra-marginali) e un taglio obbligatorio del 5% nell’uso dell’elettricità durante i periodi di picco dei prezzi.

LE DECISIONI DEL CONSIGLIO UE

Su pressione degli Stati Ue si è discusso anche della questione del tetto al prezzo del gas: “Il Consiglio ha chiesto oggi alla Commissione di dare immediato seguito ad azioni a livello europeo che ci consentirebbero di affrontare la questione energetica con l’urgenza che merita” ha detto il ministro ceco per l’Industria e il Commercio, Jozef Sikela, della presidenza del Consiglio Ue, nella conferenza al termine del Consiglio straordinario Ue Energia.

LE MISURE

Nel corso del vertice si è deciso di applicare una tassa di solidarietà temporanea obbligatoria sui profitti delle imprese attive nei settori del petrolio greggio, del gas naturale, del carbone e delle raffinerie con un’aliquota di almeno il 33%. Il contributo sarebbe calcolato sugli utili imponibili, determinati dalle norme fiscali nazionali nell’anno fiscale che inizia nel 2022 e/o nel 2023, che superano un aumento del 20% dell’utile imponibile medio annuo dal 2018.

ACCELERARE ACQUISTI CONGIUNTI GAS

Nel frattempo, ha ricordato Sikela “dobbiamo accelerare gli acquisti congiunti di gas attraverso la piattaforma per l’energia. Questo meccanismo deve essere reso operativo. Diversi Stati membri hanno anche chiesto di prorogare il Quadro di crisi temporaneo per gli aiuti di Stato. La Commissione intende discuterne entro metà ottobre”.

CINGOLANI, SI LAVORA A ‘TETTO-FORCHETTA’ IN UE

Per quanto riguarda la questione più spinosa, il price cap, alla fine, la soluzione trovata è quella di una sorta di “tetto con una forchetta” di prezzo. A chiarirlo è stato il ministro della Transizione Roberto Cingolani al termine del consiglio dei ministri europei sull’Energia secondo cui comunque “non ci sono state tensioni con la Germania. Abbiamo lavorato con la Germania al meglio che potevamo”. Cingolani ha spiegato che verrà trovato un range di prezzo tra un minimo e un massimo per il prezzo e presto ci sarà una proposta dei principali paesi alla Commissione Ue “per consentirle di costruire una proposta legislativa accurata” prima della riunione dei capi di Stato europei del 6-7 ottobre.

COME FUNZIONA IL MECCANISMO

L’idea, ha chiarito il ministro è introdurre una sorta di meccanismo di controllo, per evitare picchi e volatilità che però non porti a un prezzo troppo basso da scoraggiare gli operatori. “Un’ipotesi è quella di indicizzare il costo del gas a qualcosa di diverso dal Ttf, facendo una media sui grandi indicatori come possono essere l’Henry Hub, il Brent e altri indicatori mondiali”, ha spiegato Cingolani.

“Ad esempio si potrebbero introdurre massimali di prezzo sul gas importato o un nuovo indice europeo parallelo a quello del Ttf che rispecchi meglio il mercato mondiale”, ha chiarito Jozef Sikela, ministro dell’Industria della Repubblica Ceca, in conferenza stampa.

PRE-CONDIZIONE PRICE CAP E’ FORTE TAGLIO CONSUMI

“Per procedere in un modo responsabile”, al price cap “un numero di pre-condizioni non saranno negoziabili. Prima fra tutte, un impegno vincolante degli Stati membri a risparmiare gas oltre il 15% deciso dall’attuale piano di riduzione”, ha dichiarato la commissaria europea all’Energia, Kadri Simson.

In ogni caso, ha chiarito la Simson “credo che si dovrebbe imporre un massimale alle importazioni di tutto il gas però alcuni Stati membri lo vedono come una ‘sanzione’ e non c’è ancora un consenso su come limitare la capacità della Russia di finanziare la guerra in Ucraina”. La Simson ha aggiunto che si cercherà di lavorare soprattutto sul potere negoziale Ue sui “corridoi del gas”, più che su un prezzo fisso, “che ci permetterà di portare giù i prezzi per i consumatori”.

LE DECISIONI UE

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