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A2A, ecco chi c’è nella corsa alla multiutility

A2A

Sulle nomine strategiche il sindaco di Milano parla poco ma lavora sottotraccia, continuando a portare avanti la candidatura alla presidenza di A2A di Marco Patuano, ex dirigente Telecom, e soprattutto quella di Renato Mazzoncini per la poltrona di amministratore delegato

“’Parlare di meno e fare di più’. Coerente con il motto video che per la gestione del coronavirus suona come un’autoaccusa, Giuseppe Sala lavora dietro le quinte per completare la rivoluzione in A2a, la multiutility più importante d’Italia sulla quale ha messo gli occhi e le mani Matteo Renzi. Sulle nomine strategiche il sindaco di Milano parla poco ma lavora sottotraccia, continuando a portare avanti la candidatura alla presidenza di Marco Patuano, ex dirigente Telecom, e soprattutto quella di Renato Mazzoncini per la poltrona di amministratore delegato”. È quanto scrive La Verità.

IL GIGLIO MAGICO

“Mazzoncini non è l’unico appartenente al Giglio magico con la valigia pronta per Milano. Fra i candidati per gli organi di controllo (collegio sindacale) spunta Marco Seracini, fiorentino, già sindaco Eni e fra i soci fondatori di Noilink, l’associazione che raccolse fondi a favore di Renzi per finanziare le primarie di Firenze nel 2009. Un protagonista della scalata a Palazzo Vecchio e del lancio nel panorama politico nazionale del fondatore di Italia viva, poi ricompensato con il ruolo in Eni”, prosegue il quotidiano.

LA NOVITA’

“La seconda novità riguarda un candidato speciale per il cda, Federico D’Andrea, ex presidente di Pedemontana, già colonnello della Guardia di Finanza, protagonista negli anni ruggenti di Mani pulite – prosegue il quotidiano -. Allora la collaborazione fra Gdf e Procura era strettissima, e la stima del pool per D’Andrea si concretizzò nel 2006 quando il procuratore Francesco Saverio Borrelli lo volle come vicecapo dell’ufficio indagini della Federcalcio durante Calciopoli. Dal 2016 fa parte della Commissione per la trasparenza e la legalità del Comune di Milano, il cui responsabile è Gherardo Colombo. Nel 2017 è stato chiamato proprio da Colombo nel Consiglio di vigilanza del Sole 24 Ore per il rilancio d’immagine dopo lo scandalo amministrativo delle copie contraffatte. Il singolare incrocio è rappresentato dal fatto che Colombo e D’Andrea hanno un ruolo chiave nella nomina di Mazzoncini, con il Comitato per la legalità e la trasparenza voluto espressamente da Sala e sbandierato secondo lo stile arcobaleno della casa. La loro posizione sulle inchieste in corso a Perugia e a Parma (nella prima per l’ex ad di Ferrovie c’è il rinvio a giudizio per truffa ai danni dello Stato) potrebbe essere decisiva”.

QUALI SONO I PROBLEMI SUL PIATTO

“Secondo il codice di autodisciplina di A2a, anche D’Andrea non sarebbe candidabile perché non rispetterebbe la regola dell’indipendenza (‘nei precedenti tre esercizi non deve essere stato un esponente di rilievo di una controllata’), visto che nell’autunno 2019 è stato nominato presidente di Amsa, controllata da A2a. La chiusura della partita potrebbe arrivare entro i primi di aprile, in contrasto con la decisione del ministro Gualtieri di blindare i vertici delle partecipate statali per via del virus”, conclude il quotidiano.