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Allarme bollette in Europa: Eurelectric boccia il tetto al gas italiano e invoca la svolta sull’elettrico

Lettera aperta ai ministri dell’Energia Ue alla vigilia del Consiglio del 29 ottobre: no ai sussidi per le centrali termoelettriche e target di elettrificazione al 50% entro il 2040.

Alla vigilia del Consiglio Energia dell’Unione europea convocato per il 29 ottobre, l’industria elettrica continentale si schiera contro l’introduzione di tetti ai prezzi e sussidi alle centrali a gas, chiedendo ai governi risposte che non alterino il funzionamento del mercato interno. In una lettera formale indirizzata ai ministri dell’Energia degli Stati membri dell’Ue — trasmessa per conoscenza anche ai vicepresidenti esecutivi della Commissione europea Teresa Ribera e Stéphane Séjourné e ai commissari Dan Jørgensen e Wopke Hoekstra —, Eurelectric ha lanciato un monito urgente sulla sicurezza e la competitività del sistema.

La presa di posizione, sottoscritta dal presidente dell’associazione Markus Rauramo (amministratore delegato e presidente del gruppo Fortum) e dal segretario generale Kristian Ruby, nasce dalle crescenti preoccupazioni per il caro energia che sta colpendo le famiglie e mettendo sotto pressione i settori industriali energivori, innescando manifestazioni di protesta in diversi Paesi dell’Unione.

NO AI SUSSIDI AL GAS E IL MONITO SUL MODELLO IBERICO

La prima priorità indicata dall’associazione dei produttori elettrici riguarda le misure di sollievo a breve termine per affrontare l’inverno. Eurelectric condivide la posizione espressa dal commissario Jørgensen a Dublino lo scorso 29 settembre, secondo cui qualsiasi strumento di supporto deve avere carattere temporaneo e mirato. Viene pertanto ribadito il pieno sostegno agli strumenti delineati nel pacchetto della Commissione europea, tra cui il quadro temporaneo per gli aiuti di Stato a favore dell’industria pulita (Clean Industrial Deal State Aid Framework – CISAF) e quello specifico collegato alla crisi in Medio Oriente (Middle East Crisis Temporary State Aid Framework – METSAF).

Di segno opposto è invece il giudizio sulle ipotesi di sussidiare la generazione termoelettrica a gas, attualmente al centro del dibattito in alcuni Paesi: “I tetti al prezzo del gas sono de facto sussidi per le centrali a gas che aumentano la domanda di metano proprio quando dovremmo ridurla”. L’associazione mette in guardia i decisori politici dal replicare il cosiddetto meccanismo iberico, introdotto in Spagna e Portogallo nel 2022 come deroga temporanea motivata dalla scarsa interconnessione della penisola con il resto del continente.

In mercati fortemente interconnessi come quello italiano, evidenzia la lettera, una misura analoga produrrebbe effetti distorsivi: parte del beneficio economico finirebbe per essere trasferito ai Paesi limitrofi attraverso le esportazioni di elettricità, mentre i costi rimarrebbero a totale carico dei contribuenti o dei consumatori domestici nazionali, alterando il commercio transfrontaliero e indebolendo i segnali di prezzo per gli investimenti.

Gli aiuti devono quindi concentrarsi sul sostegno ai redditi o su strumenti finanziari che agiscano direttamente sulle bollette, eliminando gli oneri non energetici (non-energy costs) ed evitando la frammentazione del mercato e il disallineamento dei prezzi.

ELETTRIFICAZIONE AL 50% NEL 2040 PER ABBATTERE IL GAS DEL 70%

Nel medio e lungo termine, la soluzione strutturale indicata dal settore coincide con una decisa accelerazione dell’elettrificazione pulita: pompe di calore, veicoli elettrici e processi industriali decarbonizzati rappresentano i cardini per sostituire le fonti fossili importate con energia prodotta in Europa.

Secondo le stime della Commissione richiamate nel testo, il raggiungimento degli obiettivi comunitari di elettrificazione consentirebbe di tagliare del 70% la domanda europea di gas. In vista della definizione del quadro normativo post-2030, Eurelectric propone di ancorare nella governance climatica ed energetica al 2040 un traguardo formale di elettrificazione pari a circa il 50%, evoluzione che sviluppa il target del 46% già previsto dall’Electrification Action Plan.

Tale obiettivo consentirebbe di guidare gli investimenti nelle reti, nella capacità di generazione pulita, negli stoccaggi e nei sistemi di flessibilità. L’associazione sollecita inoltre l’adozione di un approccio inclusivo verso tutte le tecnologie (technology-inclusive) sostenuto da una governance snella, senza rimettere in discussione le normative già adottate per centrare i traguardi del 2030. Viene confermato il sostegno agli obiettivi climatici al 2040 attraverso un segnale di prezzo del carbonio solido e prevedibile nell’ambito del sistema ETS, esente da interventi ad hoc, chiedendo la rapida attuazione del nuovo mercato delle emissioni ETS2 per riscaldamento e trasporti, senza rinvii o riaperture del testo legislativo.

TARIFFE DI RETE E TASSE: L’ELETTRICITÀ NON SIA MAI PIÙ COSTOSA DEL METANO

Il terzo asse programmatico investe la fiscalità e le tariffe di trasmissione e distribuzione. La richiesta centrale rivolta ai ministri è quella di garantire che l’elettricità non venga mai tassata in misura superiore rispetto al gas, portando le accise e gli oneri fiscali sull’energia elettrica al livello minimo consentito dalla legge per premiare i consumatori virtuosi. Sul fronte tariffario, i corrispettivi di rete devono riflettere i costi effettivi, valorizzando la componente di capacità abbinata a segnali statici differenziati per fasce orarie d’uso (time-of-use), collocando i segnali localizzativi nei costi di allacciamento anziché nelle tariffe correnti di rete.

La lettera evidenzia altresì la necessità di perseguire le finalità di politica sociale e industriale al di fuori delle tariffe infrastrutturali, remunerando in egual misura gli operatori di rete per le soluzioni fisiche e digitali. Per favorire la conversione dei consumi industriali, viene proposta l’introduzione di corsie preferenziali di accesso alla rete per le attività produttive in fase di elettrificazione, affiancate dalla promozione dei contratti di acquisto a lungo termine di energia rinnovabile (PPA).

PROTEZIONE DELLE INFRASTRUTTURE CRITICHE E ATTUAZIONE DEI REGOLAMENTI

Il settore elettrico esorta infine le istituzioni a concentrare l’attenzione sulla difesa degli asset strategici. Le reti e le infrastrutture energetiche europee sono oggetto di crescenti minacce ibride e fisiche anche in tempo di pace, dal sabotaggio dei cavi sottomarini alle incursioni di droni e agli attacchi informatici.

Per fronteggiare tali rischi e consolidare la resilienza del sistema, Eurelectric invita i governi a dare piena e tempestiva attuazione alle normative comunitarie già concordate, ricordando come la riforma dell’assetto del mercato elettrico (market design), il pacchetto per le reti (Grids Package) e l’iniziativa AccelerateEU forniscano già gli strumenti operativi necessari per abbattere i costi e rafforzare la sicurezza del continente.

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