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Alverà spiega le ragioni del boom dei prezzi mondiali del gas

Alverà

Per l’ad di Snam: Il Tap protegge il nostro Paese dalle turbolenze

“’Sull’Europa post Covid si sta addensando la tempesta perfetta delle forniture di gas, i cui prezzi sono saliti alle stelle. Una bufera dovuta a più fattori concomitanti che si sintetizzano in quattro punti: minori produzioni causate anche dal Covid; fortissima domanda di Gnl dall’Asia e dal Sud America, meno afflusso di gas dalla Russia attraverso l’Ucraina; e stoccaggi rimasti vuoti. In tutto questo, Italia riesce a subire meno sofferenza di quanto sarebbe avvenuto se, fine dicembre, non fosse entrato in funzione il Tap, il gasdotto che porta il metano dall’Azerbaigian al nostro Paese’. A chiarire la situazione è Marco Alverà, ad di Snam, il quale ricorda che ‘un anno fa il prezzo del gas in Ue era molto basso anche per effetto della pandemia’”. È quanto si legge sul Sole 24 Ore.

ARRIVA POCO GAS E STOCCAGGI VUOTI

“’La richiesta di gas è stata, dunque, maggiore del previsto e ha lasciato l’Ue un po a secco. Soprattutto sotto il profilo dei siti di stoccaggio, che normalmente vengono riempiti da aprile in poi, quando il gas costa meno, per garantire le scorte per l’inverno. In questo momento, invece, in Europa arriva pochissimo Gnl e gli stoccaggi scarseggiano, anche per effetto di una stagione fredda e più lunga’. Qui si adatta anche la questione delle forniture dalla Russia. ‘I russi – sottolinea Alverà – stanno prenotando sempre meno capacità attraverso l’Ucraina, con l’obiettivo utilizzare soprattutto il North Stream (il loro gasdotto che attraversa il Batico, ndr). Quindi in Europa c è anche meno gas russo di quanto dovrebbe essercene’”.

ITALIA BEN POSIZIONATA GRAZIE A TAP

In tutto questo, afferma Alverà, “l’Italia pur soffrendo questa rapida risposta dei prezzi (…) ne esce con meno problemi di altri Paesi europei, anche grazie al Tap. Il nostro Paese, infatti, prima che partisse questo gasdotto ha sempre pagato il gas più delle altre nazioni Ue (…) In più – conclude Alverà – l’Italia ha stoccaggi di gas maggiori degli altri Paesi Ue e sono anche regolati, quindi tendono a riempirsi più facilmente. Il resto d’Europa il prossimo inverno potrebbe trovarsi in difficoltà”, ha concluso il quotidiano.

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