Advertisement vai al contenuto principale
Rinnovabili

Allacci alla rete, incertezza sui prezzi e inflazione: ecco i problemi delle aste rinnovabili

Il Gse che si occupa della gestione delle aste, “di fatto si limita ad applicare le regole delle aste, i cui meccanismi sono definiti dal Mase”

Le rinnovabili stanno conoscendo un’accelerazione nel 2023 rispetto allo scorso anno. Basta guardare gli ultimi dati di Anie Rinnovabili sui dati Gaudi di Terna da quali si evince che nel “secondo trimestre di quest’anno il fotovoltaico è cresciuto del 24% ad aprile, del 139% a maggio e del 22% a giugno”, si legge sul Fatto Quotidiano di ieri. Dati positivi a cui si aggiungono quelli altrettanto positivi per l’eolico (+4%) e la copertura da rinnovabili del fabbisogno elettrico nazionale (+3%), ora al 35%.

LA QUESTIONE DELLE ASTE

Eppure, nonostante ciò le aste per rinnovabili non sono altrettanto performanti. “Qualche settimana fa, il dodicesimo bando” del 2019 “ha assegnato appena 102,7 MW a fronte di un continente di 1731,4 MW: il 5 per cento, il minimo storico”, scrive sempre il FattoQuotidiano. Che riconosce come il Gse, che si occupa della gestione delle aste, non ha colpe: “Il Gse, che di fatto si limita ad applicare le regole delle aste, i cui meccanismi sono definiti dal Mase, alla vigilia della pubblicazione dell’11esimo bando aveva fatto un punto rilevando l’assegnazione di 6.127 MW totali, pari al 77% degli 8 GW complessivamente disponibili. Si tratta di potenza aggiudicata tra aste (impianti sopra 1 MW) per le quali si era raggiunto il 74 per cento della potenza messa a disposizione e registri (impianti tra 1-1000 kW sopra 20 kW per quelli fotovoltaici arrivati all’84% del volume totale”.

ALLACCI ALLA RETE, PREZZI E INFLAZIONE PESANO SULLE ASTE

A spiegare il perché ci ha pensato l’avvocato specializzato Francesco Arecco, sempre al Fatto Quotidiano: a suo giudizio molti progetti “sono fermi in attesa di una connessione. In molte zone utili allo sviluppo di rinnovabili la rete è satura e occorre realizzare cabine primarie per allacciare nuovi impianti. Ma si tratta di una attività complessa e lunga. Inoltre, l’incertezza in merito ai prezzi consiglia a molti operatori di attendere che gli scenari politici ed energetici siano più chiari”. Infine gli adeguamenti rispetto al contesto economico, come l’aumento dell’inflazione.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.

Rispettiamo la tua privacy, non ti invieremo SPAM e non passiamo la tua email a Terzi

Torna su